<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926</id><updated>2012-02-18T22:43:05.044+01:00</updated><category term='energia'/><category term='ecologia'/><category term='tecnologie'/><category term='Liberiamoilvento'/><category term='cultura'/><category term='giusy petitti'/><category term='econioma'/><category term='politica'/><category term='tecnologia'/><category term='ambiente'/><category term='attualità'/><category term='eolico'/><category term='Veronika'/><category term='faetolibera'/><category term='UFFICIO STAMPA LIPU'/><category term='economia'/><category term='inchieste'/><title type='text'>Nghiocc l liscji</title><subtitle type='html'>Il luogo della democrazia
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www.faetolibera.it</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>693</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-3923276328116805629</id><published>2009-06-30T14:41:00.002+02:00</published><updated>2009-11-09T17:40:41.157+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>Ferrante: «Folle rinviare il divieto di produrre sacchetti di plastica»</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La legge per vietare le buste di plastica forse non si fa ancora. «C´è una norma a favore dell´ambiente e che favorisce la competitività dell´industria più innovativa? Berlusconi la cancella o, nel migliore dei casi, ne rinvia l´entrata in vigore» commenta così Francesco Ferrante dell´esecutivo nazionale degli Ecodem, la notizia che il governo inserirà nell´ennesimo decreto milleproroghe (vedi articolo di ieri di grrenreport) il rinvio di un anno dell´entrata in vigore del divieto di produzione e commercializzazione dei sacchetti di plastica.«Quel divieto che dovrebbe entrare in vigore il primo gennaio 2010 - prosegue Francesco Ferrante, autore dell´emendamento che portò in senato all´approvazione della norma contenuta nella Finanziaria 2007 - fu imposto con tre anni di anticipo proprio per dare il tempo all´industria chimica di riconvertirsi e adeguarsi agli standard più innovativi che la ricerca e proprio l´industria italiana hanno prodotto realizzando sacchetti in plastica biodegradabile provenienti dal mais».Ma in questi (quasi) tre anni non si è dato seguito a quanto previsto nella norma per accompagnare il percorso dell’abbandono degli shopper non biodegradabili. «Per fortuna il mercato – sottolinea Ferrante – e le richieste dei consumatori stanno andando spontaneamente in quella direzione: le industrie innovative godono di sempre maggior successo e aumentano le produzioni di sacchetti ´ecologici´.Tra industria e agricoltura crescono anche accordi innovativi di filiera per realizzare sul territorio vere e proprie ´bioraffinerie´, e anche le grandi catene di supermercati si stanno attrezzando per offrire volontariamente ai consumatori alternative alla plastica inquinante».E’ il caso ad esempio della Coop che sta inserendo seppur gradatamente nei suoi punti vendita shoppers in mater-bi o, in alternativa, di materiale resistente e riutilizzabili per fare la spesa.Ancora una goccia nel mare ma comunque un segnale positivo dal momento che, come scrive Ferrante nella sua nota, «nel corso del 2008 in Italia si sono prodotti 300 mila tonnellate di buste in plastica: l´equivalente di 430mila tonnellate di petrolio e si stima che la Co2 emessa in atmosfera derivante da tale produzione sia di circa 200mila tonnellate annue».Quindi l’appello al «ministro delle Attività produttive Scajola per avviare la sperimentazione prevista dalla legge» e naturalmente il ritiro della proroga. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.statistiche.ws/webstats.php?u=412281" target="_blank" &gt;&lt;img name="Web_statistics" alt="Web stats powered by www.statistiche.ws" border="0" src="http://www.statistiche.ws/counter_blog.php?u=412281" &gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-3923276328116805629?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/3923276328116805629/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=3923276328116805629' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/3923276328116805629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/3923276328116805629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/06/ferrante-folle-rinviare-il-divieto-di.html' title='Ferrante: «Folle rinviare il divieto di produrre sacchetti di plastica»'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-7142045545807812420</id><published>2009-06-30T14:25:00.000+02:00</published><updated>2009-06-30T14:40:32.087+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>Sviluppare la green economy per assicurare una ripresa mondiale sostenibile</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Una ventina di agenzie Onu hanno presentato ala Conferenza World Financial and Economic Crisis and its Impact on Development che si conclude oggi a New York una dichiarazione dove si evidenzia che «l´attuale crisi economica e finanziaria esige una risposta collettiva della comunità mondiale» e indicano la green economy come l’unica reale via d’uscita. Le agenzie Onu, capeggiate da Achim Steiner, direttore esecutivo del Programma Onu per l’ambiente (Unep) si sono pronunciate a favore di una transizione verso "meno carbonio” ed a sostegno di un’economia verde capace di fornire molteplici opportunità economiche, sociali ed ambientali nel XXI secolo.Nel corso degli ultimi 6 mesi, molti orgasmi del sistema dell’Onu, come Fao, Unep e soprattutto le istituzioni di Bretton Woods della Banca Mondiale e i segretariati degli accordi multilaterali sull’ambiente sono stati coinvolti nella progettazione e nella messa in opera di un’iniziativa sulla green economy. «Investire i fondi di rilancio economico in settori quali le tecnologie energetiche efficienti, le energie rinnovabili, i trasporti pubblici, l´agricoltura sostenibile, il turismo rispettoso dell’ambiente e la gestione sostenibile delle risorse naturali, soprattutto gli ecosistemi e la biodiversità, riflette la convinzione che l’economia verde può creare delle nuove industrie dinamiche, dei posti di lavori di qualità, generare crescita e guadagni, attenuando allo stesso tempo gli effetti dei cambiamenti climatici ed arrestando il declino della biodiversità - si legge nella dichiarazione – Questa scelta è in grado di contribuire al raddrizzamento dell’economia, alla creazione di posti di lavoro decenti ed alla riduzione delle penurie alimentare, energetica, idrica, ma anche di far fronte alle crisi relative agli ecosistemi ed al clima, che hanno degli effetti sulle popolazioni povere». Per le agenzie Onu i grandi Paesi dovrebbero fare in modo che i Paesi in via di sviluppo dispongano di risorse finanziarie per avviare i propri programmi di rilancio ed avere un accesso accresciuto ai mercati internazionali per una ripresa rapida degli scambi commerciali. Secondo le 21 organizzazioni «La solidarietà della comunità internazionale è in fase di sperimentazione. La ripresa economica può essere il punto di svolta per un’ambiziosa ed efficace risposta internazionale alle molteplici crisi che ha di fronte l´umanità». Il test finale per le agenzie dovrebbe esserci a dicembre al summit mondiale sui cambiamenti climatici: «Copenhagen è il punto di svolta per innescare una global green economy». Chiedono anche ai Paesi donatori di concretizzare gli impegni in materia di aiuto finanziario, in particolare quelli presi durante i summit del G8 e del G20. Inoltre chiedono l´eliminazione progressive delle sovvenzioni "perverse" per i combustibili fossili e la pesca e l’agricoltura industriale. «Le entrate salvate con l’eliminazione graduale di tali sovvenzioni potrebbero essere riassegnate per lo sviluppo di competenze professionali verdi, per la fornitura di tecnologie pulite, per energie alternative a prezzi accessibili per i poveri, e per il sostegno ad altri settori verde con ampi benefici economici».Le agenzie chiedono di battersi contro il protezionismo, rilanciando il commercio per promuovere lo sviluppo e il trasferimento di tecnologie rispettose dell´ambiente per far fornire energia pulita a prezzi accessibili agli Stati più poveri e sostenere le attività di mitigazione ed adattamento al cambiamento: «La rapida conclusione dei Doha Round trade negotiations può facilitare un “recupero verde”, in particolare i negoziati sui beni e servizi ambientali, le sovvenzioni alla pesca ed all´agricoltura e la riforma delle norme che possono contribuire a promuovere la sicurezza alimentare per tutti».La dichiarazione congiunta sottolinea la necessità della formazione professionale, di maggiore occupazione e di una sanità efficiente se davvero si vuol parlare di sviluppo sostenibile. «La realizzazione del passaggio ad una low-carbon, resource-efficient Green Economy non può avvenire senza la creatività, la visione, le azioni e il sostegno di un ampio spaccato della società – ha detto Steiner - Questa rapida armonizzazione delle prospettive di tante agenzie riflette la loro determinazione ad essere agenti di cambiamento verso un XXI secolo sostenibile». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-7142045545807812420?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/7142045545807812420/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=7142045545807812420' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/7142045545807812420'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/7142045545807812420'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/06/sviluppare-la-green-economy-per.html' title='Sviluppare la green economy per assicurare una ripresa mondiale sostenibile'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-2727959209655173286</id><published>2009-06-30T14:22:00.001+02:00</published><updated>2009-06-30T14:24:22.785+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>Nuova legge salva clima di Obama: bene ma non benissimo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;In questi giorni è stata approvata dalla Camera del congresso degli Stati Uniti , seppur di misura, la proposta di legge HR 2554, l’American Clean Energy and security act, per ridurre le emissioni di Co2 e i consumi di energia. «Penso che sia uno straordinario primo passo» ha dichiarato il presidente Obama in una intervista rilasciata ieri al New York Times. La legge, ampia oltre 1200 pagine, impone un taglio alle emissioni di Co2 del 17% rispetto ai valori del 2005, entro il 2020 e quasi dell’80% entro il 2050. Il 5% dei finanziamenti necessari per raggiungere questo obiettivo deriverà grazie ad accordi con i paesi in via di sviluppo per scoraggiare la deforestazione nei Paesi tropicali, che causa circa il 20% delle emissioni globali di gas serra e verrà promosso lo scambio di tecnologie tra gli Usa e i Paesi in via di sviluppo per aiutare a ridurre le emissioni in tutto il mondo oltre ad aiuti per le popolazioni e le comunità più vulnerabili del pianeta per rispondere agli impatti attuali e futuri del cambiamento climatico. Il sistema previsto per raggiungere questo traguardo è un insieme di strumenti che vanno dai limiti sulle emissioni per fabbriche, raffinerie e centrali elettriche, ad un sistema di cap and trade, ovvero di compravendita di permessi di inquinamento tra le stesse aziende.Inoltre i fornitori di energia (le aziende che acquistano energia da chi la produce e la distribuiscono alle utenze finali) dovranno garantire che entro il 2020 il 15 % dell’energia fornita derivi da fonti rinnovabili. La legge prevede anche un obiettivo di riduzione dei consumi elettrici del 5%, anche grazie a interventi per aumentare l’efficienza energetica delle abitazioni. «Bisogna guardare a tutte le parti che costituiscono questa legge - ha detto sempre il presidente Usa - non solo al capitolo del sistema cap and trade (per ridurre le emissioni ndr), ma ai significativi passi verso l’efficienza energetica, agli standard di energia rinnovabile, agli incentivi per ricerca e sviluppo in nuove tecnologie, incentivi per le auto elettriche, per l’energia nucleare e per le tecnologie per il carbone pulito».Quindi un mix di strategie per impostare una politica energetica degli Usa che risponda agli obiettivi che lo stesso Obma aveva dichiarato già nella sua campagna elettorale: ridurre la dipendenza energetica degli Usa dai combustibili fossili, avviare politiche di risparmio ed efficienza energetica, ridurre le emissioni di anidride carbonica. Ma più che nel passaggio che richiama anche all’energia nucleare e al carbone pulito, le critiche che vengono dal mondo ambientalista, stanno nel fatto che si poteva fare di più anche se si riconosce che gli obiettivi che la legge americana si dà sono un netto passo avanti rispetto al passato. «L´approvazione della proposta di legge Usa sul clima potrebbe essere un importante segnale per i negoziati internazionali sul clima, e porre fine all´attuale situazione di stallo» ha dichiarato in una nota il Wwf. «Ci sarebbe piaciuto vedere impegni più forti - ha detto Kim Karstensen, Direttore della Global Climate Initiative del Wwf - ma è comunque un importante punto di partenza perché gli Usa si impegnino pienamente nella legislazione internazionale sul clima».Il progetto di legge, noto anche come il Waxman-Markey bill, dovrà passare ora al Senato e se alla camera ben 30 democratici hanno votato contro e l’approvazione è avvenuta con 217 voti favorevoli rispetto a 205 contrari, il secondo passaggio si prevede ancora più difficile, dove la forza dei repubblicani, che accusano la legge di rappresentare una tassa insostenibile sulle imprese e sui consumatori, è ancora più radicata. «Questo progetto non esaurisce tutto quello che ci serve, ma è un punto di partenza fondamentale, in un momento cruciale - ha dichiarato il presidente del Wwf USA Carter Roberts - Oggi possiamo osservare gli impatti del cambiamento climatico anche a casa nostra: stanno colpendo più velocemente e in modo più pesante di quanto perfino la comunità scientifica avesse previsto».Critiche che il presidente Obama conosce bene: «Ci sono critiche da destra e da sinistra - ha detto nell’intervista al NYT - chi dice che non è sufficiente e chi dice che è eccessivo» . Ma è comunque convinto che «alla fine del giorno questa legge rappresenti un importante primo passo». Il Wwf riconosce che l´American Clean Energy and Security Act intende porre un limite nazionale, progressivamente sempre più basso, all´inquinamento da gas serra, e che allo stesso tempo istituisce una cornice finanziaria per ridurre le emissioni in un modo economicamente efficiente. Richard H. Moss, vice presidente del programma Clima del Wwf Usa ha poi enfatizzato l´importanza cruciale di approvare un serio accordo per il clima quest´anno, per dimostrare la leadership Usa nei negoziati internazionali che si svolgeranno a dicembre a Copenhagen. «Il cambiamento climatico è un problema globale che richiede una soluzione globale - ha dichiarato Moss - Le famiglie americane non saranno protette dagli impatti del cambiamento climatico se non si ridurranno le emissioni in tutto il mondo. Se vogliamo che altri Paesi si mettano maggiormente in gioco a Copenhagen, dobbiamo dimostrare che gli Stati Uniti sono finalmente pronti ad agire. Avviare una forte legge sul clima è l´azione più concreta che l´America possa fare per negoziare impegni più forti anche dagli altri Paesi».&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-2727959209655173286?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/2727959209655173286/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=2727959209655173286' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/2727959209655173286'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/2727959209655173286'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/06/nuova-legge-salva-clima-di-obama-bene.html' title='Nuova legge salva clima di Obama: bene ma non benissimo'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-3091587452997923855</id><published>2009-05-28T14:46:00.002+02:00</published><updated>2009-05-28T14:48:17.968+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Ma l'Italia non pensa al clima</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ormai tutto il mondo, America compresa, ha preso coscienza del problema dei cambiamenti climatici, che raggiunge dimensioni nuove per gravità e globalità. E molti paesi hanno improntato a politiche di sostenibilità ambientale anche i pacchetti di stimolo economico in funzione antirecessiva. Fa eccezione il nostro paese, che con una mozione approvata dal Senato, chiede di rivedere anche il cosiddetto pacchetto europeo 20-20. Nessuna proposta italiana di azione neanche per il G8 ambiente in programma nei prossimi giorni a Siracusa. Il biennio 2008-2009 è cruciale per la causa del clima.A fine 2008 è stato approvato il cosiddetto pacchetto europeo 20-20. Si tratta di un intervento politico che per articolazione, complessità, campo d’applicazione e protagonisti coinvolti non ha paragoni a livello mondiale: riconosce la stretta relazione tra energia e ambiente e articola l’intervento nel quadro di una strategia integrata tra i due ambiti; ricomprende, seleziona e declina in maniera specifica sia gli obiettivi che gli strumenti dell’intervento; avendone scelto i criteri, distribuisce gli oneri dell’intervento tra i partecipanti secondo obiettivi di equità spaziale e senza riguardo alla ripartizione dei benefici; i benefici riguardano soprattutto le generazioni future, realizzando così obiettivi eticamente più elevati di equità intertemporale; poggia sulla cooperazione, o meglio sull’azione coordinata, dei partecipanti all’intervento. Il pacchetto è stato adottato definitivamente dal Consiglio europeo pochi giorni fa, il 6 aprile 2009. (1)&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;IL CLIMA NELLA CRISI&lt;br /&gt;A noi europei piace pensare che proprio la nostra azione degli ultimi quindici anni sul fronte della lotta ai cambiamenti climatici, unita alla crescente consapevolezza della serietà del problema favorita dal lavoro dell’Ipcc, siano stati i due fattori che hanno fatto maturare i tempi della politica americana, culminata con l’elezione alla presidenza di Barack Obama sulla base di un programma che ha messo al centro la questione energetica e climatica.Sul finire del 2008 è però sopraggiunta la profonda crisi economica, eppure anche in questo caso la peculiarità del biennio all’insegna della lotta ai cambiamenti climatici ha influenzato l’azione di molti governi. Il rapporto “A Global Green New Deal”, redatto nell'ambito del programma ambiente dell’Onu (Unep), invita i governi a investire un terzo dei 2.500 miliardi di dollari, pari a circa l’1 per cento del Pil mondiale, previsti dai pacchetti di stimolo economico in misure volte a rendere “verde” l’economia, così da prendere i due piccioni della compatibilità con l’ambiente e della ripresa economica con una sola fava. Anche l’economista Nicholas Stern ha invitato i governi a spendere 400 miliardi di dollari nei prossimi diciotto mesi in una azione di contrasto della recessione economica che punti sull'efficienza energetica. (2)Molti governi hanno improntato, almeno in parte, i loro pacchetti di stimolo fiscale all’ecosostenibilità. Un po' a sorpresa, a guidare la classifica dei paesi “virtuosi” contenuta in uno studio di Hsbc, è la Corea del Sud, con l'81 per cento del valore dell’intero pacchetto, seguita dall’Unione europea con il 59 per cento e, significativamente, dalla Cina con il 38 per cento (Figura 1). Èappena il caso di osservare che tra i paesi più sviluppati, quelli del G7, gli ultimi della classe sono il Giappone con il 2,6 per cento e il nostro paese che destina solo l’1,3 per cento del proprio pacchetto di misure. (3) Lo scorso 16 aprile Europarlamento e presidenza dell'Unione Europea hanno deciso che i fondi del Piano per la ripresa economica non utilizzati alla fine del 2010 potranno essere impiegati per finanziarie progetti relativi a infrastrutture per gas ed elettricità, energia eolica off-shore e cattura e sequestro del carbonio (Ccs).L'appuntamento cruciale del 2009 è la Cop15 di Copenhagen, a fine anno, che potrebbe vedere la nascita del nuovo regime internazionale in tema di lotta ai cambiamenti climatici. La nuova politica statunitense ha significativamente cambiato la situazione, aumentando la probabilità di un nuovo accordo, e proprio di questi giorni è la notizia, in un certo senso storica, dell’inclusione ufficiale da parte della Environmental Protection Agency della CO2 nella lista degli agenti inquinanti sancita dal Clean Air Act inquanto dannosi per la salute delle persone.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;IL CLIMA IN ITALIA&lt;br /&gt;È una notizia che arriva quasi in coincidenza con una sconcertante presa di posizione del Senato della Repubblica italiana. Quando ormai tutto il mondo prende coscienza dell’esistenza di un problema dalle dimensioni nuove per gravità e globalità, con una mozione approvata il 18 marzo, istruttiva da leggere nella sua interezza, la maggioranza il Parlamento della Repubblica italiana sostiene che non può essere data per scontata la responsabilità dell’uomo sul riscaldamento globale, che le forme di incentivazione delle energie rinnovabili decise da paesi come Cina e Stati Uniti, Francia e Giappone, sono “eccessive e affrettate”, che una parte consistente e crescente di studiosi non crede che la relazione tra un “peraltro modesto riscaldamento dell’atmosfera” sia da attribuire “prioritariamente ed esclusivamente” alla CO2, che non sia “affatto chiarita” la dipendenza della temperatura dalla concentrazione di anidride carbonica, che – anche quando vi fossero – i “conseguenti danni all’ambiente, all’economia e all’incolumità degli abitanti del pianeta sarebbero molto inferiori a quelli previsti nel Rapporto Stern e addirittura al contrario maggiori potrebbero essere i benefici”, per concludere come sia inutile avviare “un costosissimo e probabilmente velleitario sforzo di mitigazione” del riscaldamento globale in atto. (4)È la risposta italiana ai risultati del congresso scientifico internazionale intitolato “Cambiamenti climatici: rischi, sfide e decisioni a livello mondiale”del 10 al 12 marzo, sempre a Copenaghen. Il convegno ha fornito una sintesi delle più recenti conoscenze scientifiche, tecnologiche e politiche necessarie per una efficace azione di contrasto dei cambiamenti climatici. Sono state presentate nuove evidenze di un'accelerazione del riscaldamento globale superiore a quanto indicato dalle proiezioni dell’Ipcc del 2007. E il valore massimo dell’innalzamento del livello del mare nel 2100 potrebbe essere compreso in un intervallo di circa un metro, o anche di più. Anche nella parte più bassa dello spettro, sembra sempre più improbabile che l’innalzamento del livello del mare sia nel 2100 molto inferiore a 50 centimetri . Questo significa che se le emissioni di gas serra non saranno ridotte velocemente in modo sostanziale, anche nel caso dello scenario migliore, le aree basse costiere, dove abita circa il 10 per cento della popolazione mondiale , saranno colpite duramente. (5)È dunque la presenza di questa consistente rappresentanza di negazionisti e clima-scettici che ispira la politica italiana del clima, quella che invoca nel testo della mozione del Senato un’inesistente clausola di revisione del pacchetto europeo, chiedendo che il nostro governo faccia dietro-front sugli impegni da poco divenuti definitivi. Non male, davvero. A parte che una tale clausola, almeno nel senso dell’annullamento dell’accordo non esiste (6) e che – curioso lapsus – nella mozione del Senato diventa revisione del Protocollo di Kyoto, forse sono queste pulsioni che spiegano la politica ingessata del nostro governo, e in particolare del ministero dell’Ambiente, in fatto di clima. Proprio nell’anno in cui l’Italia è presidente di turno del G8, è ancora una volta Obama a prendere l’iniziativa scrivendo al nostro presidente del Consiglio per proporgli un Forum su energia e clima tra le maggiori economie del pianeta da tenersi in occasione del summit della Maddalena dall’8 al 10 luglio. Incassato l’avallo – non si sa quanto entusiastico – di Roma, il presidente Usa ha invitato i leader di Australia, Brasile, Canada, Cina, Unione europea,Francia, Germania, Gran Bretagna, India, Indonesia, Italia, Giappone, Corea, Messico, Russia e Sud Africa, nonché il segretario generale dell’Onu, Ban Ki Moon, e la Danimarca, in qualità di presidente della Conferenza Onu sui cambiamenti climatici. L’accordo che dovrebbe essere firmato alla Maddalena sarà preparato in una serie di incontri, il primo dei quali si terrà a Washington il 27 e 28 aprile presso il Dipartimento di Stato.La risposta italiana è al momento affidata al G8 ambiente in programma dal 22 al 24 aprile a Siracusa. (7) L’iniziativa non si distingue per abbondanza di informazioni: consultando il sito è dato solo sapere che sono previste sessioni di lavoro su: 1) Tecnologie a basso contenuto di carbonio, 2) Biodiversità, 3) Le azioni per affrontare i cambiamenti climatici, e 4) Salute dei bambini e ambiente. Senza voler sminuire l’importanza degli altri temi, nei documenti preparatori che abbiamo visto sui due temi di più stretta attualità,  tecnologie low carbon e Climate change non compare alcuna traccia di una qualche iniziativa o proposta d’azione del nostro paese. Insomma, anche se il giudizio va rimandato a un momento successivo, non vorremmo ricordare il G8 ambiente a presidenza italiana soprattutto per la bellezza dei suoi eventi collaterali.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(1) &lt;a href="http://www.euractiv.com/en/climate-change/eu-wraps-climate-energy-policy/article-181068"&gt;http://www.euractiv.com/en/climate-change/eu-wraps-climate-energy-policy/article-181068&lt;/a&gt;.(2) &lt;a href="http://www.lavoce.info/articoli/An%20Outline%20of%20the%20Case%20for%20a%20"&gt;An Outline of the Case for a ‘Green’ Stimulus”: http://www.lse.ac.uk/collections/granthamInstitute/publications/An%20outline%20of%20the%20case%20for%20a%20'green'%20stimulus.pdf&lt;/a&gt;(3) &lt;a href="http://www.globaldashboard.org/wp-content/uploads/2009/HSBC_Green_New_Deal.pdf"&gt;http://www.globaldashboard.org/wp-content/uploads/2009/HSBC_Green_New_Deal.pdf&lt;/a&gt;,&lt;a href="http://www.euractiv.com/en/climate-change/eu-lagging-competitors-green-stimulus/article-181093"&gt;http://www.euractiv.com/en/climate-change/eu-lagging-competitors-green-stimulus/article-181093&lt;/a&gt;(4) &lt;a href="http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&amp;amp;leg=16&amp;amp;id=404347"&gt;http://www.senato.it/japp/bgt/showdoc/frame.jsp?tipodoc=Sindisp&amp;amp;leg=16&amp;amp;id=404347&lt;/a&gt;.Vale solo la pena di notare che i 52 autori che hanno redatto il Summary for Policy Makers del Quarto rapporto dell’Ipcc di cui parla la mozione del Senato in realtà si sono avvalsi del lavoro, nei sei anni precedenti, di più di 2500 scientific expert reviewers, più di 800 contributing authors, and più di 450 lead authors provenienti da più di 130 paesi (&lt;a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Intergovernmental_Panel_on_Climate_Change"&gt;http://en.wikipedia.org/wiki/Intergovernmental_Panel_on_Climate_Change&lt;/a&gt;)(5) &lt;a href="http://climatecongress.ku.dk/newsroom/rising_sealevels/"&gt;http://climatecongress.ku.dk/newsroom/rising_sealevels/&lt;/a&gt; e “A sinking feeling”, The Economist, 11 marzo 2009.(6) Tutti i chiarimenti su quest’aspetto all’indirizzo &lt;a href="http://www.climalteranti.it/?p=141"&gt;http://www.climalteranti.it/?p=141&lt;/a&gt;.(7) &lt;a href="http://www.g8ambiente.it/"&gt;http://www.g8ambiente.it/&lt;/a&gt;.&lt;br /&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Lavoce.info&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-3091587452997923855?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/3091587452997923855/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=3091587452997923855' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/3091587452997923855'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/3091587452997923855'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/05/ma-litalia-non-pensa-al-clima.html' title='Ma l&apos;Italia non pensa al clima'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-9183988846906113798</id><published>2009-05-28T14:32:00.002+02:00</published><updated>2009-05-28T14:45:06.820+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Il tempo delle scelte</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La strada del governo per affrontare la crisi è basata sull'attendismo. Una strategia rischiosa che può costare cara al nostro paese. Anche perché non è detto che il peggio sia passato. Vi sono segnali positivi nell'economia mondiale, ma sull'Europa incombe la crisi dei paesi dell'Est. In più il terremoto rischia di peggiorare ulteriormente i nostri conti pubblici. E' tempo di definire con chiarezza le priorità di politica economica. Poniamo quattro domande in merito al Ministro Tremonti. Augurandoci che risponda al più presto. E’ passato quasi un anno dall’insediamento del nuovo Governo. In materia di politica economica, l’impressione è che abbia spesso scelto di non scegliere. Ha affrontato la crisi prendendo tempo e, al massimo, varando alcuni interventi tampone per fronteggiare le richieste più pressanti che venivano dal mondo delle imprese. Ha scommesso tutto su di una crisi di breve durata sapendo che i tempi della crisi globale sarebbero stati dettati da eventi al di fuori del suo controllo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E’ PRESTO PER FESTEGGIARE&lt;br /&gt;E’ stata una scommessa molto azzardata perché il precipitare della crisi ci avrebbe colti impreparati, ma ci auguriamo tutti che la crisi sia davvero breve. Sin qui il crollo è stato più rapido che nel 1929 (si veda il grafico qui sopra). Speriamo ora di avere lasciato alle spalle il punto più basso e che la risalita sia altrettanto ripida che la discesa. Ci sono indubbiamente alcuni segnali positivi soprattutto dal settore immobiliare statunitense e dalla Cina. E l’euforia delle borse di tutto il mondo nell’ultimo mese segnala un cambiamento dei sentimenti, degli animal spirits. L’augurio è che l’ottimismo sia altrettanto contagioso di quel pessimismo che ci aveva portato sull’orlo del precipizio. Il rischio di una nuova degenerazione della crisi è tuttavia ancora presente perché l’eccessivo indebitamento delle banche è stato solo parzialmente ridotto sin qui. I fattori di instabilità del sistema finanziario internazionale non sono stati ancora affrontati alla radice. E sull’Europa incombe la crisi dei paesi dell’ex blocco sovietico.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;COME SI USCIRÀ DALLA CRISI&lt;br /&gt;Questa crisi appare comunque destinata a modificare la geografia economica mondiale, i rapporti competitivi fra gli Stati. E’ una crisi maturata oltreoceano, che lascerà lunghi strascichi in quella che sin qui è stata l’indiscussa prima potenza economica mondiale. Dovrà portare a termine un costoso processo di deleveraging, di riduzione del debito del settore privato. E’ un processo che riguarda in modo meno pronunciato l’Europa che può trovare la forza di investire nei settori di punta e riuscire ad attrarre quei talenti che sin qui andavano negli Stati Uniti. Oggi l’Europa può davvero ambire a diventare l’economia più competitiva del pianeta come promesso a Lisbona 10 anni fa.Il nostro paese non può perciò continuare a stare a guardare. Certo, l’Italia, per colpa del suo debito pubblico, ha minori margini di manovra di altri Paesi. Proprio per questo ha più bisogno di definire in modo chiaro le sue priorità. Abbiamo l’opportunità oggi di uscire non solo dalla recessione, ma anche dalla stagnazione economica in cui siamo rimasti negli ultimi 15 anni. E i periodi di crisi sono quelli in cui si può trovare il consenso per fare quelle riforme che in tempi normali non si riescono a fare.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;IL TERREMOTO COME CARTINA AL TORNASOLE&lt;br /&gt;Il 24 aprile si terrà il Consiglio dei Ministri nelle aree terremotate. Le scelte (o le non scelte) che verranno compiute in quell’occasione saranno un’importante cartina di tornasole delle intenzioni di questa maggioranza. Vedremo se prevarrà, una volta di più, la strategia attendista..L’attendismo non ha sin qui evitato un consistente peggioramento dei nostri conti pubblici. Si sono aperti tanti rubinetti in questi mesi che sarà difficile monitorare. Non ci sono stati risparmi nel pubblico impiego. Al contrario, ai dipendenti pubblici con contratti a tempo indeterminato, quelli che non rischiano il posto di lavoro a differenza dei precari e dei loro omologhi nel settore privato, sono stati una volta di più concessi incrementi salariali superiori a quelli del privato. Il fabbisogno è aumentato di 9 miliardi nei primi tre mesi del 2009. E ci sono vistosi segnali di un calo delle entrate fiscali, ben oltre quanto determinato dall’andamento dell’economia. In particolare, le entrate tributarie nei primi due mesi del 2009 sono calate del 7,2 per cento rispetto a un anno fa e non più di metà di questo calo può essere attribuito all’andamento dell’economia. Mentre è certo che l’esecutivo ha dato ripetuti segnali di un abbassamento della guardia sul fronte del &lt;a onkeypress="window.open(this.href);return false;" onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000965.html"&gt;contrasto dell’evasione&lt;/a&gt;.Ora il Governo ha due strade di fronte a sé nell’affrontare il dopo-terremoto e i costi della ricostruzione. La prima strada è quella di ripetere quanto fatto dai governi precedenti in questi casi: introdurre una addizionale, una nuova tassa, magari chiamata “contributo di solidarietà”, i cui proventi potranno essere destinati alla ricostruzione. In una fase di depressione come quella che stiamo fronteggiando ci sembra una scelta sbagliata. La seconda strada è quella di usare l’emergenza creata dal sisma per definire le priorità di politica economica.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;LE DOMANDE DA PORRE AL MINISTRO DELL’ECONOMIA&lt;br /&gt;Le interviste al Ministro dell’Economia trattano spesso di filosofia. Evitano accuratamente di porre le domande che stanno più a cuore agli italiani. Ecco allora le domande cui ci auguriamo il ministro voglia al più presto rispondere.Su quale stima dei costi della ricostruzione delle aree terremotate sta il governo ragionando? Non è possibile non avere ancora un numero a due settimane dal sisma. Ed è legittimo attendersi che il Governo abbia deciso come finanziare queste spese.Ha in mente il Ministro, alla luce anche del terremoto di rivedere le priorità della spesa in conto capitale? In particolare, conviene sul fatto che sarebbe più opportuno rimandare il ponte sullo stretto e varare un piano straordinario di manutenzione e miglioramento dell’edilizia scolastica?Cosa intende fare il ministro per contrastare l’evasione fiscale? Intende davvero coinvolgere i Comuni negli accertamenti? Con quali tempi? E intende ripristinare gli uffici periferici dell’Agenzia delle Entrate?Una domanda di filosofia ci riserviamo di porla anche noi.Quali confini intende il ministro stabilire per il mercato? Perché, ad esempio, la legge  33/09 appena approvata in Parlamento, su “misure urgenti a sostegno dei settori industriali in crisi”, prevede che non vi sia più l’obbligo di lanciare un’OPA nel caso in cui il gruppo di controllo che già possiede il 30% del capitale sociale acquisisca un ulteriore 5%? Perché rafforzare così il suo controllo sulla società in un momento di scarsità di capitali di investimento? A chi giova questa norma se non a chi oggi ha il controllo di queste imprese? E in cambio di cosa si concede questo aiuto?&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Lavoce.info&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-9183988846906113798?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/9183988846906113798/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=9183988846906113798' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/9183988846906113798'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/9183988846906113798'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/05/il-tempo-delle-scelte.html' title='Il tempo delle scelte'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-7788547703103741345</id><published>2009-05-28T14:30:00.000+02:00</published><updated>2009-05-28T14:31:27.961+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>La protezione della natura in Italia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Avete mai provato a immaginare cosa sarebbero diventate alcune delle aree più belle d’Italia se non ci fossero stati parchi e oasi di protezione della natura? L’oasi di Burano, a Capalbio, sarebbe stata una riserva di caccia dove si sarebbero uccise decine di migliaia di uccelli migratori all’anno; Siculiana, in provincia di Agrigento, sarebbe diventata un immenso villaggio turistico, mentre Lagosecco (Rieti) avrebbe visto eliminata la faggeta per far posto a un’ennesima strada. Caccia e pesca sarebbero diventate le uniche attività possibili nella Valle Averto (Venezia) e non ci sarebbe stato nessuno futuro per il cervo sardo a Monte Arcosu, mentre la lontra si sarebbe estinta se non ci fossero state le oasi di Bussento, Policoro, San Giuliano e Conza. In 40 anni di meritoria attività, su base esclusivamente volontaria, il Wwf Italia ha acquistato, protetto e tutelato natura in oltre 130 zone di particolare pregio sul territorio nazionale, per oltre 30.000 ettari che contribuiscono alla conservazione di oltre il 10% della penisola. Fino al 2 maggio è possibile contribuire a questo immane lavoro di tutela attraverso un contributo che costa solo 2 euro (sms al 48544), ma che diventa di capitale importanza in tempi di crisi come questa (inoltre le oasi ospiteranno un centinaio di sfollati del terremoto abruzzese). Oltretutto le oasi e le aree protette contribuiscono a proteggere i cittadini dai rischi naturali come frane e alluvioni e tengono lontane le abitazioni dalle aree di rischio vulcanico (vedi Vesuvio) che trovano nelle oasi la loro unica destinazione d’uso possibile.Ma tutto questo non basta affatto: l’Italia consuma territorio al ritmo vorticoso di 250.000 ettari all’anno, un numero che non ha paragoni in nessuna altra nazione europea. Siamo, in assoluto, i primi produttori di cemento della Ue e contempliamo strumenti legislativi, come il condono edilizio, che non è possibile neppure tradurre in una lingua straniera perché non esitono nei dizionari. Inoltre incendi, caccia legale e bracconaggio e azioni legislative improprie, come la pretesa apertura alle visite subacquee delle riserve marine integrali (uno svilimento da evitare a tutti i costi), minacciano quello che si è riusciti a proteggere, e impediscono di consolidare altri territori alla conservazione. Il Presidente della Repubblica ha sensibilmente aperto l’oasi di Castelporziano alle visite libere in occasione della giornata delle oasi e ha mostrato grande sensibilità verso il pericolo di svilimento delle aree marine protette: quasi nessun altro uomo delle istituzioni ha però ritenuto proprio dovere lanciare un appello per una maggiore consapevolezza naturalistica. Sono proprio questo scarso interesse istituzionale, l’ignoranza diffusa dei temi scientifici e ambientali, la malafede o l’interesse speculativo a rendere difficile una battaglia che, in mezzo alla crisi del lavoro e del risparmio, rischia di essere dimenticata.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-7788547703103741345?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/7788547703103741345/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=7788547703103741345' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/7788547703103741345'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/7788547703103741345'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/05/la-protezione-della-natura-in-italia.html' title='La protezione della natura in Italia'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-1515688183862494910</id><published>2009-05-28T13:46:00.003+02:00</published><updated>2009-05-28T14:14:38.229+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Le mappe nucleari per l'Italia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se dovesse tornare il nucleare in Italia, sarebbero pochissimi i territori che potrebbero ospitarlo. Grazie all'analisi di tre importanti mappe, ormai dimenticate, sveliamo perché lo stivale è assolutamente inadatto alle centrali nucleari. Ieri è stato l’approvato il DDL 1195 che dà sei mesi al governo per definire i criteri per la localizzazione dei siti nucleari. Oggi diffondiamo tre ‘carte nucleari’ per capire dove potrebbero finire le nuove centrali nucleari:&lt;br /&gt;- la carta del CNEN, che era la risultante di varie carte tematiche elaborate negli anni settanta- la mappa ENEA sulla vulnerabilità delle aree costiere ai cambiamenti climatici- l’elaborazione GIS per la localizzazione del deposito nazionale per le scorie nucleari&lt;br /&gt;Per stabilire i siti delle nuove centrali e delle scorie bisogna partire da queste carte e vedere secondo quali criteri verranno aggiornate. Un criterio è quello sismico, un altro criterio è quello della vulnerabilità delle coste per i cambiamenti climatici.&lt;br /&gt;Il nostro rapporto &lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/mappe-nucleari"&gt;"Mappe nucleari per l'Italia"&lt;/a&gt; fornisce una lista di aree a maggiore vulnerabilità climatica. Se questo criterio verrà adottato, dalla vecchia carta CNEN devono essere tolte diverse aree costiere e se ci fosse anche l'indicazione di restringere l'attenzione nelle aree a minore pericolosità sismica, rimangono pochissimi siti su cui puntare l'attenzione: nelle province di Vercelli e Pavia, isola di Pianosa in Toscana, province di Ogliastra, Nuoro e Cagliari. Mentre Montalto di Castro - anche se la pericolosità sismica non è quella minima - rimane un forte indiziato sia per la vicinanza al mare in una zona costiera a minor rischio climatico che per le condizioni della rete. Sul sito c'è stata recentemente una visita di tecnici dell'azienda francese EDF. Ci aspettiamo che la regione Lazio nel suo piano energetico escluda chiaramente questa possibilità. Riguardo alla mappa per le scorie nucleari è stata elaborata nel 1999-2000 dal gruppo di lavoro ad hoc costituito all'epoca dalla Conferenza Stato Regioni (e supportato tecnicamente da ENEA). In questo caso il rischio sismico è ritenuto meno rilevante (alcune aree sono persino in Abruzzo): le aree sono presenti in numerose regioni ma si concentrano particolarmente tra l'Alto Lazio e buona parte della Toscana, le Murge pugliesi e la Basilicata. Continueremo a opporci a questa sciagurata scelta del governo e a chiedere ai candidati alle prossime &lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/news/europee-nucleare"&gt;elezioni europee&lt;/a&gt; cosa pensano del ritorno al nucleare in Italia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Greenpeace &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-1515688183862494910?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/1515688183862494910/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=1515688183862494910' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1515688183862494910'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1515688183862494910'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/05/le-mappe-nucleari-per-litalia.html' title='Le mappe nucleari per l&apos;Italia'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-5790509014687405306</id><published>2009-05-28T13:30:00.002+02:00</published><updated>2009-05-28T13:41:40.014+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Ecco come sta cambiando la politica energetica americana</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;In questa settimana a Washington ho avuto la fortuna di incrociare un passaggio molto delicato della nuova politica di Obama in materia di energia e cambiamenti climatici. E´ stata infatti votata ieri in Commissione energia della Camera una proposta di Legge (qui viene chiamata Waxman-Markey) che in pratica riscrive in 900 e passa pagine l´intero scenario normativo introducendo limiti all´emissione di gas serra, politiche e obiettivi per rinnovabili, efficienza energetica, infrastrutture energetiche. In pratica tutti gli incontri che ho avuto in questi giorni con rappresentanti del Governo, organizzazioni e associazioni in un modo o nell´altro hanno avuto questo testo come punto di riferimento. L´approvazione di ieri è un risultato assai importante, certamente non risolutivo degli enormi problemi che il testo avrà nel passaggio alla Camera e poi al Senato dove molti democratici stanno già negoziando cambiamenti sostanziali (gli eletti negli Stati industriali, del carbone e del petrolio) e con i repubblicani che stanno facendo una durissima opposizione. Tutta la discussione politica ha avuto al centro la riduzione di gas serra prevista al 2020 e al 2050 (rispettivamente -17% e -83% rispetto al 2005), sul sistema di contabilizzazione e controllo delle emissioni, il cosiddetto "cap and trade" e sulla quantità e gratuità delle quote da distribuire ai diversi settori. Nella realtà questi obiettivi che pure sono importanti (e decisamente meno ambiziosi di quelli europei che hanno come base il 1990) sono solo una parte minima di un provvedimento che entra nel merito di ogni aspetto sostanziale delle politiche energetiche. In questi giorni ho avuto incontri di ogni tipo, ma l´aspetto che più mi ha più impressionato è la partita che si è giocata dietro le quinte. In pratica ogni aspetto del testo è stato discusso con associazioni e gruppi industriali (amici), attraverso un attività di lobbying attenta a muovere tutti i giusti fili. Quello che succederà nei prossimi mesi è difficile da prevedere con certezza ma obiettivo dell´amministrazione è arrivare a dicembre a Copenhagen con l´approvazione del testo almeno alla Camera per potersi sedere al tavolo negoziale con le carte in regola per chiudere un accordo internazionale sulla riduzione dei gas serra. Questo obiettivo mi è stato confermato in tutti gli incontri che ho avuto, dal Dipartimento di Stato a quello dell´energia, all´Epa (i corrispettivi dei nostri Ministeri di esteri, sviluppo economico, ambiente) con tutti che parlavano lo stesso linguaggio. Questa strategia è stata attentamente studiata perché negli Stati Uniti il Presidente può firmare trattati internazionali ma per entrare in vigore devono in ogni caso essere ratificati con una maggioranza qualificata di senatori (l´esempio è Kyoto, firmato ma non ratificato). E quindi il percorso punta ad avere successivamente un mandato dal Senato per ratificare il tutto potendo contare presumibilmente per quella data su 60 voti su 100. Questo per darvi un’idea della partita politica che si sta giocando, dove di straordinario c´è il clima che si respira e la volontà politica di Obama di fare di questi temi una priorità della propria agenda politica interna e internazionale. Certo rispetto alle richieste delle principali organizzazioni ambientaliste e del CAN sicuramente tutto questo non è sufficiente (ieri Greenpeace Usa ha bocciato il compromesso). Ma la stessa Janet Larsen (direttrice delle ricerche all´Earth Policy Institute, quello fondato da Lester Brown la cui posizione è una riduzione dell´80% al 2020) mi ha detto chiaramente che l´approvazione del testo rappresenterebbe un successo straordinario, anche perché nel frattempo molte cose stanno succedendo.Quelle più positive riguardano i provvedimenti del Governo e i movimenti in atto dentro molti settori industriali. Nello Stimolous Act - il provvedimento di rilancio dell´economia approvato a febbraio - al Bureau che al Ministero dell´energia si occupa di efficienza energetica e fonti rinnovabili sono stati assegnati 16,8 miliardi di dollari. E si è invertito completamente il rapporto di forza anche nel bilancio corrente e programmato nel 2010 nei confronti di nucleare e petrolio che storicamente avevano il grosso delle risorse. Il difficile paradossalmente, ammettono, viene ora nell´avviare programmi capaci di creare risultati. Ma i cambiamenti più radicali stanno avvenendo comunque all´Epa, l´agenzia per l´ambiente, che ha messo in moto un lavoro fondamentale per rendere possibile avere una legislazione federale in materia di gas serra. Riconoscendo che la CO2 e altri 5 gas serra sono dannosi per la salute umana hanno permesso di avviare quanto Bush aveva sempre impedito, ossia il processo che può portare a introdurre una regolazione in materia e che nel frattempo ha permesso di giungere a un accordo con gli Stati e le cause automobilistiche per fissare nuovi target per i consumi degli autoveicoli. Nel frattempo l´EPA ha avviato l´inventario degli emettitori di gas serra essenziale per avviare il cap and trade. In pratica l´agenzia sta creando tutte le condizioni per attuare quanto previsto dalla nuova normativa in discussione, ma anche in caso di ritardi o problemi potrà intervenire fissando nuove regolamentazioni. Interessante è anche il lavoro che hanno avviato in materia di carburanti da fonti rinnovabili, per valutare il Life Cicle Assestment dei diversi biocarburanti, e di sicurezza dell´acqua da bere e della falda che si occupa indirettamente di Carbon Capture and Storage e della sicurezza degli impianti.Molto americano è il ruolo che svolgono in tutta questa partita dietro le quinte e in campagne sui media i principali network ambientalisti e i think Tank democratici (ho incontrato quello forse più potente, il Center for american progress), ma anche le associazioni industriali delle rinnovabili (che questi giorni martellano con pubblicità a supporto della Legge). L´opposizione è comunque molto ben organizzata e ben più ricca. Molto interessante è stato incontrare un rappresentante dell´American Enterprise Institute, storicamente una delle più potenti lobby conservatrici (per la cronaca il giorno prima da loro Dick Cheney ha pronunciato quello spaventoso discorso in difesa di Guantanamo e degli interrogatori sui prigionieri che qui è stato ripreso da tutti i media con grande risalto). E la cosa sorprendente, in particolare rispetto all´Italia, è che non sostengono una posizione negazionista sul clima. Ma invece che sia sbagliata la politica di Obama perché troppo costosa e perché comporterebbe un aumento delle tasse (tema qui delicatissimo politicamente) e su questo martellano e continueranno a martellare. Contrapponendo a Obama più incentivi per la CCS e per delle strane proposte di geoingegneria che, secondo loro, potrebbero se la situazione si aggrava produrre risultati significativi in minor tempo e a minor costo (in pratica vulcani artificiali....). Questo riposizionamento ha una ragione precisa, nei sondaggi di questi mesi risulta evidente che circa il 70% degli americani chiede al Presidente di assumere decisioni chiare in materia di cambiamenti climatici.Per quanto riguarda le spinte dal basso, è da un lato significativo che oramai nella metà degli Stati è in corso di approvazione una legislazione che va nella stessa direzione di quella proposta dal governo per i gas serra e lo sviluppo delle rinnovabili. E dall´altro il ruolo che una serie di istituzioni e network sta svolgendo nel mettere assieme aziende per promuovere innovazione energetica e ambientale su filiere particolari (ne ho incontrate due molto interessanti, Alliance for energy efficiency e Centre for environmental innovation in roofing). E sta avendo uno straordinario successo un marchio volontario per la certificazione ambientale e energetica degli edifici, LEED, che anticipa quanto prevederà la legge in discussione come standard minimi nelle abitazioni.Per chi fosse arrivato a leggere fino a qui, chiudo con l´ultima notizia pubblicata ieri sul primo effetto della crisi in termini di emissioni di gas serra. Nel 2008 la CO2 è diminuita per la prima volta dal 1982, -2,8% quella per usi energetici a fronte di una crescita del Pil dell´1,1. Nel 2009 gli Usa sono entrati in recessione ed è quanto mai difficile fare previsioni. Più importante è che nessuno abbia chiesto al Governo per rivedere gli obiettivi di riduzione dei gas serra.Domani mi sposto a San Francisco dove vado a vedere se poi queste politiche stanno dando già qualche risultato nello Stato che da sempre è all´avanguardia per le politiche energetiche.... &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-5790509014687405306?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/5790509014687405306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=5790509014687405306' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/5790509014687405306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/5790509014687405306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/05/report-dagli-usa-ecco-come-sta.html' title='Ecco come sta cambiando la politica energetica americana'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-5120251828637931066</id><published>2009-05-28T13:26:00.000+02:00</published><updated>2009-05-28T13:29:20.528+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Un treno carico di sussidi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;La socialità dei servizi di trasporto è una scelta politica. E infatti molti paesi non li sussidiano. L'Italia invece ha tariffe molto basse e servizi capillari. Anche per i treni. Ma il concetto di servizio ferroviario universale è tecnicamente privo di senso. Per essere giustificato, ha bisogno di flussi di domanda molto consistenti, presenti nelle aree e sulle relazioni dense, ma non in quelle periferiche. Tuttavia, a nessuno interessa verificarne la socialità, nonostante che alle sole ferrovie regionali vadano 1.500 milioni di euro di risorse pubbliche. La “socialità” dei servizi di trasporto non è un dogma, è una scelta politica tra le molte possibili, al contrario di altri servizi classificati come “universali”, per esempio acqua, elettricità o servizi postali. Più denari pubblici ai trasporti significa meno risorse per la casa o i parchi naturali. Inoltre, la gran parte delle risorse assorbite dai trasporti pubblici vanno a servire gli insediamenti periferici e dispersi, dove si genera poca domanda: un treno o un autobus pieno, anche con tariffe unitarie pesantemente sussidiate come le nostre, richiede ben pochi denari pubblici. Soprattutto se i costi di produzione sono efficienti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;LE CONSEGUENZE DEL SUSSIDIO&lt;br /&gt;Molti paesi - Germania, Inghilterra, Stati Uniti, Giappone per esempio - hanno deciso di sussidiare poco i trasporti collettivi e hanno tariffe alte, vicine ai costi di produzione. Tariffe molto basse, come quelle italiane che sono mediamente il 30 per cento dei costi di produzione, congiunte a servizi molto capillari, danno segnali distorti alle scelte di insediamento: favoriscono ulteriori dispersioni residenziali e produttive, in una sorta di spirale non virtuosa.Se questo vale in generale, i dubbi sulla socialità del trasporto ferroviario sono ancora più evidenti. Infatti il mezzo ferroviario ha capacità unitarie molto più elevate dell’autobus (e dell’aereo: un treno di lunga distanza porta senza problemi anche mille passeggeri), e per essere giustificato ha bisogno di flussi di domanda molto più consistenti, presenti nelle aree e sulle relazioni dense, ma non in quelle periferiche.Il concetto, recentemente introdotto, di “servizio ferroviario universale” è tecnicamente privo di senso. Infatti, qual è il senso sociale di treni che rimangono poco usati, anche in presenza di pesanti sussidi? Su certe linee costerebbe meno alla collettività non solo fornire servizi di autobus gratuiti, ma addirittura portare i passeggeri in taxi. E considerazioni del tutto analoghe valgono per il trasporto ferroviario di merci, che necessita di una domanda molto concentrata per avere una qualche giustificazione, anche ambientale.Gli aspetti distributivi poi non sono cogenti: i pendolari nelle aree periferiche sono più poveri di quelli nelle aree dense? Inoltre, la disponibilità di servizi ferroviari è necessariamente riservata ai residenti prossimi alle linee (meglio, alle stazioni) e con destinazioni anch’esse in qualche misura servite dal treno, cioè una assoluta minoranza della popolazione. Questa minoranza con accessibilità privilegiata gode già di una rendita, proprio perché risiede in punti privilegiati del territorio, dove si generano maggiori valori immobiliari.Ma vi sono altri, solidi argomenti utilizzabili. Uno è quello ambientale: un treno semivuoto genera esternalità ambientali spesso superiori a quelle di un autobus ecologico. Considerazioni analoghe valgono poi per i fenomeni di congestione: è dove la domanda è densa che il treno, che richiede “rotture di carico”, cioè un cambio di mezzo, compete favorevolmente con una viabilità congestionata. Ma, si ripete, treni molto pieni richiedono pochi sussidi, o addirittura possono essere in attivo, se le tariffe sono ragionevoli e la gestione efficiente, per esempio perché c’è concorrenza, che è l’unica via per verificare l’efficienza dei costi di produzione, senza dover chiedere l’opinione del monopolista.Vi sono poi altri aspetti sociali da considerare: il treno offre un servizio all’utenza spesso più comodo e rapido rispetto all’autobus, che in generale ha costi di produzione assai più bassi. Perché è necessario sussidiare la comodità e la velocità? A quella stregua, si dovrebbero sussidiare anche i servizi aerei. E infatti in molti paesi (Giappone, Inghilterra) le tariffe ferroviarie rispettano i costi di produzione e sono assai più elevate che non quelle di servizi di autobus “paralleli”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E GLI AUTOMOBILISTI?&lt;br /&gt;Inoltre, è verificato dalla modellistica internazionale che comunque una quota rilevante della popolazione continuerà a dover usare l’automobile privata, non certo per capriccio, ma a motivo delle origini e delle destinazioni dei loro spostamenti, non servibili col trasporto collettivo. Questo, anche se si attuassero politiche ancora più energiche e costose delle attuali in favore dei trasporti pubblici. D’altronde, basta osservare che trent’anni di trasporti pubblici iper-sussidiati e trasporti privati iper-tassati in Europa non hanno determinato apprezzabili spostamenti modali.Ciò premesso, i viaggiatori automobilistici affrontano oneri fiscali rilevanti (circa la metà dei loro costi sono tasse), e generalmente non hanno alternative. I lavoratori pendolari che appartengono a questa categoria non meritano alcun supporto pubblico? Sono condannati a essere cittadini di serie B, stare in coda e pagare in silenzio? Qualche dubbio sembra davvero legittimo.L’intera gamma delle osservazioni precedenti, si badi, è molto opinabile, nel senso che postula verifiche quantitative, spesso caso per caso.Il problema vero che però emerge con grande evidenza da questa sommaria analisi è: perché le verifiche sulla socialità del servizio non vengono mai fatte, e in generale nemmeno proposte, nonostante il rilevante flusso di risorse pubbliche coinvolte? Si tratta di circa 1.500 milioni di euro per i soli servizi ferroviari regionali, senza contare i sussidi all’esercizio delle linee, gli investimenti e i sussidi incrociati sui treni di lunga distanza, che rappresentano comunque una allocazione arbitraria di risorse a fini sociali: i passeggeri delle linee cariche devono pagare anche per quelli delle linee scariche, anche nel caso fossero meno benestanti di questi ultimi, o che, come si è visto, le linee scariche non generino benefici sociali di sorta.A nessuno interessa misurare la socialità dei servizi, anche se tecnicamente non vi sarebbero difficoltà di rilievo: per il gestore e per i decisori pubblici, infatti, questo è il migliore dei mondi possibili. La mano pubblica è pagatore in ultima istanza, e interviene sempre e comunque, ex-ante o ex-post appunto per questo. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-5120251828637931066?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/5120251828637931066/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=5120251828637931066' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/5120251828637931066'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/5120251828637931066'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/05/un-treno-carico-di-sussidi.html' title='Un treno carico di sussidi'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-7173877962945429054</id><published>2009-05-28T12:57:00.002+02:00</published><updated>2009-05-28T13:26:07.089+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>I debiti in Comune</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il ricorso degli enti locali a strumenti derivati si traduce oggi in un'esposizione per circa 40 miliardi e in perdite tra i 6 e gli 8 miliardi. Perché non sempre le amministrazioni dispongono di professionalità adeguate per effettuare operazioni finanziarie sofisticate. E perché non le hanno utilizzate come forma di copertura dal rischio tassi, ma come pura fonte di finanziamento, anche per le spese correnti. Altri paesi le vietano tout court. Meglio invece optare per una rigida regolamentazione, limitandone l'utilizzo solo a finalità di copertura e non speculative. Negli ultimi anni, il ricorso a strumenti derivati da parte degli enti locali - in particolare, swap sui tassi di interesse e strumenti strutturati - ha raggiunto livelli significativi. Secondo fonti ufficiali, gli enti locali hanno un’esposizione da strumenti derivati verso istituti di credito per circa 40 miliardi di euro, pari al 36 per cento dello stock di debito totale. Operazioni sugli strumenti derivati sono state effettuate da 18 Regioni (90 per cento), 58 province (54 per cento), 54 capoluoghi di provincia (50 per cento) e circa 700 comuni (8,6 per cento). Tuttavia, l’incompletezza dei dati ufficiali fa ritenere che la diffusione possa essere molto maggiore, soprattutto fra i comuni di piccole e medie dimensioni: sulla base di indagini campionarie effettuate in alcune Regioni, si può ritenere che i comuni di piccole dimensioni coinvolti siano almeno 3mila.Le perdite, derivanti dall’andamento dei tassi di interesse, sono stimate in circa 6-8 miliardi di euro. L’elevato rischio per gli enti locali ha portato, nella legge Finanziaria per il 2009, al divieto di stipulare nuove operazioni, fino all’entrata in vigore di un Regolamento da emanare a cura del ministero dell’Economia e comunque per il periodo di un anno. (1) &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;PERCHÉ I DERIVATI&lt;br /&gt;La possibilità per gli enti locali di sottoscrivere strumenti derivati era stati introdotta dalla legge Finanziaria per il 2002, per favorire operazioni di ristrutturazione del debito, volte a ridurne il costo. Da allora, l’uso di strumenti derivati si è esteso non solo agli swap sui tassi di interesse, ma anche a diverse forme di opzione sul debito (cap, floor, collar,(INSERIMENTO IN GLOSSARIO) che hanno la finalità di porre tetti inferiori o superiori al costo del debito), fino a operazioni più strutturate e azzardate, i cosiddetti credit default swap.Cosa ha determinato l’attuale situazione di difficoltà? In primo luogo, le amministrazioni pubbliche non sempre dispongono di professionalità adeguate per effettuare operazioni finanziarie sofisticate; la valutazione della strutturazione di un’operazione, il calcolo del marking to market dello swap, l’analisi delle clausole contrattuali, degli eventuali costi impliciti e dei rischi associati richiede competenze difficilmente presenti all’interno degli enti locali. Inoltre, i funzionari pubblici tendono a ritenere che l’operazione si esaurisca con la firma del contratto, trascurando l’importanza di un monitoraggio continuo dell’andamento dei tassi e le opportunità di rinegoziazione delle operazioni stesse. Considerato che lo swap è un contratto a somma zero, cioè la perdita di un contraente è compensata dal guadagno dell’altro, nel rapporto con gli istituti di credito un’amministrazione pubblica si trova in una posizione di svantaggio.A fronte di queste difficoltà, gli enti locali tendono a rivolgersi a un advisor, tipicamente un intermediario finanziario. Questo fenomeno amplifica i rischi dell’operazione, in quanto spesso l’advisor assume direttamente oppure, più spesso, attraverso un istituto controllato anche la posizione di controparte con cui l’ente stipula il contratto, generando così una situazione pericolosa di conflitto di interessi. Negli enti locali si è riscontrata un’eccessiva fiducia verso gli istituti di credito, alcuni dei quali hanno adottato comportamenti opportunistici, sfruttando a proprio vantaggio l'asimmetria di competenze.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;IL CASO MILANO&lt;br /&gt;Molto significativo è il caso del comune di Milano, che ha stipulato nel 2005 uno swap di durata trentennale, legato a un’emissione obbligazionaria bullet, pari a 1,68 miliardi di euro. In soli quattro anni, il comune ha accumulato una minusvalenza (mark to market) di circa 300 milioni di euro e i costi impliciti dell’operazione, ossia i margini di remunerazione “illegittima” per gli istituti controparte, oscillano tra i 73 e gli 88 milioni di euro. Gli aspetti critici, dal punto di vista legale, sono vari. Già al momento del perfezionamento del contratto, il comune presentava una minusvalenza di 51 milioni di euro, circostanza vietata dalle norme. Inoltre, le condizioni dell’opzione collar abbinata allo swap sembrano più favorevoli per le banche che non per il comune: il collar iniziale presentava un significativo squilibrio tra costo di acquisto del cap e premio incassato dalla vendita del floor.Molte amministrazioni locali stanno intraprendendo azioni legali, sulla scia del comune di Milano. Nel caso di Milano, l’accusa del Tribunale è di truffa aggravata per i funzionari degli istituti di credito coinvolti – Deutsche Bank, Ubs, Jp Morgan, Depfa. Gli istituti di credito, invece, sono indagati come persone giuridiche e accusati di violazione della legge 231, che disciplina la responsabilità degli enti, perché non sarebbero stati in grado di prevenire i reati commessi dai loro funzionari, per aver tratto un significativo beneficio economico dalla loro condotta illegale e, infine, per aver falsamente sostenuto che la ristrutturazione del debito sarebbe stata vantaggiosa per il comune, come prescritto dalla norma. La soluzione legale non è preclusa agli enti di piccole dimensioni: da un lato, infatti, le associazioni dei comuni, in primo luogo l’Anci, hanno garantito assistenza legale a quanti avvieranno contenziosi nei confronti degli istituti di credito; dall’altro, molti enti si stanno organizzando per intraprendere azioni comuni: ad esempio, in provincia di Milano è nato un “Tavolo di lavoro sovra comunale”, promosso dal comune di Magenta, per individuare soluzioni operative per gli enti in difficoltà, che vanno dalla negoziazione con gli istituti di credito all’azione legale.Al di là dei rimedi legali, è opportuno riflettere sulla motivazione ultima, per gli enti locali, del ricorso alle operazioni sugli strumenti derivati. Trae origine, in generale, dalle difficoltà della finanza pubblica e, nello specifico, dai vincoli posti dal Patto di stabilità interno. In un contesto caratterizzato da riduzione dei trasferimenti e crescita della domanda di servizi e opere pubbliche, le regole del Patto, spesso soggette a revisioni da un anno all’altro, hanno aumentato il grado di rigidità dei bilanci, inducendo le amministrazioni locali ad adottare comportamenti “strumentali”, pur di mantenere margini di manovra nelle decisioni di spesa. Ciò ha impedito agli enti locali di cogliere la vera essenza e funzionalità del contratto di swap: anziché come forma di copertura dal rischio tassi, lo strumento è stato utilizzato come pura fonte di finanziamento, spesso destinata a coprire le spese correnti. Il generalizzato ricorso al cosiddetto up-front, il pagamento da parte della banca di una somma in contanti all’atto della sottoscrizione dello swap, ha comportato sfasamenti contabili con ripercussioni sugli anni successivi, quando i flussi sono diventati sfavorevoli per l’ente, generando un livello di indebitamento ancora maggiore e a tassi più elevati rispetto alla situazione precedente allo swap. La mancanza di precise e chiare regole di contabilità pubblica ha permesso un utilizzo scriteriato delle entrate derivanti dagli strumenti derivati, le quali, non essendo formalmente un debito, non rispondevano né alle regole sul limite di indebitamento, né ai vincoli di destinazione: solo a partire dal 2007, la Corte dei conti ha cominciato a vietare un utilizzo delle entrate derivanti da swap per il finanziamento delle spese correnti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;SERVE UNA REGOLAMENTAZIONE&lt;br /&gt;Ma come intervenire in modo più incisivo per evitare questi problemi? Una possibile soluzione, già adottata in altri paesi, in primis Germania e Regno Unito, è quella di vietare agli enti locali il ricorso agli strumenti derivati. Gli enti locali non possiedono, né potranno possedere, competenze adeguate con la complessità dei mercati e dei prodotti finanziari esistenti, né fa parte delle finalità istituzionali effettuare operazioni strutturate con fini speculativi. L’inefficacia, inoltre, delle diverse forme di controllo, sia interne all’ente locale (collegio dei revisori, Corte dei conti), sia di regolazione del mercato (Banca d’Italia, Abi, ministero del Tesoro) impone, secondo questa posizione, una soluzione radicale.Tuttavia, questa soluzione potrebbe essere poco efficace. Gli strumenti di finanza innovativa sono così vari e sofisticati che potrebbe essere irrealistico vietare, di volta in volta, singoli prodotti finanziari. In secondo luogo, una gestione attiva del debito, finalizzata all’ottimizzazione delle risorse, alla riduzione del loro costo e al contenimento dei rischi rappresenta per gli enti locali una opportunità da non perdere. L’azione, semmai, anche attraverso il regolamento in fase di elaborazione, dovrebbe essere di rigida regolamentazione degli strumenti adottati, limitandone l’utilizzo solo a finalità di copertura e non per fini speculativi.In ogni caso, la possibilità di un miglioramento della qualità delle operazioni è legata a un significativo investimento in competenze multidisciplinari, attraverso la formazione di gruppi di lavoro e unità di supporto, anche a livello provinciale, con compiti di valutazione e analisi ex ante, formati da professionalità differenti provenienti dagli enti locali, dalle regioni, dall’accademia, dalla consulenza, dalla finanza.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;(1) Sono escluse dal divieto le operazioni di ristrutturazione del debito a seguito di una modifica delle passività legate a contratti in essere.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-7173877962945429054?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/7173877962945429054/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=7173877962945429054' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/7173877962945429054'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/7173877962945429054'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/05/i-debiti-in-comune.html' title='I debiti in Comune'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-8108085198144608712</id><published>2009-05-28T12:15:00.001+02:00</published><updated>2009-05-28T12:55:01.548+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>Là dove osano le pale. Prima camminata dell’Ariacheta contro l’eolico industriale</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il comitato apartitico Ariacheta organizza e invita a partecipare alla prima manifestazione pubblica organizzata in Italia contro il progetto di un impianto eolico industriale. Alla camminata aderiscono ufficialmente organizzazioni locali, nazionali e internazionali tra cui Italia Nostra, CAI, WWF, Lipu-BirdLife Italia, Pronatura, CNP, EPAW, e un notevole numero di comitati sorti contro agli impianti eolici industriali.Perché indire una passeggiata sul crinale? Perché una grossa società ha intenzione di costruire un grande impianto eolico industriale, con 14 pale da 3,3 MW ciascuna, in una delle zone più belle dell’Appennino tosco-romagnolo, a meno di 1 km dal Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi e in un’area protetta da diversi vincoli e norme, ricca di particolarità faunistiche (l’aquila, il lupo…). Il Comune di San Godenzo ha con leggerezza firmato una convenzione, e il progetto avrebbe esiti devastanti e irreversibili per il territorio. Per questo è sorto un comitato di cittadini, che cerca in tutti i modi di impedire una follia che non porterebbe alcun reale beneficio energetico, ma solo devastazione e speculazione economica. Sul nostro sito potete trovare tutta la documentazione del caso (www.ariacheta.blogspot.com).Sia detto forte: non siamo contrari all’eolico, siamo apartitici e contrari alla speculazione che porta tanti soldi pubblici, sotto forma di finanziamenti, nelle tasche di pochi furbi. Crediamo che le energie alternative debbano avere un impatto sostenibile, ed essere proprietà di tutti.A riprova della serietà della nostra protesta possiamo vantare l’appoggio e la solidarietà di personalità, Enti e associazioni di livello locale, nazionale e internazionale, quali: Italia Nostra, WWF, CAI, LIPU-Birdlife Italia, ProNatura, European Platform Against Windfarm, Comitato nazionale per il Paesaggio, ecc., che appoggiano ufficialmente la manifestazione. Ma sono molte le associazioni locali e non che, come per esempio la Coldiretti, sempre più spesso si schierano a favore dei cittadini e contro l’eolico industriale.Di fatto quella che era stata presentata come un’alternativa energetica pulita si è rivelata un fallimento: i “parchi” eolici si distinguono per resa energetica scarsissima, infiltrazioni mafiose, società fallimentari, degrado ambientale e genocidio avifaunistico, manutenzione difficoltosa, gravi disagi alla popolazione residente, irreversibili danni paesistici e turistici. È ora di dirlo forte. Mese per mese, man mano che vengono pubblicati dati e cifre, si moltiplicano i siti, i comitati e le inizative di opposizione, tanto che anche i media non possono più ignorare il fenomeno: lo testimoniano gli articoli e le trasmissioni che mostrano il vero volto di questo brutto sogno da cui ci stiamo svegliando, in Italia come è già successo in altri paesi. Le grandi associazioni nazionali, dopo esitazioni iniziali in larga misura comprensibili, stanno superando definitivamente le divisioni interne e prendono una posizione sempre più netta, così come - sarà forse il clima elettorale - stanno facendo anche le più avvedute forze politiche. E dunque: non è che l’inizio.L’evento segna una salto di livello nella battaglia per l'ambiente e contro la speculazione legata ai certificati verdi, nasce spontaneamente dai cittadini e supera ogni schieramento politico giungendo, per la forza delle proprie convinzioni, ad appellarsi direttamente a Bruxelles.La camminata però vuole essere anche un momento di festa, visto che la Sovrintendenza al paesaggio per la Regione toscana il giorno 14 maggio ha espresso il suo parere negativo sul progetto, ma soprattutto vuole dare un segnale forte al Mugello e al paese intero.La popolazione che vede minacciata la propria salute e il patrimonio del territorio si ribella e corre ai ripari: la battaglia contro la speculazione eolica è entrata in una nuova fase e, come è successo per la TAV, richiede un presidio permanente. Perché la minaccia resta, sotto forma degli innumerevoli progetti, pronti ad essere modificati per aggirare i ricorsi al TAR, ottenere il via libera e riempire il crinale appenninico di pale. Lo ribadiamo: è ormai dimostrato (atti Convegno di Palermo – Epaw, pubblicazioni varie, tutto reperibile sul sito www.viadalvento.org) che l’investimento in grandi impianti non è un’alternativa energetica ma solo un ulteriore passo verso il degrado e lo sfruttamento industriale del territorio.Da ora non si potrà più far finta di non sapere o negare ogni reale responsabilità.Per interviste e contatti: M.Signorini (055-2049499 cell. 3355410190), membro del Consiglio nazionale di Italia Nostra e delegata per la Toscana, P.Mattioli (cell.3462148376), agronomo e paesaggista, L.Vitali (3898183508), responsabile della comunicazione per il comitato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;a href="http://www.ariacheta.blogspot.com/" target="_BLANK"&gt;&lt;em&gt;www.ariacheta.blogspot.com&lt;/em&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-8108085198144608712?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/8108085198144608712/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=8108085198144608712' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/8108085198144608712'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/8108085198144608712'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/05/la-dove-osano-le-pale-prima-camminata.html' title='Là dove osano le pale. Prima camminata dell’Ariacheta contro l’eolico industriale'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-1024370335872194776</id><published>2009-05-22T13:02:00.001+02:00</published><updated>2009-05-22T13:18:33.142+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Impunità</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I giudici del Tribunale penale di Milano hanno depositato le motivazioni della condanna dell'avvocato inglese &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/David_Mills"&gt;David Mills&lt;/a&gt; a 4 anni e 6 mesi di reclusione per corruzione in atti giudiziari e falsa testimonianza. E' scritto a chiare lettere che agì illecitamente per tutelare gli interessi del Presidente del Consiglio &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Silvio_Berlusconi"&gt;Silvio Berlusconi&lt;/a&gt; e del Gruppo Fininvest.  Il premier Silvio Berlusconi, comunque, per ora non rischia proprio nulla. Infatti, caso unico in tutte le c. d. democrazie occidentali, in Italia esiste la mitica &lt;a href="http://www.camera.it/parlam/leggi/08124l.htm"&gt;legge 23 luglio 2008, n. 124&lt;/a&gt; che dispone la sospensione dei processi penali nei confronti "di Presidente della Repubblica, di Presidente del Senato della Repubblica, di Presidente della Camera dei deputati e di Presidente del Consiglio dei ministri ... dalla data di assunzione e fino alla cessazione della carica o della funzione. La sospensione si applica anche ai processi penali per fatti antecedenti l'assunzione della carica o della funzione".   E' la c.d. legge Alfano, contro la quale l'&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Italia_dei_Valori"&gt;Italia dei Valori&lt;/a&gt;, il movimento politico guidato da &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Di_Pietro"&gt;Antonio Di Pietro&lt;/a&gt;, ha promosso la &lt;a href="http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/Firma_e_fai_firmare_contro_la__legge_Alfano____1935908.shtml"&gt;campagna di raccolta delle firme&lt;/a&gt; per la promozione del referendum popolare.  Le firme necessarie sono state raccolte. &lt;a href="http://www.corriere.it/politica/08_settembre_26/pm_alfano_lodo_inconstituzionale_3dce7c86-8ba9-11dd-9547-00144f02aabc.shtml?fr=correlati"&gt;La legge verrà comunque portata davanti alla Corte costituzionale grazie al Tribunale penale di Milano, sezione I, che ha accolto, lo scorso 4 ottobre 2008, l'eccezione sollevata dal p.m. Fabio De Pasquale nel corso del processo Mediaset&lt;/a&gt;.   Questa legge non sarebbe mai dovuta nascere. A mio modestissimo parere, la legge Alfano è in palese contrasto con l'art. 3 della costituzione, l'articolo che sancisce l'uguaglianza di tutti i cittadini di fronte alla legge. Non è necessario essere grandi giuristi per capire che la legge Alfano presenta delle pecche non irrilevanti.     Sempre a mio parere, opinabilissimo, ne sarebbe dovuto accorgere perfino il Presidente della Repubblica Napolitano, anche se la sua posizione era in deciso conflitto di interessi, dato che la legge immunizzava pure lui.     Avrebbe dovuto notare il non insignificante dettaglio che si è voluto modificare un articolo della Costituzione mediante una legge ordinaria.    Qualsiasi studente di giurisprudenza verrebbe buttato fuori all'esame di diritto costituzionale se non sapesse che per modificare la Costituzione è necessario ricorrere ad una &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Legge_costituzionale"&gt;legge di revisione costituzionale (art. 138 cost.)&lt;/a&gt;, con procedimento aggravato da doppia delibera e dalla maggioranza qualificata. Intanto, per ora, ce la dobbiamo tenere.   E Berlusconi potrebbe anche rubarvi l'autoradio senza rischiare nulla.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="right"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Stefano Deliperi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;  &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da G.I.G.&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-1024370335872194776?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/1024370335872194776/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=1024370335872194776' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1024370335872194776'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1024370335872194776'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/05/impunita.html' title='Impunità'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-8262628551000784210</id><published>2009-05-15T17:20:00.001+02:00</published><updated>2009-05-15T17:31:27.260+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Economia: il futuro è nel lavoro verde</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Mentre il ministro italiano per le politiche europee, Andrea Ronchi, va in missione diplomatica per chiedere all´Ue che all´Italia sia concesso di non rispettare il pacchetto "20-20-20" su energia e cambiamenti climatici che rovinerebbe l´industria e l´economia italiana già in crisi, il nuovo rapporto "Green Jobs: Towards Decent work in a Sustainable, Low-Carbon World" dimostra esattamente il contrario: «gli sforzi per affrontare il cambiamento climatico potrebbero comportare la creazione di milioni di nuovi posti di lavoro "verdi" nei prossimi decenni. Il mutamento dei modelli di occupazione e gli investimento derivanti dagli sforzi volti a ridurre il cambiamento climatico ed i suoi effetti stanno già generando nuovi posti di lavoro in molti settori ed economie, e potrebbero crearne milioni in più sia nei Paesi sviluppati che nei paesi in via di sviluppo». A dar torto alle paure di Ronchi e del governo italiano non è una banda di ambientalisti luddisti o qualche fan della decrescita, visto che il ponderoso rapporto è firmato dall´International labour organization (Ilo), dall´International trade union confederation (Ituc), dall´United Nation environment programme (Unep) e dall´International organization of employers (Ioe). La relazione, curata dal Worldwatch institute, con l´assistenza tecnica del Global labour institute della Cornell university, rivela anche che il cambiamento climatico già in atto continuerà ad avere effetti negativi sui lavoratori e le loro famiglie, in particolare per quelle la cui sussistenza dipende da agricoltura e turismo. e che «L´azione per contrastare il cambiamento climatico, nonché per far fronte ai suoi effetti, è quindi urgente e dovrebbe essere progettata in modo da generare posti di lavoro dignitosi». Anche se le grandi federazioni sindacali e imprenditoriali mondiali e l´Unep sono ottimiste sui nuovi posti di lavoro generati dalla lotta al climate change, avvertono che molti di questi potrebbero essere «sporchi, pericolosi e difficili». Preoccupazioni che riguardano soprattutto (anche se non solo) le economie in via di sviluppo e che includono l´agricoltura e il riciclaggio dei rifiuti e delle materia, basati spesso su basse retribuzioni, lavoro precario, esposizione a sostanze pericolose per la salute. Cose che «devono cambiare rapidamente». Purtroppo i lavori "verdi" vengono creati meno nei Paesi più vulnerabili, in particolare per «Il miliardo e 300 milioni di lavoratori poveri (43% della forza lavoro globale) nel mondo hanno profitti troppo bassi per per sollevare loro ed i loro familiari a carico dalla soglia di due dollari pro-capite al giorno, o per i previsti 500 milioni di giovani che saranno in cerca di lavoro nei prossimi 10 anni». Il green jobs riduce l´impatto ambientale delle imprese e dei vari settori economici a livelli sostenibili. La relazione si concentra sui posti di lavoro "verdi" nell´agricoltura, nell´industria, nei servizi e nell´amministrazione che contribuiscono a preservare o ripristinare la qualità dell´ambiente e chiede l´adozione di misure che garantiscano un lavoro dignitoso, che aiuti a ridurre la povertà, tutelando allo stesso tempo l´ambiente. «Lo stesso cambiamento climatico, l´adattamento e gli sforzi per arrestare e ridurre le emissioni possono avere implicazioni economiche e sociali di di vasta portata per i modelli di produzione e consumo e quindi per occupazione, redditi e riduzione della povertà - dice il rapporto - Queste implicazioni contengono in sé sia i principali rischi che le opportunità per la gente in tutti i Paesi, ma soprattutto per i più vulnerabili nei Paesi meno sviluppati e nei piccoli Stati insulari». Il rapporto chiede una "just transitions" per chi potrebbe essere colpito dalle trasformazioni innescate dalla "green economy" e per chi deve adattarsi ai cambiamenti climatici, attraverso l´accesso ad alternative economiche ed alle opportunità di lavoro per imprese e lavoratori.Secondo l´accordo la via della ritrosia scelta dal governo italiano non sembra proprio quella giusta: «Un significativo dialogo sociale tra governo, lavoratori e datori di lavoro sarà essenziale non solo per alleviare le tensioni, informare e supportare meglio una coerente politica ambientale, economica e sociale, ma tutte le parti devono essere coinvolte nello sviluppo di tali politiche». Il documento afferma che «un´economia sostenibile non può più esternalizzare costi ambientali e sociali. Il prezzo che la società paga per le conseguenze di inquinamento o cattiva salute, per esempio, devono riflettersi nei prezzi pagati sul mercato. I posti di lavoro "verdi" devono quindi essere un lavoro dignitoso». Unep, sindacati e imprenditori raccomandano per il futuro una serie di percorsi più sostenibili per orientare investimenti a basso costo, misura che dovrebbero essere adottate subito e che comprendono: valutazione del potenziale dei green jobs e il monitoraggio dei progressi compiuti nel quadro di una politica di investimenti; affrontare il problema dell´attuale "collo di bottiglia" che riguarda le competenze disponibili e le esigenze reali, perché possano davvero essere impiegate tecnologie e risorse per investimenti che possono essere impiegati in maniera efficace solo con imprenditori e lavoratori qualificati; assicurare che il contributo alla riduzione delle emissioni di gas serra da parte delle singole imprese e dei settori economici sia sostenuto da una gestione delle iniziative volte a creare loghi di lavoro "verdi". Il rapporto "Green jobs" rivela che i green markets hanno ottenuto i migliori risultati e innescato trasformazioni virtuose là dove «vi è stato un forte e costante sostegno politico al più alto livello, inclusi target, penalizzazioni e incentivi, come feed-in laws e standard di efficienza per edifici e macchinari che siano utili per la per la ricerca e lo sviluppo». Il rapporto sottolinea che «l´approvazione di un nuovo, profondo e decisivo accordo sul clima, quando i Paesi si incontreranno nel cruciale climate convention meeting dell´Onu a Copenaghen alla fine del 2009, sarà fondamentale per accelerare la crescita di posti di lavoro verdi».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-8262628551000784210?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/8262628551000784210/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=8262628551000784210' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/8262628551000784210'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/8262628551000784210'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/05/economia-il-futuro-e-nel-lavoro-verde.html' title='Economia: il futuro è nel lavoro verde'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-7417569422666012089</id><published>2009-05-15T17:08:00.001+02:00</published><updated>2009-05-15T17:15:12.820+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Il progetto del Muse.net ed il museo è online</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il progetto raccoglie online il patrimonio artistico, storico e culturale dei musei dei Comuni di Foggia, Torremaggiore e Bovino. La cultura si manifesta anche online. Con il progetto Muse.net i musei dei Comuni di Foggia, Torremaggiore e Bovino potranno diffondere il loro patrimonio artistico, storico e culturale sfruttando le potenzialità della rete. Gli obiettivi del progetto sono culturali, sociali ed economici: tutelare il patrimonio culturale, rafforzare l'identità culturale locale e stimolare lo sviluppo del turismo culturale. Il portale, realizzato da Links Management and Technology, è multicanale, multitarget e accessible da dispositivi mobili come palmari o smartphone, oltre a contenere passeggiate virtuali in ambienti 3D. Per stimolare l'interesse del pubblico, è stata creata anche una vera e propria comunità virtuale. Attraverso Muse.net, gli utenti potranno visitare mostre virtuali online, mentre gli operatori dei Musei avranno a disposizione gli strumenti per organizzare, gestire e allestire le stesse. Muse.net sarà presentato questo pomeriggio, presso la Sala Mazza del Museo Civico di Foggia, nell'ambito dell'XI edizione della Settimana della Cultura dal 18 al 26 aprile. Il portale ancora non è disponbile.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-7417569422666012089?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/7417569422666012089/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=7417569422666012089' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/7417569422666012089'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/7417569422666012089'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/05/il-progetto-del-musenet-ed-il-museo-e.html' title='Il progetto del Muse.net ed il museo è online'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-561849315742221562</id><published>2009-05-15T16:53:00.002+02:00</published><updated>2009-05-15T17:04:32.271+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>Il Parlamento europeo vota per le foreste</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mostrare un po' d'amore alle foreste ha funzionato! L'anno scorso in più di mezzo milione avete visto il video &lt;a href="http://www.youtube.com/watch?v=3AEZbWtELQI"&gt;Forest-Love&lt;/a&gt; e in più di 130.000 avete chiesto all'Ue un impegno forte per fermare il taglio illegale. Con il voto di ieri il Parlamento europeo ha compiuto un passo importantissimo verso l'esclusione del legno di origine illegale dai nostri mercati. Il Parlamento europeo, infatti, ha accolto le raccomandazioni della sua commissione Ambiente per lo stretto controllo del legno e dei suoi derivati commercializzati sui mercati europei. Prima della fine dell'estate, i ministri dell'Agricoltura dovranno regolamentare il settore, e l'Unione europea dovrebbe adottare la legislazione finale entro la fine dell'anno, per assicurare che il legno proveniente da fonti illegali non possa più raggiungere i consumatori europei. Quando la legge verrà recepita le aziende europee che acquistano legno saranno responsabili della legalità dei prodotti venduti ai consumatori e, allo stesso tempo, il rispetto di questa legge consentirà di ridurre l'impronta ecologica dell'Unione europea sugli ultimi polmoni del pianeta. Al momento si stima che il 20 per cento del legno che arriva sui mercati europei sia di origine illegale. Attraverso questi acquisti, l'Europa si rende responsabile della scomparsa delle ultime foreste primarie, accelerando la perdita di biodiversità e i cambiamenti climatici. Senza parlare del ruolo della deforestazione nell'aggravare la povertà e le tensioni sociali nei Paesi in via di sviluppo. Il Parlamento europeo ha apportato sostanziali miglioramenti alla bozza di legge, che obbligherà le aziende a garantire la legalità dei prodotti di legno e, contestualmente, stabilisce la creazione di un efficace sistema di sanzioni e multe per i trasgressori. Inoltre, ha raccomandato caldamente di adottare politiche di acquisto che fanno riferimento solo a fonti pienamente sostenibili. Chiediamo ai ministri dell'Agricoltura e alla Presidenza ceca dell'Unione europea di rispondere alle richieste dei cittadini europei e del loro Parlamento, regolando il commercio dei prodotti del legno e facendo in modo che la nuova legge venga adottata in tempi brevissimi. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-561849315742221562?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/561849315742221562/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=561849315742221562' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/561849315742221562'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/561849315742221562'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/05/il-parlamento-europeo-vota-per-le.html' title='Il Parlamento europeo vota per le foreste'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-666166580227450872</id><published>2009-05-15T16:42:00.003+02:00</published><updated>2009-05-15T16:51:03.663+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Ue, una guida per l'e-commerce a tutela dei consumatori</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;È stata presentato ieri il portale eYouGuide, una guida ai diritti dei consumatori negli acquisti sul web, che fornisce infomazioni, consigli pratici e norme. Sono ancora pochi i consumatori in rete. Molti non si fidano degli acquisti online, altri conoscono poco i propri diritti ed esitano a farli valere. Proprio per ciò la &lt;a title="Commissione Europea" href="http://ec.europa.eu/index_it.htm" target="_blank"&gt;Commissione Europea&lt;/a&gt; ha lanciato ieri "&lt;a title="eYouGuide" href="http://ec.europa.eu/information_society/eyouguide/navigation/index_en.htm" target="_blank"&gt;eYouGuide&lt;/a&gt;" la guida ai "diritti in rete". Un portale rivolto soprattutto ai consumatori, in grado di fornire informazioni utili per gli acquisti online, o ancora sui diritti nei confronti dei provider, sulla tutela dei &lt;a title="Dati personali" href="http://ec.europa.eu/information_society/eyouguide/fiches/1-ii-b/index_en.htm" target="_blank"&gt;dati personali&lt;/a&gt;, sul &lt;a title="File sharing" href="http://ec.europa.eu/information_society/eyouguide/keywords/file_sharing/index_en.htm" target="_blank"&gt;download di file musicali&lt;/a&gt; e i &lt;a title="Social network" href="http://ec.europa.eu/information_society/eyouguide/keywords/social_networks/index_en.htm" target="_blank"&gt;social network&lt;/a&gt;. La guida raccoglie una proposta presentata dal Parlamento europeo nel 2007 e, in merito all'&lt;a title="Ue ed e-commerce" href="http://www.webnews.it/news/leggi/10696/eyouguide-lue-favorisca-lecommerce/" target="_blank"&gt;e-commerce&lt;/a&gt;, spiega che i diritti dei consumatori si stendono anche ai loro acquisti sul web. In particolare essi possono:&lt;br /&gt;- avere chiare informazioni su prezzi e condizioni prima di fare un acquisto;&lt;br /&gt;- decidere se e quando dare i propri dati personali;&lt;br /&gt;- ricevere la consegna entro 30 giorni dall'acquisto;&lt;br /&gt;- avere un periodo di 7 giorni lavorativi dopo l'acquisto durante i quali si può cambiare idea;&lt;br /&gt;- un minimo di due anni di garanzia sul prodotto acquistato;&lt;br /&gt;- protezione contro i falsi venditori, termini contrattuali e pratiche commerciali scorrette.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Conoscere i propri diritti, secondo la Commissione, accrescerà la fiducia dei consumatori verso gli acquisti su internet, il cui fatturato totale oggi è pari a circa 106 miliardi di euro. La guida indica &lt;a title="Topic" href="http://ec.europa.eu/information_society/eyouguide/navigation/index_en.htm" target="_blank"&gt;10 topic&lt;/a&gt;, che ne riassumono i contenuti, i campi di applicazione e i consigli per il consumatore:&lt;br /&gt;- Tutela della privacy in Rete;&lt;br /&gt;- Informazioni sui venditori sul web;&lt;br /&gt;- Verificare i Termini del Servizio prima di procedere all'acquisto;&lt;br /&gt;- Prestare attenzione alle promozioni, alla pubblicità e allo spam;&lt;br /&gt;- Sicurezza del proprio pc, della connessione internet e dei pagamenti online;&lt;br /&gt;- Copyright;&lt;br /&gt;- Protezione dei minori;&lt;br /&gt;- &lt;a title="Anziani e disabili" href="http://ec.europa.eu/information_society/eyouguide/fiches/8-ii-b/index_en.htm" target="_blank"&gt;Accessibilità&lt;/a&gt; per i disabili e gli anziani;&lt;br /&gt;- Di chi potersi fidare?&lt;br /&gt;- Stimolare la conoscenza dei propri diritti. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ma non è tutto: fra le proposte dell'Ue vi è quella che auspica la creazione di un "mercato unico" sul web, uniformando a livello europeo l'accesso a prodotti e servizi tra i vari stati, a condizioni commerciali euque. Così, acquistare un prodotto o anche un bene immateriale su un sito italiano o di un altro paese membro non avrebbe alcuna differenza, garantendo in ogni caso la massima trasparenza al momento dell'acquisto. È quanto ha affermato il Commissario europeo per la Società dell'Informazione e dei media, &lt;a title="Viviane Reding" href="http://www.pubblicaamministrazione.net/governance/news/1843/reding-icann-privata-e-libera-dagli-usa.html" target="_blank"&gt;Viviane Reding&lt;/a&gt;: «All'interno dell'UE, i diritti dei consumatori online non dovrebbero dipendere dalla sede di una società o di un sito web. Le frontiere nazionali non dovrebbero più complicare la vita dei consumatori europei che decidono di acquistare un libro online o di scaricare una canzone da Internet». E aggiunge: «Nonostante i progressi compiuti, dobbiamo garantire che anche sul web vi sia un mercato unico per i cittadini e per le imprese». Oltre alla &lt;a title="Guida Ue all'e-commerce" href="http://www.pmi.it/leggi-e-norme/news/4886/p1/eyouguide-guida-ue-per-lecommerce.html" target="_blank"&gt;guida&lt;/a&gt; per chi fa shopping online, il commissario Reding e quello alla Protezione dei consumatori Maglena Kuneva, hanno inoltre annunciato le prossime azioni per rendere la vita degli utenti del web più sicura: misure restrittive sullo spam, che vede l'Italia al primo posto in Europa per diffusione, l'abbattimento delle barriere nazionali al commercio di file musicali grazie all'introduzione di una licenza europea e infine un'armonizzazione delle regole per le copie di prodotti coperti da copyright, che attualmente sono diverse da Stato a Stato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-666166580227450872?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/666166580227450872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=666166580227450872' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/666166580227450872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/666166580227450872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/05/ue-una-guida-per-le-commerce-tutela-dei.html' title='Ue, una guida per l&apos;e-commerce a tutela dei consumatori'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-88063462590563215</id><published>2009-05-15T16:38:00.001+02:00</published><updated>2009-05-15T16:39:13.792+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Le centrali nucleari sarebbero in Puglia, Sardegna e Piemonte</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In Sardegna, dalle parti di S. Margherita di Pula a sud. O anche sulla costa orientale, fra S. Lucia e Capo Comino. O più giù, davanti a Lanusei, alla foce del Rio Mannu. In Puglia, sulla costa di Ostuni. Lungo il Po, dal vercellese fino al mantovano, dove già esistevano le centrali di Trino e di Caorso. I siti dove localizzare le nuove centrali sono pochi e rischiano di essere molto affollati. Nei prossimi mesi, dovranno essere stabiliti i parametri, in base ai quali decidere dove collocare le future centrali. Sarà una fase di intenso mercanteggiamento con le autorità e le comunità locali, ma i margini di manovra sono ristretti anche dalla particolare conformazione geologica e costiera italiana. Si può partire dalla mappa dei possibili siti che il Cnen (poi diventato Enea) disegnò negli anni '70. E' una mappa, però, largamente superata dagli eventi. In molte aree si è moltiplicata la densità abitativa, che il Cnen considerava un parametro sfavorevole. Soprattutto, è cambiato il rapporto con l'acqua. Le centrali hanno bisogno di molta acqua per raffreddare i reattori (questa acqua circola, naturalmente, fuori dal reattore) e, per questo vengono, di solito, costruite vicino ai fiumi o al mare. Il rischio, quando si tratta di fiumi, sono le piene, più frequenti negli ultimi decenni. Ma è un pericolo relativo: la centrale di Trino Vercellese, sette metri sopra il livello del Po, è sopravvissuta all'asciutto a due piene catastrofiche. Il problema, in realtà, non è troppa acqua, ma troppo poca. Il riscaldamento globale sta diminuendo la portata dei fiumi e c'è il dubbio che, in estate, la portata del Po non sia sufficiente per il raffreddamento delle centrali, mentre, contemporaneamente, si acuisce il problema di salvaguardare le falde acquifere, ad esempio in una zona di risaie, come il vercellese. L'alternativa sono le coste e l'acqua del mare. Ma il riscaldamento globale innalzerà progressivamente, nei prossimi decenni, il livello dell'Adriatico, del Tirreno e dello Jonio, ponendo a rischio allagamento centrali costruite per durare, mediamente, una cinquantina d'anni. Il Cnen, ad esempio, aveva indicato fra le aree più idonee il delta del Po e quello del Tagliamento, nell'Adriatico settentrionale. Ma il suo successore, l'Enea, definisce tutta la costa adriatica a nord di Rimini come la zona italiana a più alto pericolo di allagamento, con un innalzamento - minimo - del livello del mare di 36 centimetri. In effetti, quest'altra mappa dell'Enea ripercorre gran parte della costa italiana. Sia Piombino che l'area della vecchia centrale di Montalto di Castro, nel Lazio, ad esempio, scontano un innalzamento minimo del livello del mare di 25 centimetri. E lontano dalle coste? Qui, il problema sono i terremoti. Sono poche, come mostra la storia recente e meno recente, le zone italiane esenti dal rischio sismico. Secondo la carta dell'Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, davvero al riparo dai tremori della terra ci sono solo, oltre alla Sardegna, l'area di confine fra Piemonte e Lombardia e l'estremo lembo della Puglia. Naturalmente, una centrale può essere costruita con le più avanzate tecniche antisismiche. Qui, però, il problema non è tanto - o soltanto - l'eventualità di uno scuotimento catastrofico, che spacchi il reattore e riversi all'esterno la radioattività. Il problema sono fenomeni che compromettano il funzionamento del reattore. In Giappone, la più grande centrale atomica al mondo (Kashiwazi-Kariwa, non lontana da Tokyo) è ferma da due anni, in seguito ad un terremoto. L'impianto era stato costruito per reggere terremoti fino al grado 6 della scala Richter, ma si è rivelato un parametro ottimistico. Il terremoto del 2007 è stato pari a 6,8 gradi, una differenza enorme: dato che la scala è logaritmica, un grado in più significa un terremoto trenta volte più distruttivo. Non ci sono stati pericoli alla salute pubblica o fughe di radioattività, ma la Tepco (Tokyo Electric Power) ha dovuto, dal luglio del 2007, fermare i reattori, con un danno economico di quasi 6 miliardi di dollari, solo nel primo anno. Solo in questi giorni la Tepco si prepara a riavviare uno degli otto reattori della centrale. Se sovrapponete la mappa dell'Enea sull'allagamento delle coste a quella dell'Istituto di geofisica, le aree a totale sicurezza (a prescindere dagli altri possibili parametri) che ne risultano sono quelle poche zone della Sardegna, della Puglia e del corso del Po. Qui, presumibilmente, si dovrebbero concentrare le centrali del piano nucleare italiano. Ma quante? Il governo ha finora parlato di quattro centrali. L'obiettivo dichiarato, tuttavia, è arrivare a soddisfare, con il nucleare, il 25 per cento del fabbisogno elettrico italiano. Le quattro centrali di cui si è, finora, parlato, arrivano, però, a poco più di un terzo. Secondo le previsioni della Terna, che gestisce la rete italiana, infatti, il fabbisogno elettrico italiano richiederà, già nel 2018, una potenza installata di 69 mila Megawatt. Le quattro centrali prospettate - che, peraltro, anche nell'ipotesi migliore, sarebbero completate 7-8 anni più tardi del 2018 - ne offrono solo 6.400, cioè il 9,2 per cento. Per arrivare al 25 per cento del fabbisogno, occorrono 17.500 Megawatt di potenza, quasi il triplo. In buona sostanza, per centrare quell'obiettivo non bastano quattro centrali da 1.600 Mw, come quelle ipotizzate finora. Ce ne vogliono 11. Tutte in Sardegna, Puglia e Piemonte? E a quale costo? L'industria francese calcola, oggi, per la costruzione in Francia di una centrale tipo quelle italiane, un costo minimo di 4,5 miliardi di euro. I tedeschi di E. On scontano, per la costruzione di una centrale analoga, in Inghilterra, un costo di 6 miliardi di euro. Se si ritiene più attendibile, nel caso italiano, la valutazione di E. On per la centrale inglese, il costo complessivo dei quattro impianti italiani sfiora i 25 miliardi di euro. Per 11 impianti, da varare in rapida successione, si arriva vicini a 70 miliardi di euro, una cifra superiore al 4 per cento del prodotto interno lordo nazionale. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-88063462590563215?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/88063462590563215/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=88063462590563215' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/88063462590563215'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/88063462590563215'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/05/le-centrali-nucleari-sarebbero-in.html' title='Le centrali nucleari sarebbero in Puglia, Sardegna e Piemonte'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-1234706865752957659</id><published>2009-05-15T16:23:00.000+02:00</published><updated>2009-05-15T16:35:50.747+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Per la mobilità sostenibile non è solo un problema di auto pulite</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Alla fine del 2007 Valerio Berruti su Repubblica scriveva «Di certo c’è che ormai a guidare un Suv non ci si sente più ‘peccatori’. Già, perché appena un anno fa più di qualche amministrazione aveva pensato di seppellirli con tasse e divieti. La scelta non doveva essere delle migliori. Primo perché non ha avuto alcun seguito. Secondo perché in appena 12 mesi sono arrivati una montagna di modelli nuovi (…)». Oggi, 18 mesi più tardi o giù di lì, sono ancora i Suv i protagonisti della pagina del quotidiano romano e Berruti stavolta chiosa sugli sport utility vagon ibridi, sotto un titolo significativo: Il ritorno dei Suv. Per dire la verità i Suv non erano certo scomparsi, al massimo parcheggiati in garage negli Stati Uniti che invece potrebbero davvero cominciare a sostituirli se arriverà la rivoluzione dell’auto verso cui sta puntando l’amministrazione Obama. Berruti in sostanza dice che l’auto verde è ancora lontana da venire come dimostrano i dati: su 55 milioni di auto vendute nel mondo meno di un milione sono ibride… Numeri impietosi di fronte ai quali però stavolta Berruti cambia registro: «La verità è che allo stato dell’arte l’auto pulita, quella a emissioni zero, è ferma allo stato di progetto. Un grandissimo progetto ma purtroppo tutto ancora da realizzare. Ci vorrà del tempo e soprattutto un grande sforzo politico. Ci vorranno leggi sempre più ferree per il contenimento dei consumi e delle emissioni altrimenti sarà difficile fare grandi passi in avanti». «Se al crollo delle Big Three Usa – prosegue - non si fosse unito lo sforzo di Obama per imporre finalmente scelte ecologiche e auto più piccole e pulite, lo scenario americano sarebbe stato molto diverso». «Per ricominciare ci vogliono scelte coraggiose – conclude - Ci vogliono modelli e non parole». Dunque l’idea di un’auto ecologica come ‘grandissimo progetto’ intanto è passata, ma quello che non passa è l’idea di una mobilità più sostenibile di cui l’auto verde è solo un aspetto. Un po’ come chi confonde la raccolta differenziata con la corretta gestione integrata dei rifiuti, così l’auto ecologica non è tout court la mobilità sostenibile. Restando nel tema Suv, il problema non è solo i consumi, è che se tutti (paesi emergenti compresi) avessimo i Suv ci sarebbe un problema volumetrico: o loro per le strade o noi. Non è solo un problema di emissioni, ma di spazi. La mobilità sostenibile è quella dove l’auto si usa lo stretto necessario e per spostarsi, quella privata, è l’ultima delle opzioni dopo il mezzo pubblico, il car sharing e la bici. Un mondo senza auto è utopistico e sappiamo bene come in certe zone non avere l’auto significhi restare tagliati fuori da tutto e dunque ben vangano auto a basse emissioni (quelle a zero al momento non esistono e non esisteranno per anni); ma non può valere il discorso al contrario, dove l’orizzonte è auto ibride per tutti, per averne in strada sempre di più e sempre più grandi, perché questo non è utopia, ma follia. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-1234706865752957659?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/1234706865752957659/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=1234706865752957659' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1234706865752957659'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1234706865752957659'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/05/per-la-mobilita-sostenibile-non-e-solo.html' title='Per la mobilità sostenibile non è solo un problema di auto pulite'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-2376467055696948020</id><published>2009-05-15T16:04:00.002+02:00</published><updated>2009-05-15T16:22:17.843+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='econioma'/><title type='text'>Il nucleare torna in Italia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il Senato dà via libera al Governo per l'adozione di più decreti finalizzati al ripristino dell'intera filiera di produzione dell'energia atomica. Nonostante gli italiani avessero già espresso la loro volontà rispetto alla realizzazione di centrali nucleari nel loro Paese, con un referendum del 1987, ancora una volta il Governo potrà imporre la proprio potere e i propri interessi senza alcun rispetto degli interessi dei suoi cittadini. Secondo la mappa, elaborata negli anni '70 dal Cnen, poi diventato Enea, tra i possibili siti nei quali installare le centrali figurano: la Sardegna, dalle parti di S. Margherita di Pula, S. Lucia e Capo Comino, Lanusei, la Puglia, sulla costa di Ostuni, lungo il Po, dal vercellese fino al mantovano, dove già esistevano le centrali di Trino e di Corso. Per la Sardegna sarebbe l'ennesimo "regalo" da parte del Governo Berlusconi. Le associazioni Gruppo d'Intervento Giuridico e Amici della Terra si battono da tempo contro il ritorno del nucleare in Italia e a favore delle fonti di energia alternative, per questo da tempo abbiamo proposto una petizione (trovate il banner alla vostra sinistra) che faccia sentire le ragioni degli italiani, di tutti gli italiani che vogliono vivere in un ambiente salubre, vogliono continuare a coltivare i loro campi, vogliono poter fare il bagno in un mare pulito e vogliono ancora contare qualcosa in uno Stato democratico. Via libera del Senato al ritorno del nucleare in Italia. Ieri l'assemblea di Palazzo Madama ha approvato (con 142 sì e 105 no: sì del Pdl e dell'Udc, no del Pd e dell'Idv) gli articoli 14-15 e 16 del disegno di legge "Sviluppo ed energia" che danno al governo la delega per adottare entro sei mesi (nel precedente testo si parlava del 30 giugno 2009), e dopo una delibera del Cipe, più decreti per il ripristino dell'intera filiera di produzione dell'energia atomica: tipologia e disciplina per la localizzazione degli impianti, stoccaggio del combustibile, deposito dei rifiuti radioattivi. Sono previste procedure velocizzate per la costruzione delle centrali da parte di consorzi: la cosiddetta "autorizzazione unica" che sostituisce ogni tipo di licenza e nulla osta tranne la Via (valutazione impatto ambientale) e la Vas (valutazione d'impatto strategica). Sono previste inoltre "misure compensative in favore delle popolazioni interessate". Dopo più di vent'anni si riapre dunque la strada all'energia nucleare: a bloccarla fu un referendum che si tenne l'8 novembre del 1987, l'anno dopo della tragedia di Chernobyl. I tempi del ritorno, per ora sono tutti da verificare: da segnalare tuttavia che nel febbraio scorso Berlusconi e Sarkozy hanno già siglato un'intesa per la produzione di energia nucleare che coinvolge Edf e Enel. "Una scelta sbagliata e antieconomica", ha dichiarato la capogruppo del Pd al Senato Anna Finocchiaro. "L'atomo di Berlusconi e Scajola era già vecchio, ora è decrepito", ha attaccato Roberto Della Seta del Pd il quale ha denunciato un aspetto in ombra della nuova normativa: non è chiaro infatti chi debba individuare i siti delle nuove centrali e c'è il rischio che questo compito spetterà alle grandi imprese dell'energia, e ciò potrà avvenire anche contro il parere delle Regioni in presenza del principio del potere sostitutivo del governo in mancanza di intesa con gli enti locali. Inoltre, sempre Della Seta, osserva polemicamente che i siti saranno oggetto di "segreto militare". Furenti i Verdi: per Grazia Francescato il "governo persevera in una follia antieconomica", mentre per Belisario (Idv) si tratta di una delega al governo "senza controlli". Nel corso della votazione, assai contrastata e segnata ieri mattina dalla mancanza per quattro volte del numero legale per assenze nelle file della maggioranza, sono stati comunque inseriti alcuni emendamenti "migliorativi" da parte del Pd, accolti dal governo: uno di questi prevede che i benefici compensativi ai cittadini che vivono in prossimità delle nuove centrali saranno a carico delle imprese non saranno scaricati sugli utenti finali. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-2376467055696948020?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/2376467055696948020/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=2376467055696948020' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/2376467055696948020'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/2376467055696948020'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/05/il-nucleare-torna-in-italia.html' title='Il nucleare torna in Italia'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-1009086473533072793</id><published>2009-05-15T16:00:00.001+02:00</published><updated>2009-05-15T16:02:36.434+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Con l'utiizzo di Consip per gli acquisti online cresce il risparmio delle PA</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' stato pubblicato il Rapporto Annuale 2008 di Consip. Dai dati emerge che il programma di razionalizzazione ha dato i suoi frutti, aumentando il valore degli acquisti online. È stato presentato martedì il &lt;a title="rapporto annuale Consip 2008" href="http://www.consip.it/on-line/Home/articolo1962.html" target="_blank"&gt;Rapporto Annuale 2008 di Consip&lt;/a&gt;. Notizie positive provengono dall'&lt;a title="e-procurement" href="http://www.pubblicaamministrazione.net/infrastrutture-it/news/1093/cresce-le-procurement-nella-pa.html" target="_blank"&gt;e-procurement&lt;/a&gt;, il Programma di razionalizzazione degli acquisti effettuati dalle P.A.: si è registrato infatti un forte aumento del valore degli acquisti sia sulle convenzioni (quasi 2,5 miliardi di euro, con una crescita del 75% rispetto al 2007) sia sul Mercato elettronico della Pubblica Amministrazione (172 milioni di euro, + 106% rispetto all'anno precedente). Grazie alla &lt;a title="Acquisti in rete per le PA" href="http://www.acquistinretepa.it/portal/page?_pageid=173,1&amp;amp;_dad=portal&amp;amp;_schema=PORTAL" target="_blank"&gt;piattaforma elettronica&lt;/a&gt; che gestisce le convezioni e il Mercato elettronico, sono stati gestiti circa 90 mila ordini online, rimarcando la crescente attenzione delle PA per gli acquisti sul web. 'Così, il &lt;a title="Risparmio" href="http://www.pubblicaamministrazione.net/infrastrutture-it/news/1750/e-procurement-negotia-pa-fa-risparmiare-le-pa-mantovane.html" target="_blank"&gt;risparmio&lt;/a&gt; diretto per le PA ovvero quello che si ottiene con l'utilizzo degli strumenti d'acquisto messi a disposizione da &lt;a title="Consip e Regione Lazio" href="http://www.pubblicaamministrazione.net/e-government/news/1690/pa-firmato-laccordo-tra-consip-e-regione-lazio-sulle-procurement.html" target="_blank"&gt;Consip&lt;/a&gt;, è cresciuto del 53% (da 465 a 712 milioni di euro) così come sono aumentate le aziende abilitate a fornire prodotti sul Mercato elettronico (il 98% sono piccole e medie imprese). In termini concreti, un euro investito sul Programma di razionalizzazione degli acquisti ne ha prodotti 27 di risparmio per le pubbliche amministrazioni che utilizzano le convenzioni e il Mercato elettronico. Un dato significativo anche in relazione allo scorso anno, in cui tale rapporto era di 1 a 18. Inoltre, dal Rapporto si evince anche un risparmio di 20 milioni di euro sui costi energetici. L'introduzione di criteri ambientali nelle iniziative di acquisto delle PA per pc, sistemi di stampa e copia, energia e illuminazione pubblica hanno contribuito ad un risparmio elevato, limitato peraltro ai costi energetici legati al funzionamento nell'intero ciclo di vita di questi prodotti, pari a cinque anni. Da segnalare, infine, l'ulteriore crescita della customer satisfaction sul sistema delle convenzioni (la soddisfazione complessiva è stata del 71,78%, rispetto al 70,14% del 2007) e la conferma del dato 2007 per gli utenti del Mercato elettronico (71,36%).&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-1009086473533072793?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/1009086473533072793/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=1009086473533072793' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1009086473533072793'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1009086473533072793'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/05/con-lutiizzo-di-consip-per-gli-acquisti.html' title='Con l&apos;utiizzo di Consip per gli acquisti online cresce il risparmio delle PA'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-2240774891500179714</id><published>2009-05-15T15:41:00.000+02:00</published><updated>2009-05-15T15:59:55.448+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Smart town, i pali della luce diventano antenne WiFi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Grazie ad un progetto elaborato dal Cnr e da Telecom Italia, un paesino del bolognese è stato dotato di lampioni della luce che, all'occorrenza, possono diventare antenne per la connessione wireless. Sono sempre di più i comuni alla ricerca di innovazioni destinate ai cittadini, che forniscano nuova "intelligenza" alle infrastrutture già esistenti per migliore i servizi. Questo concetto, che fa capo al più ampio accordo "Smarter Town", è stato reso concreto a San Giovanni in Persiceto, cittadina della provincia di Bologna, oltre che nei comuni di &lt;a title="Smarter town a Parma" href="http://www.webnews.it/news/leggi/10522/ibm-e-parma-per-la-prima-smarter-town/" target="_blank"&gt;Parma&lt;/a&gt; e &lt;a title="Smarter town a Reggio Emilia" href="http://www.pubblicaamministrazione.net/connettivita/news/1830/reggio-emilia-e-ibm-al-via-il-progetto-smarter-town.html" target="_blank"&gt;Reggio Emilia&lt;/a&gt;. I lampioni stradali come antenne wi-fi. Si tratta del sistema Smart Town, un progetto realizzato dal comune del bolognese, in collaborazione con &lt;a title="Telecom Italia" href="http://www.telecomitalia.it/" target="_blank"&gt;Telecom Italia&lt;/a&gt;. Grazie ad esso, è possibile telecontrollare i punti luce presenti sul territorio, consentendo di risparmiare energia e diffondere servizi avanzati, sfruttando l'infrastruttura di rete. Così, attraverso un'apposita centralina su ogni pilone, è possibile azionarne il funzionamento da remoto. Allo stesso modo, ad ognuno dei 5 mila pali della luce del paesino emiliano può essere attaccata anche un'antenna wireless, un impianto di videosorveglianza oppure un sistema di cartellonistica elettronico. Ma come funziona Smart town?«Normalmente i pali della luce sono collegati a un quadro che ne aziona 200-300 alla volta» spiega Vincenzo Raffaelli, ricercatore del Cnr che ha sviluppato il progetto. «Con il sistema smart town è possibile azionarli uno ad uno da remoto». In questo modo basta programmarne l'accensione e lo spegnimento in base alle esigenze, ottenendo anche un risparmio energetico pari al 30%. Un ulteriore risparmio è garantito inoltre dalla facilità con cui si provvede alla manutenzione dei singoli lampioni. Ogni palo della luce, infatti, è dotato di un sistema che, in caso di guasti, individua il danno, suggerendo in tempo reale l'intervento alla centrale e, via sms, al tecnico incaricato delle riparazioni. In questo caso, secondo Raffelli, l'abbattimento dei costi per la manutenzione sarebbe del 45%. Proprio grazie a questo sistema, i cui cavi elettrici funzionano come una rete informatica che trasmette dati a una velocità di 55 megabyte al secondo, è possibile collegare un'antenna wireless e altri dispositivi. «Per questo impianto abbiamo speso un milione e 600 mila euro - ha dichiarato Paola Marani, sindaco di San Giovanni in Persiceto - e solo nel primo anno abbiamo risparmiato 200 mila euro. Prevediamo di ammortizzare il costo dell'acquisto nei prossimi anni». Per questo, il Comune di San Giovanni in Persiceto è premiato dal Ministro Brunetta al &lt;a title="Forum PA" href="http://www.pubblicaamministrazione.net/e-government/news/1852/roma-al-via-il-forum-pa.html" target="_blank"&gt;Forum PA&lt;/a&gt;.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-2240774891500179714?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/2240774891500179714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=2240774891500179714' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/2240774891500179714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/2240774891500179714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/05/smart-town-i-pali-della-luce-diventano.html' title='Smart town, i pali della luce diventano antenne WiFi'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-1271590501430987942</id><published>2009-04-30T13:38:00.002+02:00</published><updated>2009-04-30T13:42:21.969+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Un modello che fa acqua</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Al Forum di Istabul l'accesso all'acqua è stato riconosciuto come bisogno fondamentale, ma non come diritto umano. Una scelta che ha sollevato polemiche e sospetti. Ma il problema va affrontato con realismo. Partendo dal fatto che miliardi di persone non hanno accesso all'acqua potabile e ai servizi igienici perché scarseggiano i mezzi economici disponibili per investire nelle reti e negli impianti. Servono soldi, ma anche regole e garanzie. E un modo per ripartire i costi che sia sostenibile dalle popolazioni. Tra gli “obiettivi del Millennio” assunti a Johannesburg nel 2002, vi era quello di ridurre della metà la popolazione mondiale priva di accesso sicuro all’acqua potabile, stimata in un miliardo di persone, e a servizi di fognatura adeguati, 1 miliardo e quattrocento milioni di persone. Qualche timido progresso è stato fatto: 600 milioni di persone in più oggi hanno accesso all’acqua potabile. E tuttavia, il numero di persone che ne sono prive è addirittura aumentato, è ora di un miliardo e 200 milioni, complice l’incremento demografico. Ancora peggio va con i servizi igienici e sanitari, che mancano a 2,5 miliardi di persone. Qualche miglioramento c’è stato in Asia, si è passati dal 20 al 40 per cento di popolazione servita, e in Africa Settentrionale, dal 60 all'80 per cento, mentre molto più limitati sono stati i progressi nel resto del pianeta. Per il 2030, le proiezioni sono ancora più fosche.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;UN DIRITTO O UN BISOGNO?&lt;br /&gt;Ha fatto dunque discutere la conclusione del 5° Forum mondiale per l’acqua di Istanbul, che ancora una volta non ha voluto riconoscere l’accesso all’acqua come “diritto umano”, definendolo invece come “bisogno fondamentale”.Chiare sono le implicazioni della scelta: se qualcosa è un diritto, vuol dire che qualcun altro ha il dovere di garantire che sia effettivamente goduto da tutti. E dunque, da un lato, la comunità internazionale deve assumere impegni precisi per sostenere lo sforzo dei paesi meno sviluppati; dall'altro, le politiche idriche dei diversi paesi devono garantire un’allocazione della risorsa e regole di accesso che tutelino i più deboli.La formula approvata a Istanbul è sicuramente più vaga, e per certi versi deludente. La sede del Forum – che dietro la patina ecumenica, è in realtà sponsorizzato dalle grandi imprese private – ha fatto sospettare che sia stata dettata dagli interessi delle multinazionali, che per varie ragioni temono le conseguenze di una definizione più impegnativa. Occorre tuttavia un po’ di realismo.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;UN PROBLEMA DI INFRASRUTTURE&lt;br /&gt;Il problema non riguarda l’acqua intesa come risorsa naturale, ma semmai le infrastrutture e i servizi. Se miliardi di persone non hanno accesso all’acqua potabile e ai servizi igienici, non è dovuto alla scarsità dell’acqua, né alla sua mercificazione, ma semmai alla scarsità di mezzi economici disponibili per investire nei sistemi infrastrutturali. Soprattutto se si considera che la possibilità di sostenere gli investimenti con le tariffe è limitata dal potere di acquisto insufficiente. Sono in particolare le grandi megalopoli, cresciute in modo incontrollato negli ultimi decenni, a evidenziare drammaticamente queste carenze.Spesso si presenta la questione come se in questi paesi l’acqua ci fosse sempre stata per tutti, e  qualche avido capitalista se ne fosse ora impossessato per lucrare sulla sete. La realtà, più triste, è diversa: dove milioni di diseredati arrivano e si ammassano in fatiscenti favelas o mefitici hutong, dove le infrastrutture, se ci sono, sono così malandate che cadono a pezzi, l’acqua non è mai stata un diritto, ma semmai un costoso bene che la gente raccoglie con precari sistemi autogestiti, o compra a caro prezzo da un lucroso mercato nero fatto di omini con l’autobotte. E i servizi igienici sono sostituiti dalla strada o dagli orti, come avveniva del resto anche nelle nostre città prima della rivoluzione industriale.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;MA CHI LE FINANZIA?&lt;br /&gt;Chi deve investire per realizzare le reti e gli impianti? Con i soldi di chi? È pronta la comunità internazionale a sostenere uno sforzo finanziario così immane? Lo deve fare rimanendo essenzialmente un prestatore di risorse, oppure come donatore? E con quale modello gestionale, organizzativo, di governance? In capo a chi deve essere posto il rischio economico, particolarmente elevato in un settore come questo – capital intensive, con lunghissimi cicli di vita dell’investimento, e tariffe che giocoforza includono un cospicuo margine operativo che i governi possono essere tentati di espropriare una volta che la rete è sottoterra?Negli anni Novanta, lo schema adottato dalla Banca Mondiale prevedeva finanziamenti e garanzie, a patto che la gestione fosse affidata in concessione a operatori industriali, e che fossero le tariffe pagate dagli utenti a generare, nel lungo termine, i flussi di cassa necessari a sostenere il debito. Questo schema è sostanzialmente fallito, nonostante qualche isolato caso positivo. La ragione del suo fallimento è che le imprese private, anche se sostenute dalle istituzioni finanziarie (che restano comunque dei prestatori, e non dei benefattori) affrontavano un rischio così elevato da portare il costo del capitale e le tariffe a livelli non sostenibili dalla popolazione. Si è messa sotto accusa la sete di profitto delle multinazionali, e va detto con onestà che non sempre hanno fatto il possibile per smentire questa diceria. Ma la scelta di imporre il modello della concessione a operatori industriali, necessariamente occidentali, non era solo dovuta all’acquiescenza ai diktat del capitale internazionale. Chi avrebbe gestito, altrimenti, il flusso di risorse finanziarie e chi ne avrebbe potuto garantire il rientro? L’esperienza fallimentare dei sistemi pubblici – eredità del passato coloniale, gestiti da elite locali spesso corrotte o comunque non all’altezza del ruolo – non era affatto edificante.Altre soluzioni sono state provate in seguito, con risultati qua e là incoraggianti, ma non ancora risolutivi: dai partenariati alle cooperative locali, dalle “adozioni a distanza” finanziate dalle tariffe dei paesi ricchi ai micro-progetti di comunità basati su uno sviluppo graduale. Ma siamo ancora alla ricerca di un modello che ci permetta di far quadrare il cerchio. Servono tanti soldi e soprattutto serve qualcuno che sappia cosa farne; serve un modello di regolazione che sappia garantire – necessariamente nel lungo termine – la stabilità dei flussi di cassa; serve know-how gestionale e non solo costruzione, servono garanzie che i soldi non siano sperperati in operazioni clientelari e populistiche, quando non dirottati altrove.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;LA TARIFFA A METRO CUBO&lt;br /&gt;E serve un modo per ripartire i costi che, se deve fare salvi i ricavi totali e le garanzie per chi investe, li deve anche spalmare nel modo più indolore possibile. Qui, forse, la scelta di imporre la tariffazione volumetrica – affermatosi in occidente solo in tempi recenti, sulla spinta di tutt’altre priorità – non è stata forse una scelta saggia. Come dimostrano molti studi, la domanda urbana di acqua, e più ancora quella di servizi igienici e sanitari, è inelastica al reddito. Consumano tanta acqua i ricchi quanto i poveri, e far pagare al metro cubo – magari scontando le prime unità per ricaricare su quelle eccedenti il minimo – ha effetti pesantemente regressivi. Ben presto la spesa arriverà a livelli insostenibili specie per le famiglie povere.Nell’800, in Europa e negli Usa, si è capito presto che un servizio commerciale tariffato in quel modo non era sostenibile finanziariamente nelle fasi di sviluppo del sistema. Solo pochi avrebbero potuto pagare, e quei pochi non erano sufficienti per giustificare e reggere l’investimento. Ma una città industriale non può vivere senza accettabili livelli igienici e sanitari, dunque occorre che tutti siano connessi al sistema. La percezione di queste esternalità guidò, allora, la scelta di basarsi su un modello di gestione pubblica, finanziata sì dagli utenti, ma con criteri molto più legati alla capacità contributiva che al beneficio. Se da noi oggi questo modello ha raggiunto il suo compimento ed è entrato in una nuova fase, altrettanto non si può dire dei paesi poveri. Forse un po’ più di memoria retrospettiva, capace di risalire ai tempi in cui anche noi eravamo “paesi in via di sviluppo” potrebbe aiutarci a evitare molti errori.A Istanbul sarebbe stato certo più nobile affermare il diritto all’acqua, ma forse anche più ipocrita. Piuttosto che fare promesse che non si sa come mantenere, meglio darsi obiettivi più limitati, ma realistici.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-1271590501430987942?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/1271590501430987942/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=1271590501430987942' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1271590501430987942'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1271590501430987942'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/un-modello-che-fa-acqua.html' title='Un modello che fa acqua'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-1260639822117348374</id><published>2009-04-10T13:00:00.001+02:00</published><updated>2009-04-10T13:02:02.608+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Il cambiamento climatico nella giornata mondiale del turismo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ogni anno si celebra la giornata mondiale del turismo e questa volta la manifestazione centrale si terrà a Lima, la capitale del Perù. Il tema di quest´anno é "Tourism Responding to the Challenge of Climate Change". Il summit di Lima è un incontro mondiale di alto livello, al quale partecipano istituzioni pubbliche e imprenditori turistici, che ha l´intento di contribuire alla pianificazione in piena evoluzione di misure che dovrebbero portare ad una sostenibilità generale dell´industria turistica, considerata una delle attività che erodono il patrimonio su cui si basano: paesaggio e ambiente.«Il cambiamento climatico è una sfida universale - spiega la World tourism organization (Unwto) che organizza la giornata mondiale - e la comunità mondiale ha concordato di dare una risposta convergente con i sui impegni per gli Obiettivi di sviluppo del millennio. Il turismo può essere una carta da giocare per la risposta globale, insieme ad altri settori. Abbiamo una speciale responsabilità ed un´opportunità unica: nei Paesi più poveri del mondo e negli Stati emergenti il turismo rappresenta la parte principale delle esportazioni di servizi e costituisce un forte vantaggio concorrenziale. Il turismo è anche un´arma di dimostrata efficacia nella lotta contro la povertà». L´Unwto chiede al settore turistico di valuta Quest´anno la Unwto ha pubblicato il rapporto "Cambiamento climatico e turismo: rispondere alle sfide mondiali" elaborato insieme al Programma Onu per l´ambiente (Unep) ed all´Organizzazione meteorologica mondiale (Wmo) e nel quale si legge «Non ci sono dubbi che sia arrivato il momento che il mondo del turismo formuli all´unisono una strategia di contrasto ad un fenomeno che va inteso come il maggior ostacolo per la sostenibilità del turismo nel XXI secolo. Questo lavoro fornisce al settore la base cion la quale poter far fronte al fenomeno mondiale del cambiamento climatico e propone metodi di elaborazione di strumenti pratici che possono essere utilizzati dai responsabili dell´elaborazione delle politiche e dai gestori del turismo per promuovere la crescita sostenibile del settore». Il rapporto analizza le relazioni tra turismo e cambiamento climatico, l´incidenza del cambiamento climatico nelle località turistiche, le opzioni e le strategie di adattamento e le loro conseguenze sulla domanda turistica. Contiene anche la prima valutazione della quantità di gas serra prodotte dall´industria turistica ed un´analisi dei metodi di attenuazione del global warming. «Il nostro rapporto - spiegano all´Unwto -conferma che il turismo genera approssimativamente il 5% dei gas serra, in linea con l´importanza del turismo per l´economia mondiale e molto meno del suo contributo allo sviluppo dei Paesi poveri». Francesco Frangialli, segretario generale dell´Unwto, presentando la giornata mondiale del turismo 2008 ha detto: «Il turismo è uno dei rari settori che comprendono un ventaglio completo di attività economiche e sociali. Inoltre, nel mondo in via di sviluppo, è un motore essenziale dell´economia e della creazione di posti di lavoro. Di conseguenza, possiamo e dobbiamo giocare un ruolo dinamico perché la comunità internazionale affronti la doppia sfida dell´azione di fronte al cambiamento climatico e della riduzione della povertà. Nel 2007, da Davos a Bali, l´Unwto, principale istituzione dell´Onu in materia di turismo, ha dimostrato la sua determinazione a prendere misure rigorose per applicare un programma senza emissioni nette di carbonio in questo settore. Noi incoraggiamo l´adozione urgente di tutta una serie di e politiche che favoriscano il turismo sostenibile, il quale riflette la presa d´atto dei problemi ambientali, socioeconomici e climatici. Il nostro appello all´azione punta quindi alla modifica delle abitudini e alla scelta di energie rinnovabili, a mettere in primo piano l´intervento internazionale, facendo progredire l´adozione di misure concrete preconizzate dalla Dichiarazione di Davos, incitando i protagonisti del turismo ad adattarsi alla situazione, ad attenuare gli effetti del cambiamento climatico ed a ricorrere per questo a nuove tecniche e a procurare fondi perché i Parsi poveri possano affrontare questa sfida».Le previsioni dell´Unwto sono che il turismo internazionale potrebbe quasi triplicare nei prossimi 20 anni, con un impatto possibile sull´ambiente, il patrimonio culturale e le comunità locali interessate che potrebbe diventare insostenibile, per questo è convinta che sia necessario un codice etico mondiale del turismo per aiutare a minimizzare i suoi effetti negativi e per massimizzare i benefici per i residenti nelle destinazioni turistiche. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-1260639822117348374?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/1260639822117348374/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=1260639822117348374' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1260639822117348374'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1260639822117348374'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/il-cambiamento-climatico-nella-giornata.html' title='Il cambiamento climatico nella giornata mondiale del turismo'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-5593825272304452642</id><published>2009-04-10T12:58:00.002+02:00</published><updated>2009-04-10T12:59:26.134+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Sulla Videosorveglianza sono state previste altre ispezioni per tutelare la privacy</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il Presidente dell'Associazione nazionale per la difesa della privacy ha accolto con favore la notizia dell'iniziativa dell'Autorità garante di avviare una serie di ispezioni per vigilare sul rispetto delle leggi in materia. Le telecamere per la videosorveglianza proliferano in tutta Italia: controllano locali chiusi, interni degli uffici, stanze di passaggio, ma anche accessi al pubblico, strade, parchi e sale d'aspetto. L'Autorità garante per la protezione dei dati personali, proprio per regolamentarne l'installazione e l'utilizzo, nel 2004 aveva adottato un provvedimento generale con criteri precisi da rispettare. L'avvocato Michele Iaselli, presidente dell'Andip, l'associazione nata per tutelare il diritto della riservatezza dei dati ed il rispetto della dignità della persona, ha pertanto accolto con favore la notizia dell'iniziativa dell'Autorità garante di avviare una serie di ispezioni in tutta Italia per vigilare sul rispetto delle regole in materia di videosorveglianza gia' fissate dall'Autorità quattro anni fa. Secondo l'avvocato Iaselli troppo spesso si fa uso di questo sistema di controllo estremamente invasivo e non sempre necessario. L'aggravante, secondo il presidente dell'Anip, è la totale assenza di un'informativa ai cittadini oltre alle scarse misure di sicurezza adottate. «Nella maggior parte dei casi si dimentica - argomenta l'avvocato Iaselli - che gli impianti di videosorveglianza devono essere attivati solo quando altre misure siano insufficienti o inattuabili; che l'eventuale conservazione delle immagini deve essere limitata nel tempo, che i cittadini devono sapere sempre e comunque se un'area è sottoposta a videosorveglianza, che l'installazione di telecamere è lecita solo se è proporzionata agli scopi che si intendono perseguire». «Se è vero che il diritto alla protezione dei dati personali non pregiudica l'adozione di misure efficaci per garantire la sicurezza e l'accertamento degli illeciti è anche vero che l'installazione di sistemi di videosorveglianza non deve però violare la privacy dei cittadini e deve essere conforme al codice in materia di protezione dei dati personali» conclude il presidente dell'Anip.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-5593825272304452642?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/5593825272304452642/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=5593825272304452642' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/5593825272304452642'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/5593825272304452642'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/sulla-videosorveglianza-sono-state.html' title='Sulla Videosorveglianza sono state previste altre ispezioni per tutelare la privacy'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-8438919505437864499</id><published>2009-04-10T12:55:00.000+02:00</published><updated>2009-04-10T12:57:11.556+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>La città creativa</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;E' vero che “La città contiene la sua storia, ma non la racconta”: descrivendo Zaira, nel suo capolavoro “Le città invisibili”, Italo Calvino ci invitava a mettere in narrazione la città, a estrarre dal sistema urbano le voci, le domande, le aspirazioni della città e a trasformarle in “comunicazione”.Oggi, a 35 anni di distanza dall’uscita di quel libro fondamentale per ciascun “cultore della città”, la città contemporanea è divenuta globale, aumentando non solo la complessità della sua interpretazione, ma anche il grado di frammentazione e di dispersione.All’interno della città contemporanea sono leggibili una molteplicità di città parziali, spesso invisibili ma dense di significati e di ispirazione progettuale, per chi sappia interpretarle in una cornice antropologica nuova.Italo Calvino ci ha dato una “traccia” per far uscire l’urbanistica contemporanea dalla crisi di “linguaggi e di metodi interpretativi” della città contemporanea, che non siano quelli della crescita infinita e dell’adattamento alla metropoli diffusa.La risposta alternativa a questo mito di crescita illimitata della città è quello di progettare, invece, il sistema urbano come un potente sistema cognitivo, interpretativo e comunicativo che, partendo dai segni della storia del territorio, è capace di trasformarsi ricomponendo identità multiple della comunità e dell’ecologia urbana, prefigurando scenari di sviluppo ecologicamente sostenibili e “creativi”.In questi giorni, si è svolto a Napoli, presso l’Università Federico II, un importante convegno internazionale sul tema della “città creativa”, un’utopia che ha sempre permeato la cultura urbanistica, fin dall’800, ma che oggi, nell’era multimediale, riappare come stimolo critico alla costruzione di un’Ecocity, nella quale convergono una pluralità di percorsi e di approcci culturali.Uno di questi percorsi è stato indicato, alcuni anni fa (2002) da Richard Florida, il quale, nel suo libro “The rise of the Creative Class”, aveva finalmente fatto giustizia dei luoghi comuni del “marketing territoriale”, che tutt’ora stanno alla base delle politiche di “governance” di molte città italiane.Secondo le nuove teorie di R. Florida, il successo di una città non dipende semplicemente da quanto basse sono le tasse che fa pagare, da quanto a buon mercato è la sua manodopera e da quanto efficienti sono le infrastrutture e i servizi che offrono ai propri cittadini.Una città di successo è quella dove vivono i lavoratori più ricercati della nostra epoca : i creativi ovvero, nella sua definizione colta, i “produttori di conoscenza”.Possedere questo “capitale umano” è una condizione necessaria per avere successo come città che compete sui mercati internazionali delle nuove “città globali”, ma non è di per sé una condizione sufficiente.Ci vogliono anche altre caratteristiche, che l’economista canadese Florida definisce nel suo nuovo libro “ Who’s you city”(2008) quale quella di possedere la giusta “personalità”, sia come ambiente sociale e culturale, sia come ambiente e paesaggio urbano.La città contemporanea deve tornare ad essere una sorta di “enciclopedia della comunità”, luogo cioè nella quale si ritrovano tutte le componenti della vita umana e nella quale si attribuisce un elevato valore alla compartecipazione della conoscenza e a quella dell’organizzazione e del governo del territorio.Berlino, ad esempio, è una metropoli che in meno di 15anni ha cambiato pelle decine di volte, accettando la sfida della trasformazione urbana dopo la ricomposizione tra Germania ovest e DDR (1989).Essa è divenuta il più vivace “laboratorio creativo della vecchia Europa”, in una felice descrizione di Gunther Grass, mentre Cohn-Bendit afferma che, in nessun altra città del mondo ad eccezione di Berlino, oggi, “puoi sentirti ospite della Storia e, al tempo stesso, riuscire a cogliere un autentico scorcio di futuro”.In questa città si sperimenta il nuovo più audace( acciaio,, cristalli e fantasia), qui sono stati ingaggiati gli architetti, i designer, gli artisti più famosi del momento, proprio come accadde a Firenze durante il Rinascimento italiano.A Berlino si contano oggi 170 musei, circa 400 teatri e quasi 300 gallerie private, mentre il cuore della nuova “città bohèmienne” di Berlino, Mitte, si è riempito di centinaia di locali di tendenza, di cantine, di club alternativi.La straordinaria “lezione urbana” di Berlino è quella di aver compreso per tempo che, proprio quando una città arriva al culmine del suo declino e l’economia è in stagnazione, quello è l’ambiente idoneo a soddisfare una domanda di “conoscenza e creatività” che può convincere gli investitori a rilanciare l’ascesa di quella città. E’ successo anche con Bilbao, prima dell’eccezionale Piano di rigenerazione urbana che ha risanato le aree industriali dei cantieri navali dismesse, degradate e inquinate e che, successivamente, ha avuto il suo apogeo nella costruzione del Museo Guggenheim, per opera di Frank Gehry.E’ successo a Nagahama,una città di 84.000 abitanti della regione di Shiga, come ha spiegato la sociologa giapponese Emiko Kakiuchi, facendo leva sul “ sapere antico” della lavorazione del vetro , favorendo l’insediamento di una imprenditorialità giovanile altamente creativa, che ha trovato l’ambiente urbano giusto per insediarsi, favorendo la rigenerazione della piccola città giapponese, oggi frequentata da un’incredibile massa di turisti che provengono da ogni parte del Paese.Già 25 anni fa, nord-est dell’Inghilterra, in particolare nelle città di Newcastle e di Gateshead, si erano sperimentate tecniche avanzate di “rigenerazione urbana” nelle aree che, nel corso dell’800, erano divenute famose nell’economia mineraria, siderurgica e navale, tanto da essere definite “l’officina del mondo”. Infatti, proprio in queste città, ebbero origine le due invenzioni centrali della rivoluzione industriale: la locomotiva di Stevenson e la turbina elettrica di Parson.In questa regione inglese, degradata dallo storico insediamento industriale e in pieno declino, a causa della dismissione della gran parte delle fabbriche, falcidiate dalla competizione economica globale, si è saputo sperimentare l’utopia della rinascita della città, attraverso un progetto di lungo periodo destinato a immettere nell’ambiente urbano (oltre che i capitali necessari) conoscenze, creatività e personalità.L’idea centrale di questo progetto consisteva nell’attrarre l’attenzione della popolazione locale di Newcastle sulle arti visive (istituendo e finanziando un grande evento nazionale nella regione, denominato Year of Visual Arts) incrementando la partecipazione e l’accesso effettivo all’arte da parte di un pubblico sempre più ampio. Nello spazio di 15 anni (1980-1996) si è creato l’ambiente urbano ideale per un’azione di rigenerazione urbana e di sviluppo ecologicamente sostenibile, che ha portato questa città inglese a essere riconosciuta Capitale europea della Cultura, proprio come è accaduto a Firenze, alcuni anni fa. La differenza tra Newcastle e Firenze, sta, però nel fatto, che quest’ultima ha ricevuto questo riconoscimento a causa del patrimonio storico,artistico,culturale accumulato dal Rinascimento ad oggi, non per quello che ha saputo fare negli ultimi vent’anni.Da questo punto di vista, il Congresso di Napoli “Creative City” ha saputo raccogliere una vera e propria enciclopedia delle varie tipologie di “ creatività” che devono essere immesse nella cultura urbana delle città in declino o che cercano un’alternativa all’incessante incremento dell’urban-sprawl.Non tutte le ricette presentate sono convincenti, non tutte le strategie urbane delineate al Congresso hanno il certificato della “sostenibilità dello sviluppo”; tuttavia, quel che è apparso il filo conduttore di questa kermesse della creatività urbana, è la comune convinzione che l’antico sogno di Patrick Geddes e del suo allievo, Lewis Mumford, di dotare la città contemporanea di un capitale aggiuntivo e costantemente aggiornato di conoscenze, di saperi, di informazioni per garantire la sostenibilità sociale ed ecologica della città, ha trovato a Napoli, insieme a città come Firenze, Palermo,Venezia, Torino, un potenziale “habitat ideale” per divenire concreta sperimentazione di progetti di trasformazioni e rigenerazioni urbane, attraverso la creatività di una nuova classe di architetti, urbanisti, economisti, antropologi, sociologi, ecologi urbani e paesaggisti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-8438919505437864499?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/8438919505437864499/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=8438919505437864499' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/8438919505437864499'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/8438919505437864499'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/la-citta-creativa.html' title='La città creativa'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-7862876884829989147</id><published>2009-04-10T12:38:00.001+02:00</published><updated>2009-04-10T12:54:13.025+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Progetto IreSud: su sito Cnipa cartoni animati per spiegare l'e-gov</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sul sito del Cnipa è disponibile un filmato in tre diversi formati per illustrare i benefici del progetto IreSud, finalizzato a favorire l'integrazione di servizi erogati da amministrazioni centrali e locali nelle regioni del Mezzogiorno. Un &lt;a title="Interviste dal futuro" href="http://www.cnipa.gov.it/HTML/video_iresud/pg/wmv.htm" target="Cnipa - Interviste dal futuro"&gt;cartone animato&lt;/a&gt; per spiegare in modo semplice ed efficace i molti vantaggi, in parte già disponibili, per cittadini, professionisti ed imprese, derivanti dalle nuove applicazioni tecnologiche nei settori della giustizia e dei beni culturali nel Mezzogiorno. 'Si tratta del progetto Ire-Sud che ha l’obiettivo di migliorare e semplificare l’erogazione di alcuni servizi attraverso l’integrazione tra diversi sistemi informatici di più amministrazioni pubbliche a diversi livelli di governo territoriale. Il Cnipa ha coordinato il programma favorendo la cooperazione tra il Ministero della Giustizia, quello dei Beni e delle Attività Culturali e le Regioni Abruzzo, Basilicata, Campania, Calabria, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, ma anche il riutilizzo delle soluzioni innovative anche in altri ambiti territoriali. Il progetto Ire-Sud è stato approvato dal Cipe con un finanziamento di 18 milioni di euro. I benefici attesi riguardano tre aree: per i cittadini e le categorie professionali sarà la riduzione degli spostamenti e delle code agli sportelli; la diminuzione dei tempi di completamento dei procedimenti; maggiore trasparenza e possibilità di esercitare diritti di accesso ai dati via web; l’arricchimento dell’offerta informativa relativa ai beni culturali presenti sul territorio. Per le Pubbliche Amministrazioni, i vantaggi sono lo snellimento dei procedimenti; la riduzione delle attività di sportello; l’aumento dell’efficienza nella gestione dei beni culturali. Ma sono attesi significativi benefici per l’ambiente, derivanti dalla diminuzione degli spostamenti compiuti in automobile e dalla riduzione della carta grazie alla dematerializzazione. Il cartoon propone alcune interviste immaginarie che esemplificano tutti gli aspetti del programma. Inoltre i tre diversi formati (flash, quicktime, windows media video) per la visualizzazione con tanto di sottotitoli rendono accessibile a tutti il filmato, indipendentemente dalla piattaforma utilizzata. La scelta del cartone animato mira a raggiungere i destinatari finali con una comunicazione semplice e chiara, utilizzando una forma espressiva leggera per avvicinare i cittadini, professionisti e imprese all’utilizzo delle tecnologie per i servizi della PA. Il filmato è stato realizzato dalla casa di produzione Spark De e verrà diffuso oltre che nei siti degli enti pubblici interessati, anche in convegni ed eventi vari, come pure nelle emittenti televisive locali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-7862876884829989147?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/7862876884829989147/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=7862876884829989147' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/7862876884829989147'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/7862876884829989147'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/progetto-iresud-su-sito-cnipa-cartoni.html' title='Progetto IreSud: su sito Cnipa cartoni animati per spiegare l&apos;e-gov'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-5951856092508232418</id><published>2009-04-10T12:33:00.001+02:00</published><updated>2009-04-10T12:38:04.657+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Eolico italiano, anche per il 2008 attesa una crescita del 25%</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Dai primi dati provvisori per il 2008 è da attendersi una sostanziale riconferma delle prestazioni del settore registrate nel 2007: con un incremento del 25%, il settore eolico italiano potrebbe superare la soglia dei 3.400 MW a fine 2008. In termini assoluti, con un incremento di potenza installata di 650-700 MW che si andranno a sommare agli esistenti 2.727 MW, verrebbe quindi superato il record del 2007 in cui si sono installati ben 600 MW. Lo annuncia in una nota stampa NE Nomisma Energia presentando i primi risultati di WindIT, Osservatorio nazionale del settore dell’energia eolica.La NE Nomisma Energia srl è stata creata dal centro studi Nomisma, società di studi economici fondata nel 1981 a Bologna, insieme ai ricercatori Davide Tabarelli e Alessandro Bianchi. Economia, energia e ambiente sono i settori che indaga, per rispondere alla domanda crescente di studi in questi ambiti da parte di istituzioni pubbliche e private. La società è suddivisa in sei aree di ricerca: Agricoltura e industria alimentare; Città, territorio e immobiliare; Industria, imprese e politica industriale; Programmi internazionali; Servizi Pubblici e pubblica amministrazione; Trasporti e logistica.Secondo Giuseppe Mastropieri, responsabile dell’Osservatorio WindIT «dalle simulazioni di NE sulla base dei progetti autorizzati, nel 2009 la crescita del settore potrebbe rivelarsi decisamente più sostenuta grazie alla realizzazione di interventi di potenziamento della rete elettrica nazionale e alla riduzione dei tempi di fornitura delle turbine: la capacità installata potrebbe infatti attestarsi in un range tra 4.100 e 4.300 MW».Al 2012 il contributo dell’eolico potrebbe raddoppiare rispetto ai livelli attuali. In uno scenario di simulazione basato sul consolidamento del sistema di incentivazione la potenza eolica installata potrebbe raggiungere 6.100 MW di cui 320 MW derivanti dal ripotenziamento degli impianti esistenti e 180 MW dai primi parchi offshore. «Sulle forti potenzialità di sviluppo dell’eolico – commenta Alessandro Bianchi, amministratore delegato di NE – pesano soprattutto le incertezze derivanti dal meccanismo di mercato dei certificati verdi e l’instabilità delle governance regionali spesso influenzate da veti locali come nel caso dell’eolico offshore».Interessante il dato che emerge dall’analisi dei tempi autorizzativi. Risulta infatti che tutte le regioni sono distanti dalla previsione dell’Art. 12 del D.lgs. 387/2003 di 6 mesi come tempo massimo per il rilascio delle autorizzazioni: 16 mesi in Campania, 18 in Calabria, 23 in Sicilia, mentre in Puglia per ottenere una autorizzazione sono necessari mediamente quasi 25 mesi, senza considerare il Molise dove i tempi si allungano a 28 mesi.In Sardegna il settore è praticamente fermo dal 2004 mentre in Basilicata nel mese di giugno sono stati emessi ben 68 dinieghi alle autorizzazioni. Esistono inoltre Regioni che non hanno ancora recepito nella propria normativa regionale l’autorizzazione unica prevista dal D.lgs. 387.«Per giunta – si legge sempre nella nota - i tempi di autorizzazione, pur nelle differenziazioni regionali, sono destinati a crescere anche a causa di un numero eccezionalmente alto di richieste per circa 40.000 MW, spesso presentate da sviluppatori locali interessati al commercio delle autorizzazioni».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-5951856092508232418?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/5951856092508232418/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=5951856092508232418' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/5951856092508232418'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/5951856092508232418'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/eolico-italiano-anche-per-il-2008.html' title='Eolico italiano, anche per il 2008 attesa una crescita del 25%'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-4049091500331378358</id><published>2009-04-10T12:22:00.002+02:00</published><updated>2009-04-10T12:32:50.303+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>Riunione G8 a La Maddalena avanti tutta</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Purtroppo i timori paventati dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico sulla carente applicazione della normativa comunitaria in materia di valutazione di impatto ambientale - V.I.A. riguardo le opere connesse alla programmata riunione del G 8 a La Maddalena (estate 2009) si stanno rivelando fondate.    La normativa comunitaria sulla V.I.A. prevede che le conclusioni del relativo procedimento siano preventive e vincolanti per l'approvazione definitiva delle opere: in questo caso, per bene che vada, accompagnano le approvazioni.  Il procedimento di V.I.A., quando c'è, sancisce - a posteriori - che l'opera progettata è compatibile con i valori ambientali del territorio.    La recente conferenza di servizi del 29 settembre 2008 ha visto l'approvazione definitiva della nuova strada Sassari - Olbia.  Strada certamente molto attesa e molto utile.   Senza alcuna conclusione positiva di procedimento di V.I.A., però.   Procedimento nemmeno avviato.   Eppure sono già state bandite le gare d'appalto per gli otto lotti della &lt;a href="http://regione.sardegna.it/primopiano/3.html"&gt;nuova strada a quattro corsie Sassari - Olbia&lt;/a&gt; (473 milioni di euro di fondi comunitari FAS).    La conferenza di servizi, ancora, ha approvato il prolungamento della pista dell'aereoporto "Costa Smeralda" di Olbia, ma nemmeno qui il &lt;a href="http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/Ampliamento_dell_aereoporto_di_Olbia____Si__ma_non_verso_il_Padrongianos___1630201.shtml"&gt;procedimento di V.I.A.&lt;/a&gt; è concluso. Anzi. &lt;a href="http://www.dsa.minambiente.it/via/SchedaProgetto.aspx?ID_Progetto=133"&gt;Il Ministero dell'ambiente ha chiesto integrazioni (19 marzo 2008) rispetto allo studio di impatto ambientale depositato&lt;/a&gt;.   Mentre sulla nuova strada Olbia - Palau (già assoggettata a &lt;a href="http://www.dsa.minambiente.it/via/SchedaProgetto.aspx?ID_Progetto=27"&gt;procedimento di V.I.A. per il suo adeguamento&lt;/a&gt; negli anni scorsi) non è stata presa una decisione definitiva, si ricorda che vari interventi sull'Isola di La Maddalena (ristrutturazione ex Arsenale, ristrutturazione ex ospedale militare, ristrutturazione ex Caserma Faravelli, porto) sono già in corso dal &lt;a href="http://www.regione.sardegna.it/j/v/25?s=88980&amp;amp;v=2&amp;amp;c=3696&amp;amp;t=1"&gt;14 luglio 2008&lt;/a&gt;.   Per alcune di queste opere (quelle su immobili appartenenti al demanio militare dismesso) un procedimento di V.I.A. è stato avviato, in sordina, lo scorso 3 agosto, ma nulla si sa della sua conclusione.    La &lt;a href="http://www.minambiente.it/index.php?id_sezione=1875&amp;amp;sid=2788acd5605a94f9c91ff0bc1951a1cb"&gt;sezione specifica del sito web del Ministero dell'ambiente, della tutela del territorio e del mare&lt;/a&gt; (autorità competente) non ne fa alcun cenno. Sono gli effetti delle previsioni dell'&lt;a href="http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&amp;amp;datagu=2008-03-21&amp;amp;task=dettaglio&amp;amp;numgu=69&amp;amp;redaz=08A02020&amp;amp;tmstp=1206197895587"&gt;ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3663 del 19 marzo 2008&lt;/a&gt; concernente i poteri di deroga al quadro normativo in tema di valutazione di impatto ambientale in favore del Commissario governativo delegato per la riunione del G 8 a La Maddalena.  Avverso essa è stato presentato dalle associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico il ricorso del 21 marzo 2008. Recentemente - dopo specifica richiesta di informazioni della Commissione europea conseguente al ricorso ecologista - la Presidenza del Consiglio dei Ministri - Dipartimento per il coordinamento delle Politiche comunitarie ha reso noto (nota n. DCPC 6239 del 2 settembre 2008) quanto comunicato dal Capo del Dipartimento della protezione civile dott. Guido Bertolaso (nota n. DPC/CGCTZ/0056459 del 29 agosto 2008).  Grazie ad un programma sperimentale (PILOT) avviato dall'Unione Europea e da alcuni Stati membri, oggi possono giungere più rapidamente risposte ai ricorrenti per possibili violazioni della normativa comunitaria (art. 226 del Trattato U.E.). La &lt;a href="http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/Riunione_G_8_a_La_Maddalena_e__segreti___lavori_senza_V_I_A____1924740.shtml"&gt;risposta&lt;/a&gt; però riguarda esclusivamente l'asserito rispetto della normativa comunitaria sugli appalti pubblici di lavori, forniture, servizi (&lt;a href="http://www.bosettiegatti.com/info/norme/comunitarie/2004_0018.htm"&gt;direttiva n. 2004/18/CE del 31 marzo 2004&lt;/a&gt;, procedure di aggiudicazione degli appalti pubblici di lavori, forniture, servizi).   E' stato comunicato che il complesso di lavori è stato suddiviso in 8 lotti principali (a La Maddalena) e 11 lotti complementari (sul resto del territorio regionale). La segregazione degli interventi è stata fatta (art. 5 dell'O.P.C.M. 19 marzo 2008, n. 3663) ai sensi dell'art. 14 della direttiva n. 2004/18/CE in quanto il vertice G 8 è stato classificato "obiettivo sensibile": "ovviamente tali misure (di sicurezza, n.d.r.) ... necessitano di livelli di segretezza tali da escludere la conoscenza ... da parte di soggetti terzi rispetto agli addetti ai lavori. Pertanto ... limitatamente all'esecuzione degli otto lotti insistenti sull'area di pertinenza militare dell'isola ... non è stata applicata la disciplina prevista dal D. Lgs. 163/2006 di recepimento delle direttive comunitarie in materia di appalti pubblici, forniture, servizi".   Disciplina che sarà, invece, applicata per i restanti 11 lotti complementari. Nessuna risposta, finora, riguardo l'applicazione delle direttive comunitarie in materia di valutazione di impatto ambientale - V.I.A. Anzi, una risposta de facto c'è.   I vari interventi addirittura già in corso di esecuzione senza alcuna positiva conclusione del procedimento di V.I.A.  E tutti i dubbi restano. Chissà se lo sa il Presidente della Repubblica Giorgio Napoletano, che, in vacanza nello scorso mesi di agosto a La Maddalena, ha visitato i cantieri del programma di opere per la riunione del G 8 e ne è rimasto entusiasta.    Speriamo di esserne soddisfatti tutti quanti, visto che manca ancora un anno all'evento e le previsioni dell'&lt;a href="http://www.gazzettaufficiale.it/guridb/dispatcher?service=1&amp;amp;datagu=2008-03-21&amp;amp;task=dettaglio&amp;amp;numgu=69&amp;amp;redaz=08A02020&amp;amp;tmstp=1206197895587"&gt;ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri n. 3663 del 19 marzo 2008&lt;/a&gt; concernente i poteri di deroga al quadro normativo in tema di valutazione di impatto ambientale in favore del Commissario governativo delegato per la riunione del G 8 a La Maddalena prevedono evidenti limitazioni alla normativa sulla valutazione di impatto ambientale ed ampio ricorso al segreto di Stato. Come noto, le associazioni ecologiste Amici della Terra e Gruppo d'Intervento Giuridico hanno presentato il &lt;a href="http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/G_8_a_La_Maddalena_in_salsa_edilizio_cinese___1873466.shtml"&gt;ricorso&lt;/a&gt; del 21 marzo 2008 per le ampie possibilità di deroga al quadro normativo comunitario in materia di tutela ambientale e di disciplina degli appalti pubblici di opere e servizi.  Successivamente (7 aprile 2008) l'&lt;a href="http://www.monicafrassoni.eu/"&gt;on. Monica Frassoni&lt;/a&gt;, presidente del gruppo Verdi/A.L.E. al Parlamento europeo, presentava un'&lt;a href="http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/Interrogazione_al_Parlamento_europeo_sulle_opere_per_il_G_8_a_La_Maddalena__1879339.shtml"&gt;interrogazione parlamentare&lt;/a&gt;. Vari sono i dubbi concernenti la legittimità del provvedimento in rapporto alla normativa comunitaria. In particolare, all'art. 5, sono previste disposizioni per la segretazione degli interventi. All'art. 8 sono previste ulteriori disposizioni in deroga alla disciplina dei termini e dei medesimi effetti della normativa sulla V.I.A., della valutazione di incidenza ambientale e del piano paesaggistico regionale.    E, addirittura, "nelle more del procedimento di valutazione d'impatto ambientale il  soggetto attuatore, di cui al comma 5, e' autorizzato a procedere agli  affidamenti dei lavori, espressamente riservandosi il potere di imporre al  soggetto  affidatario  le  eventuali  prescrizioni  che dovessero    essere   impartite   successivamente   all'esito   della valutazione  d'impatto  ambientale, consentendo, altresi', l'apertura dei  cantieri e l'inizio delle opere compatibilmente con le esigenze ambientali" (comma 9°).    Qui paiono venir meno anche i principi fondamentali delle disposizioni comunitarie (direttive n. 97/11/CE e n. 85/337/CEE) e nazionali (decreto legislativo n. 152/2006 e successive modifiche ed integrazioni)  in materia che vincolano la realizzazione degli interventi assoggettati a V.I.A. alla positiva conclusione del relativo procedimento.  I progetti di interventi turistico-immobiliari e/o di trasformazione urbanistica di tali dimensioni devono essere sottoposti al preventivo e vincolante procedimento di verifica preventiva - "screening" (direttiva n. 97/11/CE, allegato II, 10, lettera b, e punto 12, lettera c). L'area in argomento, come l'intero territorio comunale ricade nel parco nazionale dell'Arcipelago della Maddalena (legge n. 10/1994; D.P.R. 17 maggio 1996), nel sito di importanza comunitaria (SIC) "Arcipelago della Maddalena" (direttiva n. 92/43/CEE). Inoltre è tutelata con specifico vincolo paesaggistico (decreto legislativo n. 42/2004 e s.m.i.), mentre la fascia costiera dei mt. 150 dalla battigia marina delle Isole della Maddalena e di S. Stefano è, comunque, tutelata con vincolo di conservazione integrale (legge regionale n. 23/1993). Nel giugno scorso Il Commissario europeo Stavros Dimas, a nome della Commissione, aveva risposto all'&lt;a href="http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/Interrogazione_al_Parlamento_europeo_sulle_opere_per_il_G_8_a_La_Maddalena__1879339.shtml"&gt;interrogazione parlamentare&lt;/a&gt; presentata dall'&lt;a href="http://www.monicafrassoni.eu/"&gt;on. Monica Frassoni&lt;/a&gt;, presidente del gruppo Verdi/A.L.E.  relativamente alle potenziali deroghe alla normativa comunitaria sulla valutazione di impatto ambientale e sulla pubblicità delle opere determinata dalla nota ordinanza del marzo 2008.  Il Commissario all'ambiente Dimas aveva confermato che la Commissione europea sta prendendo in esame, in seguito a ricorso ecologista, il contenuto dell'ordinanza e che "qualora venga riscontrata una violazione della normativa comunitaria, la Commissione non esiterà ad avvalersi dei poteri che le sono stati conferiti dal trattato CE per garantire che l'Italia attui adeguatamente tale normativa". La &lt;a href="http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/La_Commissione_europea_esamina_i_lavori_per_il_G_8_a_La_Maddalena__1903270.shtml"&gt;Commissione europea&lt;/a&gt; ha assicurato tempi quanto più possibile contenuti per il pronunciamento sulla vicenda, anche perché sono già stati autorizzate tre nutrite serie di interventi durante altrettante conferenze di servizi (7 e 29 maggio 2008, 29 settembre 2008).  Un ultima considerazione.  Siamo tutti certi - anzi certissimi - che il Presidente della Regione Renato Soru e il Commissario delegato Guido Bertolaso vogliano fare del loro meglio per salvaguardare e migliorare le condizioni ambientali ed ecologiche dell'Arcipelago della Maddalena in occasione della riunione del G8. Per questo si comprende ancor meno la necessità di prevedere così forti deroghe alla normativa comunitaria sulla valutazione di impatto ambientale e sul diritto all'informazione ambientale. Questo è quello che dice l'ordinanza del Presidente del Consiglio dei Ministri del marzo 2008 e queste possibilità di deroga proprio non convincono. Ora la Commissione europea potrà avere tutte le informazioni necessarie per verificare se la normativa comunitaria è rispettata o meno.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Amici della Terra &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Gruppo d'Intervento Giuridico&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-4049091500331378358?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/4049091500331378358/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=4049091500331378358' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/4049091500331378358'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/4049091500331378358'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/riunione-g8-la-maddalena-avanti-tutta.html' title='Riunione G8 a La Maddalena avanti tutta'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-4598615592797934259</id><published>2009-04-10T12:20:00.001+02:00</published><updated>2009-04-10T12:21:59.296+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tecnologia'/><title type='text'>Lo sviluppo di Internet e l'informazione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La notizia è che si è avuto un «Record assoluto per i quotidiani online di Corriere della Sera e Gazzetta dello Sport che nel mese di settembre hanno fatto segnare il più alto numero di lettori di sempre: 11,6 milioni di utenti per il Corriere e 7,7 per la Gazzetta con una crescita rispetto allo stesso mese dell’anno precedente rispettivamente del 33 e 35%». «Settembre da primato per Repubblica.it, con 627 milioni di pagine viste (dato Nielsen Sitecensius) stabilisce un nuovo record assoluto confermandosi il primo sito di informazione in Italia con 12,1 milioni di utenti unici…».Risultati eccezionali per il sito del Sole 24 ore a settembre sia in termini di pagine viste» (oltre 52 milioni, +95% rispetto a settembre 2007), «sia per quanto riguarda il numero degli utenti (superata quota 7,2 milioni, + 66% sull’anno passato).Con le nostre 400mila pagine viste al mese non possiamo certo competere con questi colossi dell’informazione generalista che fanno oggi a gara per conquistarsi un mercato pubblicitario ancora limitato, ma proprio per questo potenzialmente enorme, possiamo però interrogarci ancora una volta sul ruolo dell’informazione e su quello che alcuni esperti definiscono information overload (sovraccarico di informazioni). Concordiamo con Clay Shirky che oggi ci troviamo di fronte non tanto a un sovraccarico di informazione, ma a un fallimento del sistema dei filtri dell’informazione: «è proprio l’urgente bisogno di filtrare, classificare e gestire l’informazione ad aver creato le vaste opportunità che sono state colte da Google» scrive oggi Luca De Biasi su Nòva.Attenzione. Fermo restando la necessità di discernere l’informazione corretta nel mare magnum dell’informazione internet, il rischio che si paventa è che la risposta migliore che sapremo dare a questo problema sarà quella di demandare a un sistema – sicuramente il più evoluto e perfetto ma pur sempre perfettibile – la scelta dell’informazione corretta. Google con il suo Googlenews ci sta provando ed è bene allora svelare qualche esempio pratico, vissuto sulla nostra pelle: Una buona percentuale dei lettori di greenreport arriva proprio da Googlenews secondo precisi parametri, tra cui il principale è: il numero di siti su cui quella stessa notizia appare. Ciò significa che nel momento in cui greenport lancia in rete una notizia esclusiva non finirà mai nelle posizioni nobili di googlenews perché è l’unico giornale ad averla, così come il diverso taglio, l’approfondimento, l’intervista… non viene “capita” dalla macchina e indicizzata al pari magari di un lancio di agenzia. Non solo. Ciascun sito ha un proprio valore (page rank) che si guadagna con gli anni, con il numero di link di rimando, con il linguaggio di programmazione più o meno leggibile dagli spider di programmazione e da migliaia di altre variabili tecniche … Ebbene, un paradosso frutto di questa “gestione dell’informazione” demandata a Google è che molto spesso su googlenews appare prima (o soltanto) la notizia che ha anche greenreport ma che noi successivamente abbiamo passato anche a un altro sito internet di cui siamo fornitori di contenuti.Se questo è il futuro del giornalismo, o meglio dell’informazione, c’è di che esserne tremendamente preoccupati, a meno di non investire davvero sulla formazione di ciascun individuo per far sì che la semplificazione totalizzante non prevalga sulla necessità di sintesi (la capacità di sintesi, non è innata, va educata) che aiuti a comprendere l’informazione scientifica e quella ambientale, perché la sintesi pretende sempre conoscenza, studio e preventivo approfondimento. Ma anche perché la sostenibilità pretende una visione d´insieme, olistica, dunque complessa e complessiva per definizione. Torna in mente la geniale riflessione di alcuni giorni fa di Michele Serra su Repubblica secondo cui «La nostalgia (molto diffusa) della maestra unica è la nostalgia di un´età dell’oro (irreale, ma seducente) nella quale la nefasta "complessità" non era ancora stata sdoganata da intellettuali, pedagogisti, psicologi, preti inquieti, agitatori politici e cercatori a vario titolo del pelo nell’uovo. Una società nella quale il principio autoritario era molto aiutato da una percezione dell’ordine di facile applicazione, nella quale il somaro era il somaro, l´operaio l’operaio e il dottore dottore. Una società che non prevedeva don Milani, non Mario Lodi, non Basaglia, ovviamente non il Sessantotto, e dunque, nella ricostruzione molto ideologica che se ne fa oggi a destra, è semplicemente caduta vittima di un agguato "comunista"».Per arrivare a concludere che «Se la parola-totem della sinistra, da molti anni a questa parte, è "complessità", a costo di far discendere da complesse analisi e complessi ragionamenti sbocchi politici oscuri e paralizzanti, comunque poco intelligibili dall’uomo della strada, quella della destra (vincente) è semplicità».Seppur abbagliante e in un certo senso rassicurante, anche Serra indulge tuttavia in una eccessiva semplificazione. La sua riflessione non coglie, infatti un punto fondamentale, e cioè che c’è una parte della sinistra, compresa quella ipermoderata che è passata dalla complessità alla semplificazione propria della pubblicità, in modo opposto e speculare alla destra. Del tipo “Ci sono troppi rifiuti? La soluzione è la decrescita e consumi più sobri, assieme alla raccolta differenziata spinta”, come se con una bacchetta magica si potesse cambiare gli stili di vita di milioni di persone, le linee di produzione industriali e l´azione del mercato, traducendo in realtà la drastica semplificazione che invece non può che rimanere un’arma di comunicazione di marketing, che Silvio Berlusconi ha introdotto e che usa in maniera esemplare.Guarda caso ieri il premier ha annunciato che d’ora in avanti governerà sempre di più a colpi di decreti legge «anzi imporrò al parlamento l’approvazione entro due mesi dei decreti che riterrò necessari per governare il Paese». C’è da giurare che sarà molta la “gente” (non a caso Stefano Bartezzaghi inserisce questa voce apparentemente neutra «nel vocabolario ormai egemone della destra») che interpreterà questo pseudo-discorso “dei bivacchi” come il decisionismo che mancava, come l’iniziativa che finalmente metterà fine alla casta. E forse anche ai “bivacchi” parlamentari. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-4598615592797934259?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/4598615592797934259/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=4598615592797934259' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/4598615592797934259'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/4598615592797934259'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/lo-sviluppo-di-internet-e-linformazione.html' title='Lo sviluppo di Internet e l&apos;informazione'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-8751371530567702898</id><published>2009-04-10T12:14:00.001+02:00</published><updated>2009-04-10T12:19:24.300+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>Consapevolizzare, redistribuire, motivare: la ricetta di Silvestrini per Kyoto</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il direttore scientifico del Kyoto Club Gianni Silvestrini, nel suo ultimo editoriale, torna a parlare delle strategie energetiche del nostro paese e fissa tre azioni che un governo “motivato” potrebbe avviare subito per ottenere risultati importanti. Una risposta in qualche modo anche al ministro Prestigiacomo e compagni, pur Silvestrini mai citandoli e alzando il tiro al livello europeo. «Il dibattito sulle politiche per l’efficienza energetica e le fonti rinnovabili in questo momento - comincia Silvestrini - è molto condizionato dalla fase di trattative tra i vari Paesi per definire gli obbiettivi europei al 2020. Poiché un numero sempre maggiore di Paesi ha ormai compreso e dichiarato che occorre muoversi verso tagli delle emissioni del 50-60% entro la metà del secolo, si comprende che in prima battuta l’aumento dell’efficienza energetica sarà determinante ed è una delle gambe delle future strategie energetiche». «Secondo l’ultimo rapporto dell’Agenzia internazionale dell’Energia – prosegue - che ha esplorato le possibilità di dimezzare le emissioni climalteranti al 2050 (scenario Blue), una percentuale molto elevata delle riduzioni, il 36%, sarebbe ottenibile proprio grazie a un aumento dell’efficienza energetica negli usi finali». Ma come operare per avviare, si chiede il direttore scientifico del Kyoto Club, un percorso di così radicali cambiamenti nell’utilizzo dell’energia? Tre, come detto, le azioni possibili.«Innanzitutto – spiega - far crescere la consapevolezza della gravità della situazione, motivare le persone, coinvolgere profondamente operatori privati e istituzioni locali. Senza questa partecipazione corale ogni tentativo di modificare l’attuale modello risulterà perdente. Serviranno campagne di informazione, un’azione forte nelle scuole, strumenti di indirizzo dei comportamenti».«In secondo luogo – aggiunge - occorrerebbe una diversa distribuzione delle risorse pubbliche e private. Quindi investimenti mirati a potenziare il trasporto pubblico, la rete ferroviaria e il cabotaggio, a creare una rete ciclabile nazionale, a ripensare il trasporto merci nelle città. Un’azione di governo illuminata può inoltre favorire gli investimenti privati in aree considerate strategiche per la gestione del cambiamento. Per esempio, stimolando la creazione di un’industria delle fonti rinnovabili, dell’efficienza energetica, della mobilità sostenibile».«In terzo luogo – conclude - un Governo motivato e autorevole dovrebbe anche usare in maniera intelligente la leva degli obblighi e dei divieti. Ad esempio impedendo la vendita di elettrodomestici ad alto consumo, chiudere il centro delle città, garantire livelli certi di raccolta differenziata, definire limiti rigorosi nella costruzione degli edifici».Tutto azioni possibili – osserviamo noi - a patto di avere un governo “illuminato”, appunto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-8751371530567702898?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/8751371530567702898/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=8751371530567702898' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/8751371530567702898'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/8751371530567702898'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/consapevolizzare-redistribuire-motivare.html' title='Consapevolizzare, redistribuire, motivare: la ricetta di Silvestrini per Kyoto'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-8490154159079061714</id><published>2009-04-10T12:10:00.002+02:00</published><updated>2009-04-10T12:13:35.833+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tecnologie'/><title type='text'>La natura giuridica di Internet</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La proprietà di Internet non appartiene ad alcun soggetto giuridico e questo lo rende debole ma allo stesso tempo forte. La domanda che ha messo in campo George Orwell nel 1948 con il suo romanzo 1984, implica l'impegno ad una risposta che cerchi di comprendere il rapporto della PA (in senso soggettivo costituita primariamente dagli organi e uffici dello Stato che dipendono dal governo) con i governati-cittadini attraverso l'utilizzo delle ICT. È evidente che l'antinomia principale è quella tra 2 forme di Stato diametralmente opposte: il totalitarismo e la democrazia. Nella realtà del 2008 il tecnocontrollo non può prescindere dal considerare il ruolo di Internet. Accanto al riconoscimento facciale e comportamentale, al riconoscimento del parlato nelle comunicazioni telefoniche, all'analisi semantica e del contesto, ai database biometrici, la privacy deve fare i conti con i tentativi degli Stati nazionali di limitare la libertà offerta dalla Rete delle Reti. Per distinguere un immediato controllo da una coordinata governance, evitando di stabilire un'identità tra opposizione dissenziente e pericolo istituzionale, occorre partire dalla natura giuridica di Internet. Internet non è giuridicamente oggetto di proprietà da parte di un soggetto giuridico definito e da questo deriva sia la forza che la debolezza della "Rete di Reti": non avendo proprietari gode di indipendenza rispetto a qualsiasi controllo esterno essendo acefala consente la presenza anarchica di qualsiasi soggetto senza distinzione rispetto alle finalità perseguite. Gli organismi internazionali come ISOC (Internet Society, associazione senza fini di lucro, aperta a tutti, dedicata al continuo sviluppo della rete Internet), IAB (Internet Architecture Board, organismo tecnico di supervisione dei protocolli di rete e di comunicazione), IETF (Internet Engineering Task Force, organismo che definisce gli standard operativi per i protocolli di trasmissione su Internet, come ad esempio quelli del TCP/IP. Tale organismo viene controllato da IAB) non sono responsabili della gestione della Rete. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Questo contesto può rivelarsi positivo di fronte a situazioni dove il controllo potrebbe negare la libertà di pensiero. Le principali posizioni dottrinarie in relazione alla natura giuridica di Internet sono 3:&lt;br /&gt;- Internet è un metaterritorio e quindi transnazionale rispetto ai governi;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- nternet è sovranazionale e quindi implica una governance; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;- Internet è un cyberspazio e quindi la libertà è il suo fondamento.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La prima mette in evidenza la soluzione tecnica, la struttura logica della Rete: Internet è un luogo virtuale e quindi "meta" rispetto agli Stati (mentre il territorio classicamente definito dal diritto costituzionale comprende dei confini); la seconda, partendo dal procedimento di telecomuncazione a livello planetario, ritiene che sia necessaria una metapolitica che superi gli attuali Statuti nazionali e consenta di stabilire delle regole condivise; la terza - enunciata nella "Dichiarazione di Indipendenza del Cyberspazio" da John Perry Barlow a Davos nel 1996 - non riconosce alcuna categoria giuridica tradizionale e respinge qualsiasi forma di controllo se non il semplice rispetto della netiquette. Sapere che natura giuridica ha Internet non è una questione accademica ma molto pratica e concreta: la risposta consente, infatti, di ottenere soluzioni ad altri problemi posti dalla Rete stessa come l'individuazione della legge applicabile per la regolamentazione della Rete e l'identificazione del foro competente in caso di conflitti di interessi nel suo ambito. Dal 12 al 15 novembre 2007 si è svolto l'&lt;a href="http://www.igfbrazil2007.br/index.htm" target="_blank"&gt;Internet Governance Forum&lt;/a&gt; sotto l'egida dell'ONU e a cui hanno partecipato oltre mille rappresentanti di governi, industria e società civile, provenienti da 109 paesi del mondo. La delegazione italiana, in rappresentanza del Comitato sulla governance di Internet nominato dal ministro per le Riforme Luigi Nicolais, ha organizzato un dibattito coordinato da Stefano Rodotà e incentrato sulla proposta di una carta costituzionale dei diritti in Rete. Anche se da Rio è emerso che ancora circa 4 miliardi di persone sono escluse dall'accesso e quindi la lotta al digital divide è un problema di rilievo, quello della governance assume importanza per evitare da un parte lo spettro del controllo della libertà attraverso la censura delle voci che si oppongono civilmente a chi ha qualche forma di potere nel mondo reale e dall'altra la sua utilizzazione incontrollata e criminale (vedi la pedofilia o il riciclaggio di denaro sporco). Il nucleo del discorso deve fare riferimento non tanto allo strumento ma bensì ai contenuti e all'interazione tra gli utenti che comunicano attraverso lo strumento della Rete. Internet resta il "motore" della società della informazione, ossia il trasmettitore accelerato - rispetto ai mezzi precedenti - delle informazioni. La Rete, nata deregolamentata e limitata all'ambito militare e scientifico, coinvolge oggi ogni aspetto della vita civile e commerciale e, rispetto ai contenuti, accanto a chi sostiene l'estendibilità della regolamentazione vigente allo spazio virtuale c'è chi invece pone la necessità di una legislazione specifica. La Governance della Rete determina i limiti dell'utilizzo della Rete: ma chi deve porre questi limiti? In Cina, Birmania e Arabia Saudita anche la posta elettronica è soggetta al controllo degli Stati. A Rio la Governance è stata invece definita come il contributo paritario che molti soggetti differenti (dalle imprese, alle università, alle organizzazioni della società civile, ai governi) danno allo sviluppo della Rete e quindi della sua efficacia ed efficienza. Accanto ad un accordo sulle regole tecniche di comunicazione occorre un "Bill of Rights" condiviso per il riconoscimento dei diritti di soggetti singoli e associati. A Rio è stata approvata la "Carta dei Diritti" presentata dall'Italia come bozza di discussione per la sua approvazione definitiva al prossimo vertice del 2009 a New Delhi. Con la Carta si parte non tanto dalla restrizione delle regole, ma dal riconoscimento dei diritti e dei doveri: la garanzia delle libertà e non la loro restrizione. Di fronte alla rete Internet, che non conosce confini statuali, occorre partire dall'affermazione che i diritti individuali (la libertà di espressione, di salvaguardia dei dati personali, di parità di genere, di associazione) hanno valore universale e quindi non sono relativizzabili a contesti e regimi a carattere ideologico, religioso o etnico. Secondo Fiorello Cortiana - Consulta sulla Governance di Internet - «Internet è il più grande Spazio Pubblico che l'umanità abbia mai conosciuto, e credere che esso possa essere uno spazio "extra legem" o che riguardi solo le giurisdizioni dei singoli Stati non è una questione opinabile tra differenti punti di vista. Già oggi le diverse giurisdizioni nazionali normano, la rete e diverse corporation cercano di definire e condividere modalità tecnologiche e standard, così si danno regole di forma e de facto».&lt;br /&gt;La Rete come impresa collettiva cognitiva non può essere soggetta ad un tecnocontrollo. In contesti di regimi autoritari va difeso l'anonimato, mentre in regimi democratici lo spamming può rappresentare una grave violazione alla privacy. Occorrono pertanto sia l'uso e l'adeguamento di strumenti quali i Protocolli tra Stati sotto l'egida dell'ONU, sia strumenti concordati tra imprese, sia Risoluzioni e Carte dei Diritti approvati da organismi sovranazionali cui fanno riferimento aree regionali del pianeta, come l'Unione Europea. 'Vorrei fare a questo punto un esempio che definire "inquietante" non è fuori luogo. Il tracciamento e la conservazione delle comunicazioni in Rete (data retention) operata da Google con la registrazione di ogni tipo di ricerca effettuata dagli utenti può consentire un utilizzo di questi dati da parte di soggetti in qualche modo interessati a conoscere le nostre idee e stili di vita. Per quanto tempo Google conserva questi dati? Chi vi ha accesso? È possibile chiederne la cancellazione? Inoltre, in cambio di alcune informazioni personali, Google fornisce gratuitamente una serie di servizi e sta a noi decidere se lo scambio richiesto sia vantaggioso. Alle proteste dell'Unione Europea attraverso il &lt;a href="http://ec.europa.eu/justice_home/fsj/privacy/workinggroup/index_en.htm" target="_blank"&gt;Gruppo di lavoro Art.29&lt;/a&gt;, Google ha risposto rendendo anonimi i log delle sessioni online degli utenti dopo 18 mesi dalla raccolta e lasciando scadere i cookies dopo due anni dalla somministrazione. Non bisogna pensare al Grande Fratello come ad un nemico esterno; piuttosto alla somma della nostra incuria e di quella delle istituzioni nel difendere la nostra privacy e le nostre libertà individuali, che lasciano il campo aperto ai poteri commerciali, politici, criminali, che non se ne curano o che vogliono distruggerle.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-8490154159079061714?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/8490154159079061714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=8490154159079061714' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/8490154159079061714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/8490154159079061714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/la-natura-giuridica-di-internet.html' title='La natura giuridica di Internet'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-5446172443420545108</id><published>2009-04-10T12:05:00.000+02:00</published><updated>2009-04-10T12:08:27.505+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>Fotovoltaico, rifinanziati i bandi per scuole ed enti pubblici</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Otto milioni di euro per il solare e il fotovoltaico. Rifinanziati dal ministero dell’ambiente i bandi – promossi dal precedente governo - a sostegno dell’energia solare che hanno già avuto positivi riscontri. Dopo il boom di domande pervenute con il bando rivolto alle piccole e medie imprese, altrettanto consistente è stata la risposta degli enti pubblici ai bandi che finanziano l’installazione di impianti fotovoltaici e solari termici negli edifici. In particolare sono state rifinanziate le misure: "Il sole nelle scuole", "Il sole negli enti pubblici" e "Impianti fotovoltaici di alto pregio". In una nota del ministero viene poi spiegato che sono state aperte nuove possibilità di partecipazione ai bandi: Misura 1 - "Il sole negli enti pubblici"; Misura 2 - "Il sole a scuola". La dotazione finanziaria aggiuntiva per i bandi è rispettivamente di 2 milioni di euro e 5 milioni di euro. E’ quindi possibile inoltrare le relative istanze secondo le modalità indicate nei bandi scaricabili dal sito del ministero www.minambiente.it – Home page: Bandi. E’ stata inoltre rifinanziata per 1 milione di euro anche la Misura 3 - "Impianti fotovoltaici di alto pregio" - per il quale però si effettuerà lo scorrimento della graduatoria delle istanze già pervenute. Una buona notizia, quindi, quella del rifinanziamento dei bandi, visto che questo governo non ha ancora un piano energetico (se ne parlerà ad anno nuovo, forse) e che per quanto riguarda i finanziamenti ha scelto di non scegliere ovvero – apparentemente – di darli a pioggia: alle rinnovabili certo, ma anche al nucleare, come fossero la stessa cosa. Ma i finanziamenti non sono infiniti ed è così che in questa fase investire su una tecnologia che non ha risolto alcuno dei suoi problemi (costi, tempi e scorie in primis) come il nucleare, significa comunque non impiegarli in azioni più cogenti come per le rinnovabili stesse (chi dice che non si possano finanziare ulteriormente) e per l’efficienza e il risparmio energetico, una volta ritenuto il più grande giacimento.Dice infatti il ministro Stefania Prestigiacomo a proposito del rifinanziamento dei bandi: «La scelta del Governo a favore delle energie rinnovabili è forte e irreversibile ed il successo dei bandi ha indotto opportunamente un rifinanziamento di queste iniziative che rappresentano solo una parte del programma a sostegno delle energie alternative. Riteniamo infatti che solare e fotovoltaico, assieme alle altre rinnovabili debbano essere in futuro parte integrante e rilevante del mix energetico dell’Italia del futuro, nell’ottica, perseguita anche attraverso la opzione nucleare, di incrementare in maniera decisiva la produzione di energia pulita, a zero emissione di gas serra».&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-5446172443420545108?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/5446172443420545108/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=5446172443420545108' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/5446172443420545108'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/5446172443420545108'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/fotovoltaico-rifinanziati-i-bandi-per.html' title='Fotovoltaico, rifinanziati i bandi per scuole ed enti pubblici'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-4893501085357386046</id><published>2009-04-10T12:01:00.001+02:00</published><updated>2009-04-10T12:04:27.877+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Consigli per l'ambiente e per il proprio portafoglio, l'energia elettrica fotovoltaica</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Un impianto fotovoltaico è un impianto che trasforma l'energia solare in energia elettrica. Allo stato attuale installare un impianto fotovoltaico, oltre che essere utile a ridurre le emissioni nocive, è vantaggioso per almeno tre motivi: risparmio in bolletta, incentivo Conto Energia, finanziamenti regionali. Gli impianti fotovoltaici connessi alla rete elettrica riversano la corrente che producono nella rete (conteggiata da apposito contatore reversibile che rileva i KWh immessi alla rete), e pertanto questa viene scontata dal consumo dell'utente.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;IL RISPARMIO IN BOLLETTA&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;È proprio questo il primo vantaggio che si ottiene dall'installazione di un impianto fotovoltaico. La corrente prodotta dall'impianto viene detratta dai consumi. Quindi, se si dimensiona un impianto in modo che la produzione annua media, che può essere stimata in maniera molto precisa già in fase diprogettazione, coincida con il consumo annuo medio (calcolando la somma dei Kwh, cioè "scatti di corrente", consumati in 12 mesi), le bollette arriveranno ad avere un costo zero. Non è conveniente installare un impianto fotovoltaico sovradimensionato rispetto al fabbisogno annuo, in quanto la corrente prodotta in eccesso non viene retribuita in alcun modo dall'Enel, ma va a creare un credito dienergia che entro tre anni si estingue. È chiaro che in quel caso questo credito andrà inevitabilmente perso. Gli impianti fotovoltaici si dimensionano quindi in base al fabbisogno annuo di corrente espresso in kilowattore (scatti di corrente, in bolletta), e non in base al picco di corrente utilizzato nell'utenza (i più diffusi sono da 3 kwp, o 4,5 kwp nelle utenze domestiche), nè in base ad altri fattori.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'INCENTIVO STATALE "CONTO ENERGIA"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il secondo vantaggio consiste nell'incentivo Conto Energia(&lt;a href="http://www.altrenergie.it/private/ContoEnergia.htm"&gt;http://www.altrenergie.it/private/ContoEnergia.htm&lt;/a&gt;), che premia per 20 anni con una tariffa molto conveniente la corrente prodotta dagli impianti fotovoltaici. Significa che per ogni kilowattora prodotto dall'impianto fotovoltaico, verranno riconosciuti nel conto corrente dell'utente una cifra che può variare tra 0,36 e 0,49 euro. Sono previste infatti tariffe variabili in base alla dimensione dell'impianto (premiati maggiormente quelli compresi tra 1 e 3 Kwp) e in base alla loro integrazione o meno nella struttura architettonica che li ospita. Sono previsti ulteriori aumenti della tariffa in alcuni casi specifici. Tutti questi incentivi sono, ovviamente, esentasse. Le tariffe incentivanti non sono cumulative con il regime di detrazione IRPEF. Dopo il ventesimo anni di vita, inoltre, l'incentivo termina ma l'impianto continua a produrre energia elettrica e quindi risparmio. I moduli fotovoltaici sono garantiti per 25 anni sulla resa e l'attesa di vita di un impianto, a regime, è di almeno 30 anni.FINANZIAMENTI REGIONALI CUMULABILI CON GLI INCENTIVI STATALI.Inoltre, a brevissimo, nei prossimi giorni, la Regione aprirà un bando di finanziamento per gli impianti fotovoltaici per utenze domestiche. Siccome le tariffe incentivanti del Conto Energia possono essere cumulabili con incentivi pubblici in conto capitale nella misura massima del 20%, il tetto massimo di questo bando è per l'appunto il 20%. &lt;a href="http://www.regione.sardegna.it/j/v/13?s=95408&amp;amp;v=2&amp;amp;c=3&amp;amp;t=1"&gt;http://www.regione.sardegna.it/j/v/13?s=95408&amp;amp;v=2&amp;amp;c=3&amp;amp;t=1&lt;/a&gt; Questo significa un abbattimento dei costi iniziali e pertanto una ancora maggiore convenienza dell'investimento economico.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;FINANZIAMENTI "A COSTO ZERO"&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Per poter evitare il costo iniziale, inoltre, quasi tutti gli istituti di credito, negli ultimi anni, convinti dalla validità dell'investimento economico nel fotovoltaico grazie al risparmio in bolletta ed al Conto Energia, hanno creato dei prodotti finanziari che permettono che l'impianto sia a costo zero per l'utente: questo avviene attraverso un mutuo, le cui rate non vengono pagate dall'utente ma, negli anni, dalla produzione stessa dell'impianto. &lt;a href="http://www.personalenergy.it/finanziamenti.htm"&gt;http://www.personalenergy.it/finanziamenti.htm&lt;/a&gt; Tra tutti &lt;a href="http://www.bancaetica.com/Default.ep3"&gt;Banca Etica&lt;/a&gt;, che per sua natura finanzia gli investimenti sostenibili quali l'energia solare, pratica dei tassi inferiori rispetto alla media di mercato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-4893501085357386046?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/4893501085357386046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=4893501085357386046' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/4893501085357386046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/4893501085357386046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/consigli-per-lambiente-e-per-il-proprio.html' title='Consigli per l&apos;ambiente e per il proprio portafoglio, l&apos;energia elettrica fotovoltaica'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-1667151265395510408</id><published>2009-04-10T11:55:00.002+02:00</published><updated>2009-04-10T12:01:07.383+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Il lavoro uccide l'uomo, letteralmente</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Più in alto sali sui ponteggi e più le vite da cantiere ti sembrano storte. Più le guardi, dalle piattaforme, dai piloni, dalle travi di acciaio, dalle passerelle che scricchiolano e danzano come ballerine scalze sotto le suole indurite degli scarponi, e più la paura ti sbatte addosso la sua cupa ombra. Lo stesso schiocco di qualcosa che si crepa e poi cede. Milano, le quattro del pomeriggio. Una pioggia sottile cade sugli edifici squadrati della Bicocca. No, non sono "gli uomini su trave" di Charles C. Ebbets questi operai che camminano sullo scheletro di un palazzo in fondo a viale Piero e Alberto Pirelli. Degli undici lavoratori immortalati nella mitica fotografia "Lunch a top a skyscraper" mentre pranzano su una putrella a 244 metri d'altezza, al 69° piano del Rockefeller Center, questi non hanno le coppole né i sorrisi incoscienti. Sotto di loro non ci sono le strade della New York del 1932, in pieno slancio post Grande Depressione: sotto di loro c'è un torvo caposquadra calabrese. Un omone ruvido, con pochi capelli e un vocabolario greve. "Allora, testa di c..., la portiamo su sta roba o no?", grida a un manovale romeno anche lui stempiato. "Sì capo", fa lui aggrottando le sopracciglia. Vorrebbe mandarlo a quel paese, ma non può perché lavora in nero, e in nero e per cinque euro rischia la vita. La maglietta verdone stinto. Con sopra disegnate due ali angeliche e la scritta Fbi. I jeans, i guanti. Basta. Capelli a spazzola scuri. Ma come?, le teste di chi lavora in cantiere non dovrebbero essere tutte uguali? Cioè: una calotta di plastica rinforzata, quasi sempre gialla. Se qui alla Bicocca, a Milano, in Italia, si rispettassero le norme di sicurezza, se qualcuno (l'impresa) le imponesse ai dipendenti e qualcun altro (lo Stato, gli ispettori dell'Asl, dell'ufficio del lavoro, le forze dell'ordine) controllasse se questo avviene, il romeno Adrian e il suo capoccia - lavora anche lui, certo - a vederli dalla pancia del cantiere o dall'alto dovrebbero sembrare tanti play mobil. E invece no. Ognuno qui lavora in totale libertà: senza casco, senza cinture. Si arrampicano come uomini ragno sulla facciata, abbracciano tavole di ferro, botole, pali lunghi due metri. Li fissano dentro la morsa dei cavi d'acciaio. A venti metri da terra. Ancora dieci metri e fanno la piattaforma sospesa nel vuoto di Barberino del Mugello. Fanno la morte. Se voli giù da queste altezze nemmeno ai miracoli ti puoi aggrappare. Vederli camminare tra i correnti del ponteggio, contare i passi degli schiavi dell'edilizia mentre si muovono attraversando in larghezza i piani. I dettagli, allora. Quelli sì diventano importanti. C'è un piano. Non tutto ma una buona parte. Saranno una decina di metri, i più esposti al vento che adesso tira e solleva la calce e rovescia i teli di plastica che coprono gli attrezzi da lavoro, una betoniera, la carriola, un blocco di casseforme. Su questo piano mancano le "mantovane", che sarebbero le barriere contro la caduta di massi, mattoni o altro. A volte la vita te la salva un parapiede. Ma quando c'è da tagliare sui costi la prima cosa su cui si taglia è la sicurezza. E la manodopera. Altro che cartellini, altro che metal detector nei cantieri, o i carabinieri. "L'esercito, i paracadutisti, perché non li mandano dove vedono queste porcherie sui ponteggi" dice un anziano signore che passa qui di fronte e piega verso l'università nel silenzio che nel tardo pomeriggio avvolge i viali perpendicolari del quartiere Pirelli. Siamo alla Bicocca, la Défense di Milano. Il futuro prima del futuro, i grattacieli degli uffici, la cittadella universitaria. Mica un cantiere sperduto dell'hinterland. "Questo governo sta dando l'idea di allentare la vigilanza sui cantieri - ragiona Paola Agnello Modica della segreteria nazionale della Cgil, esperta di sicurezza - In un paese in cui i furbi sono considerati ganzi, la vigilanza, i controlli servono ancora di più. E invece che succede? Succede che coi tagli alla Sanità ci sarà una bella riduzione dei dipartimenti di prevenzione delle Asl, vale a dire quelli che fanno vigilanza preventiva nei luoghi di lavoro". Non ha un granché del ganzo, il capoccia che spara ordini a Adrian e agli altri operai. Lo sarà, forse, l'imprenditore che lo ha messo lì a comandare. Chissà se, banalmente, si rende conto che con le passerelle rese scivolose dalla pioggia il rischio di volare nel vuoto aumenta. Chissà cosa pensa se e quando legge da qualche parte che, nel 2007, 1260 persone non sono più tornate a casa dal lavoro (1,370 è la media degli ultimi anni, nei quali c'è pur stato un lieve calo). Duecentotrentacinque croci, sempre l'anno scorso, nel solo settore delle costruzioni, di fatto il più pericoloso. Nei cantieri si muore soprattutto perché si cade (42,55%), perché si è travolti da mezzi meccanici (20,85%) o da materiali da lavoro (14,89%). Chi esce in posizione orizzontale dai bacini dove si costruisce ha in media 37 anni: e visto che in Italia campiamo in media 79,12 anni, l'incidenza delle morti bianche comporta una perdita di vita pari a 42 anni. "Il testo unico sulla sicurezza è purtroppo ancora inapplicato - dice Marco di Girolamo, segretario milanese della Fillea - Oggi nessuno controlla l'idoneità tecnico-professionale delle imprese che operano nei cantieri e quella dei lavoratori autonomi. E così il rischio di incidenti aumenta". Se ne fregano beatamente, delle leggi, quelli che lavorano e fanno lavorare ogni giorno in parziale o totale insicurezza. Se non ci credete fateci caso: quando siete in macchina e passate davanti a un cantiere "in chiaro" buttate l'occhio. È nettamente più probabile vedere operai, muratori, carpentieri, che non indossano il casco che il contrario. È un metodo empirico facile facile, ma rende l'idea. Lo specchio di quello che vedete sono le gelide statistiche sulle morti bianche e il lavoro nero: 15 mila morti in dieci anni. Quattro al giorno. Uno ogni sette ore. In Europa ogni 3,5 minuti muore un lavoratore. E noi siamo al primo posto tra i paesi con il nostro stesso livello di industrializzazione. Non fa ridere pensare che in Italia il lavoro uccide più della Guerra del Golfo: e non è una metafora. Periodo 2003-2006: 5252 italiani morti sul lavoro. Periodo 2003-2007: 3520 militari della nostra coalizione caduti nel conflitto mediorientale. Ce li teniamo stretti i nostri primati: così come i mercati delle braccia, la vendita di uomini schiavi che i caporali comprano per pochi euro l'ora e buttano nei cantieri. Vanno in scena ogni mattina all'alba, impunemente, questi mercati. L'edilizia in Italia da lavoro a 1,6 milioni di persone (parliamo solo di operai, manovali, muratori, carpentieri): stime attendibili dicono che quasi la metà lavorano in modo irregolare. E che il 42 % sono immigrati. Chi insegna la sicurezza a un manovale moldavo o boliviano che non spiccica una parola di italiano? Dov'è la formazione? Meglio sfruttarlo per pochi euro, in nero, zitto e lavora!, e se cade dal ponteggio, se l'impalcatura crolla, altri sono pronti a subentrare nella catena. E gli ispettori del lavoro? "L'ultima direttiva del ministro Sacconi li riduce a consulenti d'impresa - dice Walter Schiavello, segretario nazionale Fillea Cgil - e così non li mette in condizioni di reprimere eventuali irregolarità. Sono molto preoccupato per la deregolamentazione, l'allentamento delle sanzioni e dei controlli", aggiunge annunciando lo sciopero nazionale per martedì di tutto il settore edile. Dopo i morti del Mugello, nell'ennesimo triste giorno del cordoglio e delle dichiarazioni congiunte, guardi dall'alto il buco nero del lavoro che uccide. Potrebbe benissimo essere questo cantiere della Milano evoluta. Pensi agli "uomini delle travi" che settantasei anni fa a Manhattan mangiavano seduti nel vuoto a 244 metri d'altezza. Quell'immagine sta diventando l'icona della memoria di chi ha perso la vita lavorando. Loro almeno riuscivano a sorridere. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Gruppo d'Intervento Giuridico&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-1667151265395510408?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/1667151265395510408/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=1667151265395510408' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1667151265395510408'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1667151265395510408'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/il-lavoro-uccide-luomo-letteralmente.html' title='Il lavoro uccide l&apos;uomo, letteralmente'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-7706162924172679860</id><published>2009-04-10T11:18:00.001+02:00</published><updated>2009-04-10T11:54:55.496+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>Dalla città fossile ad Ecocity</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il 20° secolo ha segnato una svolta nella storia dell’architettura, perché nei luoghi dove petrolio, gas e materiali da costruzione diventavano di facile reperibilità, gli edifici hanno via via perso le caratteristiche dettate dalle diversità climatiche e regionali.Le ampie disponibilità di risorse di energia e di materiali hanno fornito piena libertà agli architetti e ai pianificatori urbani, eliminando la maggior parte dei vincoli di tipo climatico, geografico ed ecologico.E il risultato è stato l’uniformità globale dell’architettura e la città contemporanea è divenuto un sistema smisuratamente energivoro e a bassa efficienza, nel quale oggi si consuma il 75% dell’energia totale e dove si produce l’80% delle emissioni climalteranti, come ci ha recentemente spiegato Nicholas Stern nel suo ormai celebre rapporto al governo inglese ( ottobre 2006) .Fu Le Corbusier, nella sua carta d’Atene (1944), a formulare per primo la filosofia di una pianificazione delle “città fossili”, originate dalla grande disponibilità di petrolio e carbone, che hanno fatto nascere i centri industriali, intorno ai quali si sono addensate per anni generazioni di popolazione sfuggita alla miseria delle campagne e al sottosviluppo delle regioni povere. La suddivisione della città, pianificata da Le Corbusier in zone funzionali separate per le abitazioni, il lavoro, i negozi, il divertimento, ha creato le condizioni ottimali per un “uso di massa “dell’automobile, trasformando le città “a misura d’uomo”, in crescenti metropoli a misura di Chrysler, Volkswagen, Peugeot e Fiat.Verso la fine degli anni ‘80, tuttavia, il movimento del New Urbanism inizia a mettere in discussione questo modello di sviluppo “periurbano”, criticando pesantemente l’assetto delle moderne periferie, definendole un “sistema di parcheggio” degradato e anonimo, frutto di una concezione della pianificazione urbana fondata sugli assiomi energivori e inquinanti che stanno alla base della “Carta d’Atene”.Tuttavia, proprio in quel periodo, ha inizio la globalizzazione dei sistemi energetici con il progressivo allargamento delle reti e la trasformazione radicale del ciclo e delle strutture territoriali dell’industria; per molti di questi settori, tale trasformazione dei sistemi energetici permette di spostare le strutture centrali dell’industria in modo sempre più facile e veloce, persino al di là della capacità di adattamento della forza lavoro, costretta a una sempre crescente mobilità.E’ la prima volta, nella storia recente della città moderna, che vengono a incrinarsi i legami tra città e settori produttivi strategici dell’economia urbana.La nuova mobilità aziendale comincia a lasciare alle spalle gli abitanti delle megacittà nelle loro aree residenziali, da dove un tempo uscivano per andare a lavorare, a fare la spesa, a divertirsi.Senza sufficiente lavoro e reddito, la divisione in zone “funzionali” della città perde qualsiasi senso.Nel 1996 Ronald Fletcher porta a compimento un’imponente ricerca (pubblicata nel saggio “The limits of settlements growth) nel quale mette in evidenza le restrizioni culturali, politiche e tecnologiche che hanno condizionato il fenomeno dell’espansione della città, segnalando alla cultura urbanistica europea i guasti derivanti dai nuovi “miti dell’architettura”, che vedono nella città globale (modello acclamato dalla nuova economia finanziaria mondiale) e nell’indipendenza del progetto dal “luogo”, il nuovo Nirvana di una metamorfosi urbana che sembra ormai priva di ogni capacità di autocontrollo.Le tesi dell’economista ambientale Robert Costanza, esposte nel corso della 3° Conferenza dell’Isee (International society of ecological economics) a S. Josè di Costarica (1994), avevano tuttavia smentito che il mito della città-globale potesse sostituire quello della città-fossile, dal momento che già nel mese di ottobre di quello stesso anno, la Terra aveva esaurito la base energetica e di risorse naturali necessaria al suo sviluppo.La “metamorfosi urbana”, così come Fletcher aveva intuito, doveva dirigersi verso un altro modello di città ideale dal momento che proprio in quegli anni, erano venuti meno i tre principali assiomi sui quali, per oltre un secolo, si era retto il modello di città cosiddetto “fordista”, al quale Le Corbusier, per primo, aveva dato una forma e una logica urbana.Tali assiomi sono costituiti dal raggiungimento del picco del petrolio, sul quale si fonda il modello urbano della maggior parte delle metropoli del Terzo Mondo, in via di sviluppo; dalle modificazioni climatiche che, impongono, secondo i più recenti dati dell’ Ipcc una riduzione delle emissioni globali del 60% rispetto ai livelli registrati nel 1990; dall’enorme incremento di quelle “spese difensive” che Christian Liepert ( economista dell’Institut of Economic-ecological research di Berlino) aveva definito quelle connesse ad attività economiche per mezzo delle quali ci possiamo difendere dagli effetti collaterali indesiderati della crescita economica.E’ significativo che Liepert avesse scoperto che in Germania, tra il 1978 e il 1998, mentre il PIL era cresciuto del 50%, le spese difensive erano cresciute del 300%! Così come era altamente istruttivo che le ricerche svolte dall’architetto Soleri sulle metropoli americane avessero dimostrato che i grattacieli , in rapporto alla loro altezza (via via sempre crescente fino a raggiungere, oggi, l’apogeo nella torre di Dubai), rappresentassero delle “macchine” edilizie insostenibili per consumi energetici pro capite e per consumi di mobilità indotti.Lo scienziato Mc Granahan ha documentato alla Commissione europea (2007) che 300.000 europei nel 2005 sono morti a causa degli effetti prodotti dal solo inquinamento atmosferico nelle grandi e medie città europee.I costi “economici” di questa vera e propria “ strage” causata dall’organizzazione territoriale delle città-fossili europee sono elevatissimi e destinati a crescere in modo esponenziale se, in futuro, dovessimo pensare di sostituire le fonti fossili con la fonte “plutonio”, per alimentare la gigantesca domanda di energia che proviene dalle città occidentali in cui viviamo.Il passaggio dall’attuale arcaico regime energetico delle città a un modello urbano fondato sulle risorse ed energie rinnovabili è ormai maturo e necessario. Questa gigantesca “rivoluzione” dell’idea di città è già oggi nell’agenda dei governi europei più sensibili all’innovazione tecnologica e ai mutamenti culturali, quali sono oggi Germania, Francia, Inghilterra, Spagna, Austria, Danimarca, Svezia. L’Italia invece rivolge la sua attenzione al passato e guarda con diffidenza e superficialità questi cambiamenti che avvengono intorno a sé stessa.Questa sfida, che Jeremy Rifkin chiama la terza rivoluzione industriale, riguarda non solo il modo di produrre energia, il modo di utilizzare il calore e gli efficienti mezzi per distribuirli; la sfida che abbiamo davanti oggi, investe soprattutto la concezione e la forma della città, la tipologia dei manufatti e delle infrastrutture, i comportamenti sociali e gli stili di vita urbani. Sono questi cambiamenti che devono divenire, nel più breve tempo possibile, globali, analizzando la complessità della città contemporanea per smontare tutte le viti e gli ingranaggi attraverso le quali si è costruita la più gigantesca “struttura dissipativa” dell’umanità: la città-fossile. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-7706162924172679860?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/7706162924172679860/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=7706162924172679860' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/7706162924172679860'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/7706162924172679860'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/dalla-citta-fossile-ad-ecocity.html' title='Dalla città fossile ad Ecocity'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-9081637347654977594</id><published>2009-04-10T11:03:00.002+02:00</published><updated>2009-04-10T11:15:59.176+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Alla radice della tempesta perfetta</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Dopo anni di deregulation e decenni di scarsi controlli, di sfiducia nei sistemi di prevenzione e di vigilanza sugli intermediari, la crisi del credito è scoppiata negli Stati Uniti e da lì si è estesa a tutto il mondo sviluppato. Le origini del problema sono dunque chiare. Il piano approvato dal Congresso punta a rimediare agli effetti e non alle cause della crisi. Per essere efficace dovrebbe invece ri-regolare i mercati e aiutare le famiglie incapienti con mutui. Tanto più che un programma di agevolazioni immobiliari alle famiglie avrebbe molteplici effetti positivi. Dopo anni di deregulation e decenni di scarsi controlli e di sfiducia nei sistemi di prevenzione e di controllo e vigilanza sugli intermediari, la crisi del credito è scoppiata negli Usa e si è estesa a tutto il mondo sviluppato.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;ORIGINI CHIARE&lt;br /&gt;La “perfezione” di questa tempesta epocale, se vogliamo utilizzare un termine abusato, sta, a mio avviso, nella chiarezza delle sue origini e nel suo lento ma inesorabile procedere, come la moviola di una punizione che vede il portiere immobile e attonito tra i pali mentre il pallone passa tutte le fragili barriere e va inevitabilmente a rete.La prima versione del piano da 700 miliardi di dollari è stato giustamente bocciata dal Congresso americano (sebbene anche per ragioni elettorali) poiché basta il semplice buon senso per capire che non si può chiedere a una nazione di farsi carico di disastrosi effetti economici quando le cause dei medesimi non vengono neppure sfiorate.Le cause della crisi sono i default sui mutui che hanno, a monte, la deregulation creditizia, che ha permesso di dare credito di infima qualità (no-doc mortgages) senza capacità patrimoniale e, a valle, la deregulation finanziaria che ha consentito di impacchettare quei medesimi mutui in titoli strutturati - Mbs, Cdo, Cdo-squared, e così via - e di venderli, con leverage altissimi (1), senza alcuna trasparenza, al risparmiatore retail, che, alla fine, è il prestatore di ultima istanza del sistema.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;UN PIANO ALTERNATIVO&lt;br /&gt;I mutui subprime e le fasce più rischiose dei prestiti immobiliari ammontano, rispettivamente, a circa 850 e 1000 miliardi di dollari.Immaginando che mille miliardi siano stati cartolarizzati, vale a dire inclusi in titoli finanziari, e che il tasso di default prospettico sia del 50 per certo, ma al momento pignoramenti e ritardi nei pagamenti delle rate sono intorno all’8 per cento dei mutui totali, si ha una cifra di circa 500 miliardi.Al tasso d’interesse del 7 per cento per una durata di dieci anni, l'ammontare si traduce in circa 70 miliardi di dollari di rate annue.Un intervento su tutti i 1.850 miliardi di mutui significa garantire circa 260 miliardi di rate annue.Pertanto, un effettivo Troubled Assets Relief Program dovrebbe disinnescare le due vere cause della crisi: ri-regolare i mercati - quello che Henry Paulson non ha fatto nel Blueprint for Regulatory Reform di marzo. E aiutare le famiglie incapienti con debiti immobiliari - quello cha Paulson non ha fatto in settembre.In particolare, per ricreare fiducia e far ripartire il normale funzionamento dei mercati occorre una chiara e vincolante ri-regulation sugli attivi (valutazione dei rischi sui prestiti e conseguenti regole di adeguatezza del capitale), sui passivi (trasparenza e principi di corretta valutazione), su tutti gli intermediari finanziari, da sottoporre tutti a vigilanza (banche ma anche società finanziarie, di leasing, factoring e credito al consumo), sui mercati (incentivando il passaggio degli scambi dagli abnormi mercati over-the-counter ai mercati regolamentati).Su questi aspetti gli Usa e la stessa Europa possono trovare in Italia qualche riferimento importante: si pensi, da un lato, alla BI-Centrale dei rischi, istituita già nel 1962 e recentemente estesa anche ai microcrediti, e dall’altro al &lt;a onkeypress="window.open(this.href);return false;" onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000341.html"&gt;Regolamento emittenti elaborato da Consob&lt;/a&gt;.In secondo luogo, un piano di agevolazioni immobiliari alle famiglie avrebbe molteplici effetti positivi:1) darebbe garanzie sui sottostanti dei derivati creditizi eliminando la causa prima della crisi;2) costerebbe meno e in misura diluita nel tempo;3) disinnescherebbe l’effetto domino che sta abbattendo gli intermediari;4) agirebbe come misura anticiclica nella fase pre-recessiva in cui si trova l’economia americana.Naturalmente, un tale piano, come, del resto, qualunque alternativa, richiede tempo e presenta difficoltà nell’individuare le famiglie effettivamente bisognose di aiuto. Tuttavia l’effetto positivo sui mercati sarebbe immediato e, in ogni caso, appare più facile valutare l’effettiva capacità di reddito di un mutuatario che il vero valore di un “toxic asset” costituito da credit derivatives di cui non si conoscono i sottostanti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;IL PIANO APPROVATO&lt;br /&gt;In alternativa a un piano di interventi “reali” a favore delle famiglie indebitate coi mutui-casa, sono stati proposti altri piani “finanziari”, incentrati sugli intermediari, come la rinegoziazione/allungamento dei debiti; la &lt;a onkeypress="window.open(this.href);return false;" onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000629.html"&gt;trasformazione dei debiti in azioni&lt;/a&gt;; l’&lt;a onkeypress="window.open(this.href);return false;" onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://www.lavoce.info/articoli/pagina1000642.html"&gt;acquisizione dei troubled assets&lt;/a&gt; da parte dello Stato.Nella versione finale del piano americano, approvata venerdì 3 ottobre, l’originaria ricetta “statalistica” è stata in parte emendata con elementi delle altre visioni, serviti soprattutto per arrivare all’approvazione di non più 700 bensì 850 miliardi di dollari.Invece delle cause, si è dunque puntato a rimediare agli effetti della crisi con la “socializzazione delle perdite” degli intermediari e la solita “privatizzazione” delle difficoltà economiche delle famiglie. La novità è che, con l’approvazione del piano, nasce, al di là dell’Atlantico, lo Stato banker-broker-market maker. Avendo constatato che due errori non fanno una verità, si prova con tre.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-9081637347654977594?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/9081637347654977594/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=9081637347654977594' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/9081637347654977594'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/9081637347654977594'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/alla-radice-della-tempesta-perfetta.html' title='Alla radice della tempesta perfetta'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-4832001569451202169</id><published>2009-04-10T10:50:00.002+02:00</published><updated>2009-04-10T10:53:58.923+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>Ancora Eolico selvaggio in Puglia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;La LIPU, VAS e WWF, denunciano la situazione di caos che sta interessando il settore dell’eolico in Puglia e che determinerà conseguenze negative sul territorio e sulla biodiversità di questa regione. La politica regionale, infatti, attenta alle istanze delle lobby economiche piuttosto che alla effettiva salvaguardia del territorio e della biodiversità dalla diffusione smoderata dell’eolico industriale, ha recentemente aggravato la deregolamentazione in materia di valutazione di progetti eolici, con un deplorevole atto che modifica e depotenzia il Regolamento sulle ZPS (Zone di Protezione Speciale). Viene esclusa la fascia di rispetto prima individuata e l’obbligo della V.I. (Valutazione di Incidenza) nella stessa per tutti i progetti eolici presentati prima dell’entrata in vigore dello stesso regolamento, anche se il parere ambientale è ancora in itinere. LIPU, VAS e WWF ricordano che il Regolamento Regionale sulle ZPS, necessario per arginare una procedura di infrazione comunitaria, era stato oggetto di concertazione, evidentemente solo coreografica, con rappresentanze della società civile. Un altro vantaggio per la speculazione eolica che avrà cosi gioco più facile anche a ridosso di quelle aree della Rete Natura, basilari per la tutela della Biodiversità, già pesantemente intaccate e assediate da questi impianti industriali, grazie anche alla “leggerezza” delle valutazioni ambientali regionali. 1644 torri eoliche (2600 MW) discutibilmente realizzate o approvate positivamente al parere ambientale, di cui ben 1544 torri (oltre 2400 MW) hanno goduto dell’ESCLUSIONE dalla procedura di VIA, integrando cosi l’assenza di adeguata evidenza pubblica nei procedimenti !!!!  E senza la programmazione del Piano Energetico, privo di Valutazione Ambientale Strategica e di Valutazione di Incidenza ai sensi di legge, “adottato” dalla Giunta ma non ancora “approvato”.  Piuttosto che preoccuparsi di mediare l’aggressione eolica, già spinta da incentivi sproporzionati, con regole chiare e qualificate a beneficio della collettività e del territorio, la Regione aveva già intrapreso una iniziativa, ad avviso delle associazioni, negativa e dannosa: la deregolamentazione di singoli impianti eolici fino a 1 MW (torri da 100 m di h e rotori da 70-80m diametro), escludendoli dalla autorizzazione regionale, dalla verifica ambientale e assoggettandoli alla semplice D.I.A. (Dichiarazione di Inizio Attività). Ecco le conseguenze: una regione nel caos ! Comuni letteralmente assediati, oltre che da decine di progetti di centrali eoliche, ora anche da valanghe di D.I.A. per macchine da 1 MW. Una situazione che manda in tilt gli uffici comunali con conseguenti ricorsi amministrativi delle società e che rende vane quelle speranze di un corretto governo del territorio. Chi gioca col fuoco prima o poi si scotta. Su ricorso presentato da società della Murgia, infatti, il TAR Puglia ha recentemente emesso una sentenza pesantissima, affermando che non è possibile individuare a priori queste aree (SIC e ZPS) come non idonee. Una sentenza dalle conseguenze estreme, che sostanzialmente rimuove il divieto di realizzare impianti eolici in SIC e ZPS (aree della Rete Natura 2000) dai Regolamenti Regionali in materia di ZPS e di eolico. Innegabile, quindi, il FUORI CONTROLLO TOTALE della proliferazione eolica in Puglia determinato dalle insufficienze della politica a cominciare da quella regionale, che implicitamente ha  collocato in secondo piano i valori inalienabili del territorio a vantaggio degli interessi dell’industria eolica ed in nome di uno sviluppo delle “fonti rinnovabili”. Ancora una volta, quindi, le associazioni ritengono doveroso ribadire la necessità che in Puglia si dia vita ad un serio e concreto governo dell’eolico industriale in nome del quale sono già state letteralmente sacrificate alcune tra le aree naturali più importanti della nostra regione. Agli slogan ed alle dichiarazioni di principio e di volontà degli amministratori regionali, sarebbe ora che seguissero azioni concrete tese a consolidare e non a smantellare quei pochi, positivi risultati faticosamente raggiunti nel tentativo di porre un argine normativo all’impeto di un settore industriale caratterizzato, per assurde convergenze normative, da incentivi economici sproporzionati, enormemente superiori alla media europea. Le Associazioni Ambientaliste riservandosi ogni azione di contrasto, ritengono ormai intollerabile quello che sta accadendo in Puglia e non più rinviabile l’adozione di strumenti normativi che devono essere giuridicamente “blindati”.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Comunicato stampa&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;LIPU Puglia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;VAS Puglia                                          &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;WWF Puglia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-4832001569451202169?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/4832001569451202169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=4832001569451202169' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/4832001569451202169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/4832001569451202169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/ancora-eolico-selvaggio-in-puglia.html' title='Ancora Eolico selvaggio in Puglia'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-6998728988618662617</id><published>2009-04-10T10:06:00.001+02:00</published><updated>2009-04-10T10:08:10.816+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Nel Giugno 2010 avremo Internet che sorpassa la televisione?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Secondo un dossier di Microsoft, in Europa gli utenti preferiranno Internet alla televisione, rendendolo il mezzo di comunicazione per eccellenza. Giugno 2010: Internet sarà il mezzo di comunicazione più utilizzato in Europa, superando la televisione. A rivelarlo è una &lt;a title="Ricerca Microsoft" href="http://www.microsoft.com/emea/presscentre/pressreleases/June2010_080409.mspx" target="_blank"&gt;ricerca&lt;/a&gt; svolta da Microsoft dal titolo "Europe logs on: Internet trends of today &amp;amp; tomorrow". Giorni contati allora per il mezzo di comunicazione per eccellenza (almeno fino ad oggi), che, sempre secondo il rapporto, subirà un netto sorpasso tra poco più di un anno. I dati rivelano che a partire da giugno 2010, Internet verrà usato in media per 14,2 ore alla settimana, che in un mese sono più di 2 giorni e mezzo. Davanti alla tv invece si starà "solo" 11,5 ore alla settimana, cioè 2 giorni al mese. Sarà la fine della tv? Assolutamente no, assicurano gli esperti dei Microsoft. Il pc e il televisore potrebbero modificarsi e diventare apparecchi multifunzione. La fruizione di Internet, invece, si estenderà diventando il canale principale attraverso cui passerà tutta l'informazione, compresa quella televisiva, che sarà fruibile su svariati supporti come smartphone, console per videogiochi, netbook. Solo una "ri-mediazione", come il sociologo canadese Marshall McLuhan l'ha definita, affermando che «il contenuto di un medium è sempre un altro medium» attraverso l'utilizzo e l'adattamento di alcune caratteristiche tipiche di un medium all'interno di un altro. Già adesso, soprattutto gli utenti più giovani (18-24 anni) fanno un uso interrelato di computer e televisione, poichè grazie ad internet accedono ai contenuti televisivi "on demand". Secondo i dati emersi dal rapporto, infatti, un giovane su sette non guarda la tv ma si serve di contenuti soltanto dal web. Inoltre, il 42% guarda regolarmente filmati televisivi su internet. Da ciò emerge che probabilmente si assisterà a una forte riduzione o scomparsa dei tradizionali programmi televisivi da guardare in tempo reale, preferendo ad essi i contenuti che si possono guardare su internet in qualunque momento. Ma secondo il rapporto, la televisione potrebbe solo trarne giovamento, proprio perchè sarà accessibile sempre e ovunque, senza orari definiti dai palinsesti.&lt;br /&gt;Se davvero la previsione di Microsoft si realizzerà, anche l'advertising online dovrebbe prevalere di gran lunga sugli spot televisivi, incidendo profondamente in questo settore.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-6998728988618662617?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/6998728988618662617/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=6998728988618662617' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/6998728988618662617'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/6998728988618662617'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/nel-giugno-2010-avremo-internet-che.html' title='Nel Giugno 2010 avremo Internet che sorpassa la televisione?'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-8560587187563882035</id><published>2009-04-10T10:03:00.000+02:00</published><updated>2009-04-10T10:05:01.273+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>Prove tecniche di regime soft infatti ora niente più T.A.R. per l'ambiente</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le associazioni ambientaliste che fanno ricorso sono avvisate: rischiano di pagare risarcimenti milionari. Lo dice una proposta di legge del Pdl, anticostituzionale e antidemocratica.  E' sufficiente un solo articolo, otto righe in tutto, per cancellare di fatto la possibilità per le associazioni ambientaliste, e per i cittadini, di far valere le ragioni della salvaguardia dell'ambiente, dei territori e della salute in sede giudiziaria. Lo dice l'articolo 1 della proposta di legge [pdl] «Modifica all'articolo 18 della legge 8 luglio 1986, n. 349, in materia di responsabilità processuale delle associazioni di protezione ambientale», presentata il 10 marzo da oltre cento deputati del Pdl [primo firmatario Michele Scandroglio].   In poche parole, se le associazioni fanno ricorso al Tar contro la realizzazione di un'opera, determinando la sospensione dei cantieri, ma poi il ricorso viene respinto, allora ne rispondono sia in sede civile sia con il risarcimento danni e le spese di giudizio. Per maggiore chiarezza, l'articolo 1 recita «Qualora il ricorso... sia respinto, alle associazioni soccombenti che hanno agito o resistito in giudizio con mala fede o con colpa grave si applicano le disposizioni dell'articolo 96 del codice di procedura civile. Qualora il ricorso... sia respinto perché manifestamente infondato, il giudice condanna le associazioni soccombenti al risarcimento del danno oltre che alle spese del giudizio».  Sostengono i deputati che se «da un lato, la spinta ambientalista ha determinato un continuo sviluppo della normativa di settore... dall'altro, le istanze ambientaliste hanno contribuito alla crescita di una diffusa attenzione al ‘territorio di riferimento'», determinando «un ritardo costante del ‘cantiere Italia'» per realizzare rigassificatori, termovalorizzatori, corridoi ferroviari, centrali a biomasse, elettrodotti, autostrade, discariche, inceneritori. A bloccarli, secondo i firmatari della pdl, sono semplici ricorsi al Tar, sufficienti «a impedire o a ritardare la realizzazione di opere pubbliche, senza che sia previsto alcuno strumento di responsabilizzazione delle associazioni di protezione ambientale, le quali, talvolta, presentano ricorsi pretestuosi, con il solo e unico scopo di impedire la realizzazione dell'opera pubblica». «Pertanto... al fine di evitare che ricorsi amministrativi, manifestamente infondati, siano presentati al solo fine di ritardare la realizzazione di opere pubbliche... si prevedono la responsabilità delle stesse associazioni per lite temeraria e il conseguente risarcimento del danno a vantaggio della pubblica amministrazione». Per inciso, ricordiamo che in Italia si contano sulla punta delle dita i risarcimenti per danni ambientali da parte di industrie che hanno provocato morti, malattie e disastri irreparabili; comunque, sempre per cifre irrilevanti.    «Una proposta di legge in assoluto contrasto con i principi comunitari di accesso alla giustizia - dice Vanessa Ranieri, presidente del Wwf Lazio - Ma soprattutto anticostituzionale», perché la possibilità di sospendere un'opera è inibita soltanto alle associazioni ambientaliste: dunque, la norma è discriminatoria. Oltre ai dubbi di costituzionalità, è evidente un'emergenza democratica. «Nessuno riesce a spiegare a cosa servono le grandi opere, ma intanto si pensa a punire i cittadini, sempre più soli a difendere il territorio, che vuol dire le famiglie, la salute, le aziende - dice Marzia del Movimento no coke alto Lazio, da anni impegnato contro la conversione a carbone della centrale Enel di Civitavecchia [Roma] - Se non si può neppure portare avanti una vertenza, questo significa ‘regime'. Ancora più grave il fatto che fra i firmatari della pdl ci sia un sindaco: è Giulio Marini, primo cittadino di Viterbo».&lt;br /&gt;                                                                           &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Anna Pacilli (&lt;a href="http://www.carta.org/"&gt;http://www.carta.org/&lt;/a&gt;) &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-8560587187563882035?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/8560587187563882035/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=8560587187563882035' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/8560587187563882035'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/8560587187563882035'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/prove-tecniche-di-regime-soft-infatti.html' title='Prove tecniche di regime soft infatti ora niente più T.A.R. per l&apos;ambiente'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-2822462871379833739</id><published>2009-04-09T16:43:00.000+02:00</published><updated>2009-04-09T16:45:52.577+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Il sapere in digitale, nasce la prima biblioteca mondiale online</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Si chiama "World Digital Library" e comprende documenti, testi, immagini in digitale provenienti da ogni parte del mondo. Disponibile online dal 21 Aprile. Una biblioteca digitale mondiale. La "World Digital Library" vedrà la luce il prossimo 21 aprile, quando verrà "inaugurata" sull'omonimo &lt;a title="World Digital Library" href="http://www.worlddigitallibrary.org/project/english/index.html" target="_blank"&gt;sito&lt;/a&gt;. La biblioteca metterà a disposizione degli utenti di internet un immenso patrimonio culturale e intellettuale in formato digitale, gratuitamente e in formato multilingue. A partire dal 21 aprile, quindi, all'interno del portale sarà possibile trovare i più importanti documenti appartenenti alle culture di tutto il pianeta, tra cui manoscritti, mappe, libri rari, spartiti musicali, registrazioni, film, stampe, fotografie, disegni architettonici, e altri importanti materiali culturali. L'iniziativa è stata ideata da James H. Billington, bibliotecario del Congresso degli Stati Uniti, che già da quattro anni aveva concepito l'idea di una biblioteca mondiale online. Oggi, il progetto vanta il coinvolgimento dei rappresentanti delle biblioteche nazionali e di istituzioni culturali di tutto il mondo, oltre a quello dell'&lt;a title="UNESCO" href="http://www.unesco.it/SitoFrancese/Primo%20pianoF/National%20Commissions.htm" target="_blank"&gt;UNESCO&lt;/a&gt; e dell'&lt;a title="International Federation of Library Associations" href="http://www.ifla.org/" target="_blank"&gt;IFLA&lt;/a&gt;. Un primo prototipo era già stato presentato durante la Conferenza generale dell'UNESCO, tenutasi a Parigi il 17 ottobre 2007, nelle seguenti lingue: arabo, cinese, inglese, francese, portoghese, russo e spagnolo. Tra le altre caratteristiche vi sono la ricerca per luogo, il tempo, l'argomento, il tipo di voce e una sezione chiamata "Memory of" dedicata alla esplorazione approfondita della cultura e della storia dei singoli paesi. Gli obiettivi primari della "World Digital Library" riguardano la possibilità di accedere attraverso un unico sito ai materiali culturali provenienti da ogni parte del mondo a favorire del dialogo interculturale e della comprensione internazionale, contribuiendo al tempo stesso alla diffusione della conoscenza e alla promozione internazionale delle culture e della ricerca scientifica.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-2822462871379833739?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/2822462871379833739/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=2822462871379833739' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/2822462871379833739'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/2822462871379833739'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/il-sapere-in-digitale-nasce-la-prima.html' title='Il sapere in digitale, nasce la prima biblioteca mondiale online'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-2820193038732591343</id><published>2009-04-08T16:55:00.002+02:00</published><updated>2009-04-08T17:26:07.209+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Davvero la storia siamo noi</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;L'altro giorno, in uno dei tanti viaggi tra Napoli e Catanzaro, ascoltavo la bellissima canzone di Francesco De Gregori e mi venivano in mente frammenti di storia scritti da magistrati della Repubblica italiana.Pensavo al coraggio del Procuratore della Repubblica di Palermo, Gaetano Costa, che, da solo, si assunse la responsabilità di firmare degli ordini di cattura, al coraggio di Rosario Livatino ed Antonino Scopelliti che non piegarono la testa e decisero di esercitare il loro ruolo con rigore ed indipendenza, a quello di Paolo Borsellino che consapevole di quello che stava accadendo ai suoi danni cercava di fare presto per giungere alla verità e per comprendere anche le ragioni della morte di Giovanni Falcone e degli uomini della sua scorta.Pensavo a quanta mafia istituzionale accompagna tanti eccidi accaduti negli ultimi trent'anni.Pensavo a quello che sta accadendo in questi mesi in cui si consolidano nuove forme di eliminazione di magistrati che non si omologano al sistema criminale di gestione illegale del potere e che pretendono, con irriverente ostinazione, di adempiere a quel giuramento solenne prestato sui principi ed i precetti della Costituzione Repubblicana, nata dalla resistenza al fascismo.Pensavo a quello che possono fare i singoli magistrati oggi per opporsi ad una deriva autoritaria che ha già modificato di fatto l'assetto costituzionale di questo Paese.Pensavo a quello che può fare ogni cittadino di questa Repubblica per dimostrare che, forse, ormai, l'unico vero custode della Costituzione Repubblicana non può che essere il popolo, con tutti i suoi limiti. In attesa di quel fresco profumo di libertà  del quale parla il mio amico Salvatore Borsellino e per il quale ci batteremo in ogni istante della nostra vita, in quella lotta per i diritti e per la giustizia che contraddistingue ancora persone che vivono nel nostro Paese che ci farà comprendere quanto concreto sia il filo conduttore che accomuna i fatti più inquietanti della storia giudiziaria d'Italia degli ultimi 30 anni, non dobbiamo esimerci dall'evidenziare alcune brevi riflessioni.In attesa dei progetti di riforma della giustizia (che mi pare trovano d'accordo quasi tutte le forze politiche) che sanciranno, sul piano formale, l'ulteriore mortificazione dei principi di autonomia ed indipendenza della magistratura, non si può non rilevare che i predetti principi che rappresentano la ragione di questo mestiere che, senza indipendenza ed autonomia, è solo esercizio di funzioni serventi al potere costituito sono stati e vengono mortificati proprio da chi dovrebbe svolgere le funzioni di garanzia e tutela di tali principi.Dall'interno della Magistratura, in un cordone ombelicale sistemico di gestione anche occulta del potere, con la scusa magari di evitare riforme ritenute non gradite, si procede per colpire ed intimidire (anche con inusitata deprecabile violenza morale) chi, all'interno dell'ordine giudiziario, non si omologa, non intende appartenere a nessuno, non vuole assimilarsi alla gestione quieta del potere, ma rimane fedele ed osservante dei valori costituzionali di uguaglianza, libertà ed indipendenza che chi dovrebbe garantirne tutela anche con il sistema dell'autogoverno tende, in realtà, a voler governare, dall'interno, la magistratura rendendola, di fatto, prona ai desiderata dei manovratori del potere.Ma non bisogna avere timore. La storia ed ancora prima la conoscenza e la rappresentazione di fatti quando essi saranno pubblici ci faranno capire ancor meglio di quanto tanti hanno già ben compreso, le vere ragioni poste a fondamento di prese di posizione anche di taluni magistrati (alcuni dei quali ritengono anche di svolgere una funzione di rappresentanza, in realtà, concretamente, insussistente). Quello che rileva in questo momento e che mi pare importante è che, in attesa del fresco profumo di libertà, che spazzerà via alcuni protagonisti indecenti di questo periodo, ogni magistrato abbia un ruolo attivo, non si disorienti, diventi attore principale nel suo piccolo ma nella grande forza di questo mestiere che richiede oneri prima ancora che onori della salvaguardia dei valori costituzionali.Ognuno di noi, chi ha deciso di fare questo lavoro con amore, passione e forte idealità, ha un luogo, interno alla propria coscienza, al proprio cuore ed alla propria mente, dal quale attingere forza e determinazione nei momenti bui. E' questa l'ora delle risorse auree: se insieme sapremo esercitare le nostre funzioni in autonomia, libertà, indipendenza, senza paura di essere eliminati da intimidazioni istituzionali o da clave disciplinari utilizzate in violazione della Costituzione Repubblicana.Per me, le riserve energetiche sono state e sono tuttora, soprattutto, le immagini di Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, anche perché nei giorni delle stragi mafiose con riferimento alle quali attendiamo verità e giustizia anche per le complicità sistemiche intranee alle Istituzioni avevo appena consegnato gli scritti nel concorso in magistratura. Quando Antonino Caponnetto disse che tutto era finito, nel mio cuore ed in quello di molti altri magistrati è scattata una molla per dimostrare che non doveva essere così, che, invece, bisogna lottare e non mollare mai. Anche nella certezza di poter morire - come diceva Paolo Borsellino nella consapevolezza che tutto potesse costarci assai caro vi sono magistrati che ogni giorno cercano di applicare, nei provvedimenti adottati, il principio che la legge è uguale per tutti. Da quando le organizzazioni mafiose hanno dismesso la strategia militare di contrasto ed eliminazione dei rappresentanti onesti e coraggiosi delle Istituzioni, il livello di collusione intraneo a queste ultime si è consolidato enormemente, tanto da rappresentare ormai quasi una metastasi istituzionale che conduce alla commissione di veri e propri crimini di Stato. Questo comporta che oggi dobbiamo difendere, ogni giorno e con i denti, la nostra indipendenza e l'esercizio autonomo della giurisdizione nell'ossequio del principio costituzionale sancito dall'art. 3 della Costituzione  anche da veri e propri attacchi illeciti, talvolta condotti con metodo mafioso, provenienti dall'interno delle Istituzioni.Che può fare, allora, un magistrato? Che può fare un Uditore Giudiziario che a febbraio prenderà le funzioni giurisdizionali? Che può fare un Giudice civile? Che può fare un Giudice del Tribunale del Riesame? Che può fare un Giudice del settore penale? Che può fare un Pubblico Ministero? Che possiamo fare quelli di noi che non si piegano al conformismo giudiziario? Che possiamo fare quelli che vogliono esercitare solo questo lavoro con dignità e professionalità, senza pensare a carriere interne o esterne all'ordine giudiziario?Credo che la ricetta è semplice, anche se sembra tutto così complicato in questo periodo così buio per la nostra Costituzione per la quale non dobbiamo mai smettere di combattere: si deve decidere senza avere paura innanzi tutto di chi dovrebbe tutelarci e che si dimostra sempre più baluardo di certi centri di interessi e poteri, nonché fonte di pericolo per l'indipendenza del nostro stupendo lavoro, senza pensare a valutazioni di opportunità, senza scegliere per quella opzione che possa creare meno problemi, decidere nel rispetto delle leggi e della Costituzione, pronunciarsi nel segno della Verità e della Giustizia. In tal modo, avremmo adempiuto, con semplicità e nello stesso tempo con coraggio, al nostro mandato, la coscienza non si ribellerà con il trascorrere del tempo, magari potremmo anche capitolare, ma, come dice Salvatore Borsellino, lo avremmo fatto senza esserci venduti. Non avremo svenduto la nostra indipendenza, non avremo piegato la nostra coscienza, non avremo abdicato al nostro ruolo, non avremo abbassato la testa: ci ritroveremo con la schiena dritta, con il morale alto, con il rispetto di tutti (anche dei nostri avversari). Questo ci chiedono le persone oneste: di non consegnarci e mantenere alto il prestigio dell'ordine giudiziario in un momento in cui la questione morale assume connotati epidemici anche al nostro interno. Non bisogna avere paura di un potere scellerato che pretende di opprimere la nostra libertà ed il nostro destino.Ai giovani colleghi mi permetto, con umiltà e per l'immenso amore che preservo per questo lavoro, di esortarli a non temere mai le decisioni giuste e di perseguire sempre la strada della giustizia e della verità anche quando questa può costare caro. Io ero consapevole che mi avrebbero colpito e che mi avrebbero fatto del male, ma non ho mai piegato, nemmeno per un istante, il percorso delle mie scelte ed oggi mi sento, come sempre, sereno, ricco di energie, molto forte, perché dentro il mio cuore e la mia mente sono consapevole di aver espletato ogni condotta nell'interesse della Giustizia e nel rispetto delle leggi e della Costituzione Repubblicana. Non ascoltate quelle sirene, anche interne alla nostra categoria, che vi inducono magari in modo subdolo e maldestro a piegare la testa in virtù di una pseudo ragion di stato che consisterebbe nel pericolo imminente di riforme sciagurate, per evitare le quali dobbiamo, strategicamente, girarci dall'altra parte quando ci imbattiamo nei cosiddetti poteri forti. Le riforme anzi le controriforme ci saranno comunque, forse saranno terribili, ma almeno non dobbiamo essere noi a dimostrarci timorosi e con le gambe molli, malati, come diceva Piero Calamandrei, di agorafobia. L'indipendenza si difende senza calcoli e ad ogni costo, l'amore della verità può costare l'esistenza. Ed essa si difende anche da chi la mina, in modo talvolta anche eversivo, dal nostro interno. Nella mia esperienza gli ostacoli più insidiosi sono sempre pervenuti dall'interno della nostra categoria: non sono pochi i magistrati, oramai, pienamente inseriti in un sistema di potere criminale che reagisce alle attività di controllo e che si muove, dal sistema, per evitare che sia fatta verità e giustizia su tanti fatti criminali inquietanti avvenuti nella storia contemporanea del nostro Paese. Sono convinto che la magistratura non soccomberà definitivamente solo se saprà ancora esercitare la sua funzione senza paura, ma con coraggio, nella consapevolezza che anche da soli, nella solitudine propria della nostra funzione, quando ognuno di noi deve decidere e mettere la firma sui provvedimenti, e, quindi, valutare fatti e circostanze, lo farà senza farsi intimidire dalle conseguenze del suo agire. La paura rende gli uomini schiavi, così come le decisioni dettate con un occhio a carriere e posti di comando sono destinate a mortificare le funzioni prima ancora che rendere indegne le persone che le rappresentano. Quindi, in definitiva, la storia la dobbiamo scrivere anche noi, nel nostro piccolo mondo, pur nella consapevolezza che alcuni di noi pagheranno un prezzo ingiusto e magari anche molto duro, ma questo è per certi versi ineluttabile quando si è deciso di svolgere una funzione che ci impone di difendere, nell'esercizio della giurisdizione, i valori di uguaglianza, libertà, giustizia, verità, quali effettivi garanti dei diritti di cui i cittadini, ed in primis i più deboli, ci chiedono concreta tutela.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Luigi De Magistris&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-2820193038732591343?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/2820193038732591343/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=2820193038732591343' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/2820193038732591343'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/2820193038732591343'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/davvero-la-storia-siamo-noi.html' title='Davvero la storia siamo noi'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-8988568658357630135</id><published>2009-04-08T16:43:00.002+02:00</published><updated>2009-04-08T16:54:10.587+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Ci sono anche i disoccupati invisibili</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;I dati sulle forze di lavoro relativi agli ultimi due trimestri del 2008 non segnalano solo l'aumento della disoccupazione. Evidenziano una crescita della sotto-occupazione e del tasso di inattività, soprattutto al Sud e anche fra gli uomini. Un fenomeno destinato a peggiorare nei prossimi mesi, ma nessuno ne parla. Il rischio è che l'abbassamento ulteriore del tasso di attività marginalizzi ancora di più proprio le regioni più povere e con più basso tasso di occupazione rispetto a politiche orientate esclusivamente a contrastare la disoccupazione.&lt;br /&gt;Mentre si discute delle stime della disoccupazione, è utile rileggere con attenzione i dati sulle forze di lavoro relativi agli ultimi due trimestri del 2008. (1) Segnalano un fenomeno che non potrà che peggiorare nei prossimi mesi e di cui tuttavia si parla poco o per nulla. Non è solo aumentata la disoccupazione. Èanche aumentata la sotto-occupazione, nella forma di part-time involontario.&lt;br /&gt;FUORI DA OGNI CIRCUITO&lt;br /&gt;Nel quarto trimestre 2008, il lavoro a tempo parziale è complessivamente cresciuto su base annua del 2,4 per cento, riguardando esclusivamente donne. Nella stragrande maggioranza queste persone dichiarano che non si tratta di una loro scelta. Soprattutto, nel Mezzogiorno è poi aumentato il tasso di inattività, tra le donne, ma anche tra gli uomini.È vero che nel quarto trimestre 2008 il tasso di attività complessivo è rimasto invariato, un modesto 63 per cento, rispetto a un anno prima. E già non si tratta di una buona notizia per gli obiettivi di Lisbona. Ma la stabilità è l’esito di comportamenti diversi a livello territoriale e per genere. Mentre nel Nord e nel Centro vi è stato un complessivo aumento dei tassi di attività sia degli uomini che delle donne, al Sud si è registrata una diminuzione soprattutto per gli uomini. (2) Un fenomeno che aveva già incominciato a manifestarsi  nel terzo trimestre. (3)Di conseguenza, il tasso di attività complessivo nel Mezzogiorno si è ulteriormente ridotto, e allontanato da quello delle altre regioni, attestandosi al 52 per cento: 11 punti in meno del tasso nazionale e 17,8 in meno di quello del Nord. Nel caso delle donne la distanza è molto più consistente: quasi 15 punti in meno del tasso nazionale e 24 in meno rispetto al Nord (vedi tabella 1).L’aumento del tasso di inattività nel Mezzogiorno, tra le donne, ma ora anche tra gli uomini, per certi versi segnala una situazione ancor più grave dell’aumento del tasso di disoccupazione. Si tratta di forza lavoro scoraggiata, fuori da ogni circuito di “attivazione” e persino fuori da ogni interesse e preoccupazione pubblica. In alcuni casi, gonfia la manovalanza della economia informale, in altri quella dei beneficiari “impropri” delle indennità di invalidità civile e, nel caso delle donne, del casalingato forzato in economie familiari spesso ridotte ai minimi. Non si tratta certo di rentier o di donne che “si sono sposate bene” e possono “fare le signore”. Piuttosto, si tratta sia di uomini sia di donne che, secondo quanto dichiarano, non cercano (più) un’occupazione perché pensano di non trovarla.Eppure, paradossalmente, il loro ritirarsi dalle forze di lavoro li rende invisibili come problema da affrontare. E infatti di loro non si parla in questi giorni, in cui tutta l’attenzione, nazionale e internazionale, è concentrata sulla contabilità, pure drammatica, dei disoccupati.Quanto questa invisibilità pesi anche sul disegno delle politiche era già stato &lt;a onkeypress="window.open(this.href);return false;" onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://www.lavoce.info/articoli/-famiglia/pagina1000485.html"&gt;segnalato proprio su lavoce.info&lt;/a&gt; da Linda Laura Sabbadini, che ha mostrato le conseguenze perverse dell’utilizzo del solo tasso di disoccupazione, in particolare femminile, come indicatore di area svantaggiata e in un paese come il nostro, ove i tassi di attività femminile sono bassi, soprattutto al Sud.Èinfatti successo che la Calabria, che ha un basso tasso di disoccupazione femminile solo perché le donne hanno un bassissimo tasso di attività, sia stata esclusa dagli incentivi dell’Unione Europea destinati alle imprese che assumono donne nelle “aree svantaggiate” in cui il tasso di disoccupazione femminile sia stato superiore al 150 per cento del tasso di disoccupazione maschile nel corso di almeno due degli ultimi tre anni.C’è ora il rischio che l’abbassamento ulteriore del tasso di attività, e il coinvolgimento nel fenomeno di una quota di uomini, marginalizzi ulteriormente proprio le regioni più povere e a più basso tasso di occupazione rispetto a politiche orientate esclusivamente a contrastare la disoccupazione e sostenere il reddito dei disoccupati (e neppure di tutti).Nel nostro paese il problema del lavoro, con le sue conseguenze per la vita dei singoli e delle famiglie, non riguarda solo la disoccupazione, ma anche la sotto-occupazione e soprattutto l’inattività – delle donne, ma anche degli uomini, almeno al Sud dell'Italia.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-8988568658357630135?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/8988568658357630135/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=8988568658357630135' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/8988568658357630135'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/8988568658357630135'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/ci-sono-anche-i-disoccupati-invisibili.html' title='Ci sono anche i disoccupati invisibili'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-4786171254634897091</id><published>2009-04-08T16:37:00.001+02:00</published><updated>2009-04-08T16:39:03.499+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Elezioni europee: svelata la strategia di comunicazione</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il Web 2.0 per la strategia di comunicazione che verrà messa in atto per le elezioni europee 2009 dal Parlamento Ue. Tv, web, social network e You tube al servizio dell'informazione elettorale. Si svolgeranno tra il 4 e il 7 giugno 2009 le elezioni per il parlamento europeo, che coinvolgeranno 27 Stati e circa 500 milioni di cittadini. Il 18 marzo scorso, durante una conferenza stampa, il Parlamento ha svelato ai giornalisti la sua strategia di comunicazione. A presentarla ai media i vicepresidenti Alejo Vidal-Quadras e Mechtild Rothe, che hanno sottolineato come «l'Unione europea si confronti costantemente con scelte politiche importanti che si ripercuoteranno sulla vita quotidiana di tutti i cittadini europei; partecipando alle elezioni e recandosi alle urne - sostengono i due rappresentanti del Parlamento europeo - i cittadini possono essere coinvolti in tali scelte». Non solo i tipici strumenti di comunicazione verranno attivati ma anche quelli più innovativi. La Vidal-Quadras e Rothe hanno evidenziato che tra gli strumenti che saranno utilizzati nella campagna di comunicazione, ci saranno poster su temi come energia, carburanti/cambiamenti climatici, alimentazione/agricoltura, frontiere/migrazione, standardizzazione, sicurezza, protezione dei consumatori, bilancio e mercati. Installazioni tridimensionali a complemento della campagna di poster, riguardanti energia, frontiere/migrazione, protezione dei consumatori e sicurezza. Tra le scelte più innovative una choice box, una sorta di scatola multimediale delle dimensioni di una stanza dove gli elettori potranno registrare i loro punti di vista. Tra i video realizzati verrà effettuata una selezioni che verrà proiettata quotidianamente, a Bruxelles, sullo schermo esterno del box,  e trasmessa su Europarl.tv e Youtube. È online già da gennaio il sito dell'europarlamento dedicato alle elezioni nelle diverse lingue, tra cui la &lt;a title="Versione italiana" href="http://www.europarl.europa.eu/elections2009/default.htm" target="_blank"&gt;versione italiana&lt;/a&gt;. Tv, radio, &lt;a title="Sito Ue" href="http://www.europarl.europa.eu/elections2009/default.htm" target="_blank"&gt;sito web&lt;/a&gt;, Myspace, facebook, flickr e Youtube con il canale &lt;a title="Eu tube" href="http://www.youtube.com/eutubehttp:/www.youtube.com/eutube" target="_blank"&gt;Eu tube&lt;/a&gt; sono già pronti a fornirci informazioni sull'elezioni che faranno uscire dalle urne i nomi dei 736 membri che ci rappresenteranno al Parlamento europeo. Attraverso un linguaggio comprensibile a tutti, dunque, il messaggio che deve passare è che il Parlamento europeo è un'istituzione importante per la vita dei cittadini europei, che devono poter aver influenza in Ue attraverso il voto.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-4786171254634897091?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/4786171254634897091/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=4786171254634897091' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/4786171254634897091'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/4786171254634897091'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/elezioni-europee-svelata-la-strategia.html' title='Elezioni europee: svelata la strategia di comunicazione'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-1955208775537577539</id><published>2009-04-08T16:26:00.003+02:00</published><updated>2009-04-08T16:31:21.988+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Calabria, la truffa dell’energia eolica</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Un territorio già massacrato da abusivismo, alluvioni e incendi rischia di essere sacrificato. Altra balla quella del lavoro che viene dal vento. I parchi eolici installati nel subappennino calabro al massimo impegnano quattro o cinque lavoratori. Pale, pale ovunque. “Aerogeneratori” si chiamano, per la tecnica e la burocrazia. Fino a due anni fa non c’era niente, non ne spuntava neanche uno. Adesso le turbine turbano. Adesso da lontano i mulini a vento possono sembrare i bracci di enormi ventilatori a pale messi lì a soccorso di noi poveracci di pendolari, phon enormi e torreggianti su aste bianche, bacchette magiche di una misericordia impotente a smuovere la fila di autobus e macchine che come formichine ogni mattina cuociono al sole sfilando lentamente sui rettifili d’asfalto torrido della strada dei due mari, da Lamezia a Catanzaro. I mulini crescono e si moltiplicano. Il vento non manca da queste parti. I mulini a vento girano bene, ma le pale non sempre mulinano. Altre torri eoliche, più grandi, bianche ed enormi, piantate come candeline su una torta di compleanno, sono spuntate sui contrafforti verdi delle Serre, appena sopra la valle dell’Angitola, verso la costa di Pizzo, ben visibili a chilometri dall’autostrada. La piantagione di mulini si vede pure dall’aereo quando sul Tirreno fa un mezzo giro dal mare per prendere di petto la terra prima di mettere le ruote sulla pista di Lamezia. Proprio un bel colpo d’occhio. Un prato di bianchi steli di margheritone pop. In Calabria adesso è tutto un fiorire di progetti per l’installazione di torri eoliche. L’eolico è davvero una gara selvaggia, una nuova frontiera del Far West nostrano. Può un territorio come quello calabrese, già massacrato in lungo e in largo da decenni di abusivismo, di dissesti e alluvioni, incendi estivi e saccheggi ambientali consumati dal mare fino ai monti e fin dentro alle aree protette e i parchi nazionali, essere sacrificato sull’altare del business eolico? Credo che la corsa all’oro dei mulini a vento può distruggere del tutto quel poco che resta di uno tra i paesaggi più belli d’Italia. L’affare è nelle mani di nuovi improvvisati magnati del vento e del solito sottogoverno politico-mafioso che da noi fa il bello e il cattivo tempo. Opporci è un altro dei doveri civici a cui manchiamo. Infatti contro i mulini a vento non ho visto levarsi molte proteste in giro. Non sono stati certo gli “ambientalisti” nostrani a opporsi a questi progetti, anzi. Mi chiedo poi a che serve l’eolico in una regione senza industrie che di energia ne ha già da vendere. La “bolla” speculativa dei certificati verdi, il sistema degli “sviluppatori” e tanti altri aspetti tetri e inquietanti di questo business in Calabria sono stati scoperti e messi in luce di recente anche dalle inchieste della magistratura, dalla Procura di Paola. È una strana tribù postmoderna quella degli “sviluppatori”, autentici sciamani dell’intermediazione dell’eolico in Calabria. Ma il troppo stroppia. I loro troppi miracoli col vento a un certo punto si sono impigliati e sono finiti nel mirino della Procura di Paola. Insieme ai loro referenti politici. Il pm Eugenio Facciolla ha iscritto nel registro degli indagati ex assessori e funzionari regionali. A metterli nei guai è stato un altro imprenditore del settore, il rampante Mario Nucaro. Personaggio da basso impero delle cronache locali, che conosce bene il sistema delle facilitazioni perché ne è stato un protagonista. Nucaro, nel periodo d’oro delle sue mutevoli intraprese che lo portarono anche a diventare presidente del Cosenza calcio, è riuscito a firmare addirittura una convenzione con la Regione Calabria che stabiliva una corsia preferenziale per la sua società, la Cesp. Leggendola si apprende che in meno di tre anni la Cesp aveva ottenuto autorizzazioni per 230 megawatt. “Facilitate” dall’intermediazione locale e poi tutte girate al colosso italo-spagnolo Erg-Cesa. Non solo. Cesp dichiarava di avere in ballo altri progetti per ulteriori 500 megawatt. Invece di interrogarsi su questo mostro che stava crescendo sotto i suoi occhi, la Regione Calabria quel giorno si impegna con la convenzione ad aiutare Nucaro a realizzare tutti i suoi progetti: praticamente una selva di turbine pari a un terzo di quelle esistenti in Italia. Poi Nucaro ha fatto bancarotta, ha perso pure il Cosenza calcio, e dopo aver litigato con i suoi referenti politici ha raccontato tutto al pm di Paola. Il risultato di questo dispiego di carte e inchieste è il solito: la Calabria produce la miseria 4 mila kwh sui 4 milioni prodotti in tutta Italia. E per giunta verificabili solo sulla carta. La scusa è quella che l’eolico comunque crea lavoro in una regione affamata di lavoro. Erano stati promessi posti di lavoro a mucchi. Che naturalmente non ci sono stati. Altra balla quella del lavoro che viene dal vento. Tutti sanno che i parchi eolici installati nel subappennino calabro al massimo impegnano quattro o cinque lavoratori veri. Per un motivo molto semplice: le pale eoliche non richiedono manutenzione, arrivano già belle e pronte su enormi tir, vengono issate sui cocuzzoli e l’unico intervento importante da fare dopo averle piantate è quello di realizzare sui terreni le strade di servizio. Altra speculazione, altre brutture che sfregiano il paesaggio in modo definitivo. Ci sono meccanismi chiari che spiegano bene tutto questo interesse. Le sovvenzioni all’eolico in Italia sono le più alte e le più ricche d’Europa. Il prezzo dei certificati verdi è il più generoso del Continente. E così da noi, e in Calabria soprattutto, gli impianti eolici sono diventati un affare. Che attrae grandi aziende internazionali. Ma anche la criminalità che controlla i territori. Non è la prima volta che vanno a braccetto amministrazioni compiacenti e interessi malavitosi. Politica e interessi malavitosi si saldano specie quando il potere in Calabria si baratta con le risorse pubbliche, con i beni indisponibili dell’ambiente e della natura, con la terra di un demanio su cui dominano e spadroneggiano i prepotenti. Anche i privati proprietari dei suoli dove sono ubicate le turbine traggono dai mulini un reddito superiore a quello che ricaverebbero dai raccolti o dal pascolo. Una data da ricordare è quella del 6 agosto del 2007. Quella mattina il Wall Street Journal raccontava che il colosso dell’energia britannico Ip, International Power, aveva comprato al prezzo enorme di un miliardo e 830 milioni di euro una parte dei parchi eolici sviluppati nel Mezzogiorno dal principale operatore italiano: la Ivpc (Italian Vento Power Corporation), un gruppo imprenditoriale di Avellino, ma di proprietà italoamericana, molto attivo nel settore dell’energia, dato che il 49 per cento della produzione eolica italiana è roba sua. Per avere un ordine di grandezza, nella classifica dei dieci affari più importanti del 2007, la cessione Ivpc figurava al nono posto, mentre all’ottavo c’era un contratto dello stilista Valentino, valutato 2,1 miliardi. Tutto il mondo conosce lo stilista-pensionato Valentino, pochi sanno cos’è questa Ivpc che in soli 15 anni ha costruito un impero in uno dei settori più importanti per il futuro dell’ambiente e che detiene la leadership della costruzioni dei parchi eolici in Campania, Marche, Molise, Puglia e Calabria. Sul sito di Ivpc si legge questa bella dichiarazione di intenti ambientalisti post-Kyoto, che in Calabria non suona tanto concerned: “Ivpc si è sempre posta l’obiettivo strategico di perseguire la miglior integrazione possibile delle centrali eoliche con il paesaggio. E questo per due ragioni: l’autentica sensibilità della proprietà e del management verso l’ambiente; il ruolo decisivo che il consenso delle comunità locali svolge nel processo di accettazione”. In realtà il parere della popolazione che un bel giorno vede piantarsi davanti i mulini a vento dell’Ivpc non c’è mai stato e, se c’è, non conta niente. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Mauro Francesco Minervino un antropologo che ha dedicato allo scandalo dell’eolico un volume uscito da poco per i tipi dell’Ediesse dal titolo eloquente e cioè La Calabria brucia&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-1955208775537577539?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/1955208775537577539/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=1955208775537577539' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1955208775537577539'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1955208775537577539'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/calabria-la-truffa-dellenergia-eolica.html' title='Calabria, la truffa dell’energia eolica'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-3177307038551099363</id><published>2009-04-08T12:56:00.000+02:00</published><updated>2009-04-08T12:59:30.926+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Il furto dell'acqua, il furto della vita</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Mentre si parla d'altro il governo... avvia il processo di privatizzazione dell'acqua. Mentre nel paese imperversano discussioni sull'eutanasia, grembiulino a scuola, guinzaglio al cane e sul flagello  dei graffiti, il governo Berlusconi senza dire niente a nessuno ha dato il via alla privatizzazione dell'acqua pubblica. Il Parlamento ha votato l'articolo 23bis del decreto legge 112 del ministro Tremonti, che afferma  che la gestione de i servizi idrici deve essere sottomessa alle regole dell'economia capitalistica. Così il governo Berlusconi ha sancito che in Italia l'acqua non sarà più un bene pubblico ma una merce, e quindi sarà gestita da multinazionali (le stesse che possiedono l'acqua minerale).Già a Latina la Veolia (multinazionale che gestisce l'acqua locale) ha deciso di aumentare le bollette del 300%. Ai consumatori che protestano, Veolia manda le sue squadre di vigilantes armati e carabinieri per staccare i contatori.La privatizzazione dell'acqua che sta avvenendo a livello mondiale provocherà, nei prossimi anni, milioni di morti per sete nei paesi più poveri. L'uomo è fatto per il 65% di acqua, ed è questo che il governo italiano sta mettendo in vendita. L'acqua che sgorga dalla terra non è una merce, è un diritto fondamentale umano e nessuno può appropriarsene per trarne illecito profitto. L'acqua è l'oro bianco per cui si combatteranno le prossime guerre. Guerre che saranno dirette dalle multinazionali alle quali oggi il governo, preoccupato per i grembiulini, sta vendendo il 65% del nostro corpo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-3177307038551099363?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/3177307038551099363/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=3177307038551099363' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/3177307038551099363'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/3177307038551099363'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/il-furto-dellacqua-il-furto-della-vita.html' title='Il furto dell&apos;acqua, il furto della vita'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-7634459104292704071</id><published>2009-04-08T12:50:00.000+02:00</published><updated>2009-04-08T12:55:29.468+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tecnologia'/><title type='text'>Ue, 300 miliardi a supporto della banda larga</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Durante un vertice Ue, nasce l'ipotesi di premiare gli operatori delle telecomunicazioni che investono nella banda larga In Europa attraverso un investimento di 300 miliardi di euro. Un investimento pari a 300 miliardi di euro per portare la banda larga in tutta l'Europa. Secondo l'&lt;a title="Ue" href="http://europa.eu/index_it.htm" target="_blank"&gt;Unione Europea&lt;/a&gt;, tale cifra dovrebbe servire a stimolare e sostenere gli investimenti privati comunitari nel settore del broadband. Alla luce della crisi economica, infatti, i leaders dell'Unione hanno annunciato la loro piena partecipazione per sostenere accordi di condivisione del rischio tra gli operatori. 'Ad annunciarlo è un documento ufficiale, in discussione presso le istituzioni europee, che ufficializza il ruolo da protagonista dell'UE negli investimenti per il broadband. La decisione è stata spinta dalla Germania, che ha portato all'inserimento, all'interno di un vertice Ue, di un'apposita sezione rivolta alle telecomunicazioni. Il documento illustra anche le posizioni dei gruppi del settore, come Deutsche Telekom, France Telecom, Telefonica e Telecom Italia, secondo i quali il vecchio modello adesso non è più attuabile, a causa delle trasformazioni del mercato. Così facendo, gli operatori potrebbero imporre costi di accesso più elevati a chi vuole usare le reti. Inoltre, l'Ue ha invitato la Commissione europea ad elaborare, in collaborazione con gli azionisti, una strategia sulla banda larga europea entro il 2009. In caso contrario, sborsare le enormi somme necessarie per una rete ad alta velocità sarebbe molto più complesso ed oneroso, mentre il problema potrebbe essere risolto se il rischio finanziario fosse condiviso tra le varie parti. Tale decisione non minaccerebbe, secondo Francia e Gran Bretagna, la concorrenza del mercato. Dal canto suo, l'UE si ha sempre mostrato il suo interesse per gli investimenti nella banda, soprattutto perchè ciò consentirebbe la creazione di opportunità di mercato utili a rilanciare l'economia. E afferma: «A questo scopo devono essere autorizzati diversi accordi di cooperazione tra investitori e parti che richiedono invece l'accesso per diversificare il rischio dell'investimento e garantire allo stesso tempo che la struttura competitiva del mercato e i principi di non-discriminazione vengano mantenuti». Sul fronte italiano, il governo proprio in questi giorni sta esaminando il &lt;a title="rapporto Caio" href="http://www.pubblicaamministrazione.net/infrastrutture-it/news/1752/banda-larga-il-rapporto-di-francesco-caio-.html" target="_blank"&gt;rapporto Caio&lt;/a&gt;, riguardante la situazione della rete italiana e le possibilità derivanti dagli investimenti Telecom, che porterebbero alla creazione dell'"Open Access".&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-7634459104292704071?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/7634459104292704071/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=7634459104292704071' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/7634459104292704071'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/7634459104292704071'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/ue-300-miliardi-supporto-della-banda.html' title='Ue, 300 miliardi a supporto della banda larga'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-6258505833781298472</id><published>2009-04-08T12:48:00.000+02:00</published><updated>2009-04-08T12:50:02.731+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Una brutta tegola sul fotovoltaico: dopo l´Ici in arrivo anche un taglio degli incentivi?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Una recente nota dell’dell’Agenzia del territorio, che risale al 10 marzo scorso, assimila gli impianti fotovoltaici ad opifici (categoria D1) sui quali si applica l’Ici, quindi anche queste fonti energetiche rinnovabili dovrebbero pagare la tassa comunale.Un elemento che potrebbe far riconsiderare, secondo l’ Associazione produttori energie rinnovabili (Aper), l’effettivo rendimento economico di questi impianti.Tanto che come spiega il direttore Marco Pigni starebbero studiando possibili soluzioni, per evitare l’aggravio dei costi per i proprietari di impianti solari fotovoltaici.Le soluzioni individuate sarebbero tre: la prima prevede l’incremento degli incentivi attualmente riconosciuti agli impianti realizzati e che sarà in vigore per tutti gli impianti installati entro dicembre 2010. Da gennaio 2011 saranno infatti rivisti gli aiuti economici attraverso un decreto che è previsto già per l’estate di quest’anno, anche se sembra che la volontà del legislatore sia al contrario quella di abbassare la quota (anziché alzarla), giustificando tale decisione con il fatto che i costi tecnologici dei pannelli fotovoltaici sono scesi e che quindi il mercato non avrebbe più bisogno della stessa entità di sostegni come avvenuto sino ad ora. Un’eventualità che potrebbe frenare (dal 2011) la corsa al fotovoltaico, che pochi giorni fa ha visto esultare l’Italia, che con oltre 24mila impianti, per una potenza di 338 MW, si colloca al terzo posto, insieme agli Stati Uniti, per potenza annua installata nel 2008, dietro la Spagna e la Germania.La seconda ipotesi messa in campo da Aper ipotizza invece una nuova agevolazione fiscale compensativa, anziché l’aumento degli incentivi.Terza possibilità che viene contemplata dall’associazione dei produttori di energia rinnovabile è la riallocazione di questi impianti in altra categoria catastale, ovvero nella E che comprende gli immobili cui viene riconosciuto un pubblico servizio e che, secondo una sentenza del 2 gennaio 2009 della Commissione Tributaria provinciale di Bologna, non assoggettabili all’imposta comunale. L’Aper si dice pronta al confronto che vorrebbe estendere a tutte le fonti rinnovabili per trovare le modalità per superare l’attuale «contraddizione di uno Stato che con una mano dà, dicendo di voler sviluppare le rinnovabili, prevedendo anche specifici incentivi, e con l’altra prende, assoggettando all´Ici i medesimi impianti per la produzione di energia». E qualora il confronto non fosse accettato o proficuo l’alternativa sarà il contenzioso. Una strada che, però, sarebbe non tanto utile da intraprendere. Lasciare che le questioni amministrative vengano risolte dalla magistratura e dai tribunali anziché dalla politica è infatti un percorso che poco aiuta allo sviluppo di una economia, che come quella legata alle rinnovabili potrebbe dare una mano alla crisi economica oltre che a quella ambientale nel nostro paese.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-6258505833781298472?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/6258505833781298472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=6258505833781298472' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/6258505833781298472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/6258505833781298472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/una-brutta-tegola-sul-fotovoltaico-dopo.html' title='Una brutta tegola sul fotovoltaico: dopo l´Ici in arrivo anche un taglio degli incentivi?'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-5070254775776551671</id><published>2009-04-08T12:41:00.001+02:00</published><updated>2009-04-08T12:44:16.557+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Twitter, la politica britannica in diretta sul desktop</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Si può scaricare da oggi la nuova applicazione di TweetMinster, che consente di aggregare in tempo reale i tweet dei politici britannici e di chi parla ne parla. "Tutta la politica minuto per minuto". Sembra uno slogan calcistico, sulla falsariga del noto programma di informazione radiofonica, ma questa volta è la politica la protagonista, e il mezzo di comunicazione non è la radio ma il web, in particolare &lt;a title="Twitter" href="http://twitter.com/" target="_blank"&gt;Twitter&lt;/a&gt;. Sarà disponibile già da questo pomeriggio una nuova applicazione di TweetMinster, per seguire in tempo reale le vicende politiche dal proprio desktop. '&lt;a title="TweetMinster" href="http://www.tweetminster.co.uk/" target="_blank"&gt;TweetMinster&lt;/a&gt;, infatti, oltre ad aggregare conversazioni di parlamentari e candidati dei vari partiti, permetterà di seguire qualsiasi contenuto politicamente rilevante, "twittato" anche da non politici. Ma cos'è TweetMinster? Si tratta di un servizio di Twitter, che consente di monitorare la politica britannica in tempo reale, aggregando i tweet politici. Quando è stato lanciato in Gran Bretagna, lo scorso dicembre, vi si sono registrati 5 deputati, 10 candidati al Parlamento e 2 ministeri governativi. Ma oggi i numeri sono cresciuti notevolmente, e adesso si contano 45 mebri di Westminster, 60 candidati e 10 ministeri. Alla creazione di TweetMinster ha partecipato anche un ragazzo italiano di 29 anni, Aberto Nardelli, ispirandosi al successo registrato dall'uso dei social network da parte del presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, grazie a &lt;a title="Tweetcongress" href="http://tweetcongress.org/" target="_blank"&gt;Tweetcongress&lt;/a&gt;. All'interno della pagina dedicata al servizio, è presente anche un "&lt;a title="Twitterometro" href="http://tweetminster.co.uk/pages/apps" target="_blank"&gt;Twitterometro&lt;/a&gt;", che fornisce in tempo reale alcune statistiche sul confronto tra due leader politici, ad esempio il numero di volte che sono stati chiamati in causa. «Creare una comunità politica senza precedenti per migliorare la comunicazione politica, renderla più aperta e trasparente facendo interagire gli elettori tra loro e direttamente con i vari politici», questo il fondamento di Twittminster secondo Alberto Nardelli, che sta già pensando di rendere a pagamento il servizio. E in Italia? A cosa porterebbe l'utilizzo di una simile applicazione? Manderebbe Twitter in tilt? «Assolutamente no - assicura Nardelli intervistato su &lt;a title="Wired" href="http://www.wired.it/" target="_blank"&gt;Wired.it&lt;/a&gt; - Abbiamo costruito il servizio in modo che con i partner giusti possa essere replicato in ogni paese del mondo. Se ci fosse interesse potremmo aiutare anche l'Italia a svilupparlo così come abbiamo già fatto in Olanda e in Svezia».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-5070254775776551671?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/5070254775776551671/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=5070254775776551671' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/5070254775776551671'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/5070254775776551671'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/twitter-la-politica-britannica-in.html' title='Twitter, la politica britannica in diretta sul desktop'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-8145222147067070687</id><published>2009-04-07T15:55:00.000+02:00</published><updated>2009-04-07T15:56:20.715+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Per le lampade arrivano le specifiche per la progettazione ecocompatibile</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Allo scopo di ridurre le emissioni a effetto serra, il consumo di energia, l’utilizzo e le emissioni di mercurio, l’Unione europea ha elaborato le regole per la progettazione ecocompatibile delle lampade. La Commissione europea – coerentemente con quanto stabilito dalla direttiva sulla progettazione ecocompatibile dei prodotti che consumano energia (Direttiva 2005/32/Ce) - ha emanato due regolamenti (pubblicati sulla Gazzetta ufficiale europea di oggi) uno sulle lampade non direzionali per uso domestico e l’altro per le lampade fluorescenti senza alimentatore integrato, per quelle a scarica ad alta intensità e di alimentatori e apparecchi di illuminazione in grado di far funzionare tali lampade.Entreranno in vigore fra venti giorni, anche se i requisiti per l’ecoprogettazione verranno applicati gradualmente secondo un calendario “fissato in modo da evitare impatti negativi sulla funzionalità delle apparecchiature sul mercato, tenendo conto contestualmente dell’impatto sui costi per gli utenti finali e i produttori, in particolare per le PMI”.La Commissione ha effettuato tre studi preparatori che hanno analizzato gli aspetti tecnici, ambientali ed economici dei prodotti per illuminazione solitamente utilizzati nel settore domestico e nel settore terziario (illuminazione per ufficio e illuminazione pubblica stradale). I risultati degli studi (che sono stati eseguiti in collaborazione con le parti in causa e i soggetti interessati provenienti dalla Comunità e da paesi terzi, - pubblicati sul sito web EUROPA della Commissione europea –) hanno dimostrato che è possibile ridurre in misura significativa il consumo di elettricità dei prodotti oggetto dei regolamenti e conseguentemente l’emissioni globali di mercurio oltre quelle di gas a effetto. Perché i requisiti per la progettazione ecocompatibile possono migliorare le prestazioni ambientali dei prodotti, contribuendo al funzionamento del mercato interno e all’obiettivo comunitario di ridurre il consumo di energia del 20 % entro il 2020.Il consumo annuo di elettricità connesso alle lampade non direzionali per uso domestico – ossia quelle usata nelle case dei cittadini che non emettono l’80% di emissione luminosa all’interno di un angolo corrispondente a un cono con angolo di 120° - è stato stimato in 112 Twh nel 2007 equivalenti a 45 Mt di emissione di CO2. Mentre per le lampade fluorescenti senza alimentatore integrato, per quelle a scarica ad alta intensità e di alimentatori e apparecchi di illuminazione in grado di far funzionare tali lampade, il consumo è stato stimato a 200 TWh nel 2005, equivalenti a 80 Mt di emissioni di CO2. In assenze di misure specifiche si prevede che tale consumo nel 2020 salga: per il primo tipo di lampade a 135 Twh, mentre per le seconde a 260 TWh. Per quest’ultime inoltre, il contenuto del mercurio delle lampade attualmente installate è stimato a 12,6 t nel 2005 mentre per quelle domestiche ammonta a 2,9 tonnellate nel 2007. In assenza di misure specifiche si prevede che il contenuto di mercurio delle lampade installate potrebbe salire a 18,6 t e a 3,1 tonnellate - per quelle domestiche che presumibilmente non saranno riciclate al termine della vita - nel 2020.Dunque l’Ue - attraverso l’ecoprogettazione - cerca di favorire la penetrazione sul mercato di tecnologie che consentano di migliorare l’efficienza energetica dei prodotti in questione, con risparmi annui di energia stimati a 38 TWh (per le lampade non domestiche) e a 39 TWh (per quelle domestiche) nel 2020 rispetto al consumo stimato per quello stesso anno in assenza di misure a favore della progettazione compatibile.Naturalmente i requisiti per la progettazione ecocompatibile non dovranno avere un impatto negativo sulla funzionalità del prodotto né conseguenze negative per la salute, la sicurezza o l’ambiente. Del resto l’integrazione degli aspetti ambientali nelle caratteristiche del prodotto sin dalla loro concezione si riallaccia da un lato agli sviluppi comunitari della politica integrata relativa ai prodotti (specie per l’integrazione del concetto di ciclo di vita) e dall’altro alle tre dimensioni economica, sociale e ambientale, della sostenibilità dei prodotti che consumano energia. Ecco dunque perché per progettazione ecocompatibile si intende l’integrazione degli aspetti ambientali nella progettazione del prodotto nell’intento di migliorare le prestazioni ambientali nel corso del suo intero ciclo di vita che va dal consumo di materia per la costruzione fino allo smaltimento del prodotto.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-8145222147067070687?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/8145222147067070687/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=8145222147067070687' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/8145222147067070687'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/8145222147067070687'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/per-le-lampade-arrivano-le-specifiche.html' title='Per le lampade arrivano le specifiche per la progettazione ecocompatibile'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-1376969657975619956</id><published>2009-04-07T15:51:00.001+02:00</published><updated>2009-04-07T15:54:01.722+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Il progetto Culturaitalia.it con il patrimonio culturale sul web</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sarà presentato il 2 aprile prossimo il nuovo portale dedicato all'immenso patrimonio dei beni culturali italiani. Anche la cultura italiana adesso va sul web. Grazie al protocollo di intesa firmato lo scorso 18 febbraio dal Ministro per i Beni e le Attività Culturali Bondi e dal Ministro per la Pubblica Amministrazione e l'Innovazione, Brunetta, &lt;a title="sito CulturaItalia.it" href="http://www.culturaitalia.it/pico/" target="_blank"&gt;Culturaitalia.it&lt;/a&gt; permetterà la fruizione online del patrimonio culturale italiano, da nord a sud, un viaggio virtuale attraverso i musei, le biblioteche, gli archivi, gli istituti di ricerca e di formazione di tutta Italia. L'iniziativa è in linea con altri progetti europei volti alla diffusione della conoscenza e alla fruizione del patrimonio in rete, tra i quali &lt;a title="Europeana" href="http://www.europeana.eu/portal/" target="_blank"&gt;Europeana&lt;/a&gt; e &lt;a title="MICHAEL" href="http://michael-culture.it/mpf/pub-it/index.html" target="_blank"&gt;MICHAEL&lt;/a&gt;, il progetto europeo coordinato dal MiBAC, che ha messo a disposizione in rete migliaia di informazioni sulle collezioni digitali europee. Sebbene sia già in rete dall'aprile del 2008, sarà presentato ufficialmente il 2 aprile, all'interno del &lt;a title="Convegno CulturaItalia" href="http://www.pubblicaamministrazione.net/governance/eventi/142/culturaitalia-e-il-contributo-italiano-a-europeana-.html" target="_blank"&gt;convegno&lt;/a&gt; "CulturaItalia e il contributo italiano a Europeana", che illustrerà anche i risultati raggiunti dai progetti, confrontandoli con le analoghe iniziative europee. Inoltre, verrà lanciata la campagna "Aderisci a CulturaItalia", rivolta ai responsabili e ai gestori di contenuti culturali, per estendere la rete dei partner di CulturaItalia e partecipare alla crescita di Europeana. Ma quali sono le sue funzionalità? All'interno del sito di CulturaItalia sono presenti risorse provenienti dai principali progetti di digitalizzazione del patrimonio culturale in ambito nazionale. Una sorta di rete della cultura che fino ad oggi ha raccolto, indicizzato e organizzato oltre 2,5 milioni di record. È suddiviso in varie sezioni, ciascuna riguardante un determinato settore della cultura: archeologia, architettura, arti visive, ambiente e paesaggio, cinema e media, musica, spettacolo, tradizioni popolari, letteratura, scienze umane, cultura scientifica e infine fomazione ricerca e sviluppo. Un'idea di cultura a 360 gradi, quindi, che coinvolge ogni settore, dall'intrattenimento alle scienze. Le categorie, a loro volta, contengono una classificazione in base agli enti di riferimento, al tipo di monumento e alla sua collocazione geografica e storica, in base alle quali sarà più semplice filtrare la mole di informazioni e dati. Tra i risultati verranno forniti anche un elenco di siti, blog e forum sull'argomento.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-1376969657975619956?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/1376969657975619956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=1376969657975619956' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1376969657975619956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1376969657975619956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/il-progetto-culturaitaliait-con-il.html' title='Il progetto Culturaitalia.it con il patrimonio culturale sul web'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-8667955925429082883</id><published>2009-04-07T15:22:00.002+02:00</published><updated>2009-04-07T15:51:11.649+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Reti sociali e nuovi strumenti di marketing</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L'onda dei social network sta investendo anche il marketing. Facebook e MySpace dettano i tempi per una nuova era del commercio online. L'uso sociale della rete sta modificando il modo di prendere decisioni per gli acquisti. Per chi vende è arrivato il momento di ripensare le strategie di marketing tenendo presente il comportamento sociale dei consumatori. La versione di Internet delle reti sociali è una delle forme più evolute di comunicazione in rete: i due social network più diffusi sono Myspace con 117 milioni di utenti e Facebook, con 132 milioni di utenti. L'efficacia delle social network come strumenti di marketing è documentata da quanto accaduto durante le elezioni presidenziali USA del 2008. Più che con i normali mezzi di comunicazione della politica, la campagna elettorale del Senatore Obama si è svolta sui social network &lt;a title="Barack Obama" href="http://my.barackobama.com/page/user/login?successurl=L3BhZ2UvZGFzaGJvYXJkL3ByaXZhdGU=" target="_blank"&gt;My.BarackObama.com&lt;/a&gt; e ha consentito di costruire un database di milioni di sostenitori. Tuttavia le difficoltà non mancano, la recessione ha colpito duramente anche il mondo dell'advertising online e le previsioni di spesa in questo settore da parte delle aziende si sono notevolmente ridotte. Inoltre, il targeting della pubblicità sul Web basato sulle interazioni sociali degli utenti è estremamente difficile da scalare. Gli esperti di marketing sono comunque consapevoli che «non importa quali siano gli ostacoli, le aziende devono essere presenti dove sono i loro clienti, e i consumatori restano fortemente coinvolti nelle reti sociali». La pubblicità non è l'unico modo per i venditori di partecipare alle reti sociali, molto interessanti sono le opportunità offerte dell'unione tra le nuove tecnologie web 2.0 e quelle un po' più datate: ad esempio, il connubio tra e-mail e reti sociali online. Siti come MySpace e Facebook consentono alle persone di condividere i loro pensieri e connettersi rapidamente con centinaia di amici e non solo per chattare ma anche per raccogliere informazioni e referenze sul prodotto. Di conseguenza, le reti sociali hanno dato agli acquirenti un nuovo e potente strumento per la scelta degli acquisti. Utilizzare l'email marketing in un contesto sociale consente agli utenti e alle loro comunità la connessione in forme non convenzionali e in modo illimitato. Quando le persone sono in grado di connettersi in modo asincrono questo dà loro il tempo di assimilare le informazioni e dare forma a commenti e risposte ben ponderate. Nell'email marketing tradizionale si riceve feedback da parte dei destinatari, ma non è possibile raccogliere informazioni dal "gruppo dei pari", cioè dalle persone che condividono interessi ed affinità con il destinatario e potrebbero fornire commenti, intuizioni e suggerimenti. Il social network, invece, è un luogo permanente per lo scambio di conoscenze. Moltiplicate questo scambio per molti utenti e molte campagne, ed avrete tutti gli elementi per migliorare l'efficacia delle vostre campagne promozionali. Gli operatori di marketing dovranno spostare la loro attenzione alle reti sociali e meno all'e-mail? È evidente che le reti sociali stanno orientando alcuni segmenti di pubblico lontano dalla casella di posta. Anche se un cambiamento è inevitabile, la maggior parte degli analisti del settore concorda sul fatto che l'email marketing non declinerà troppo presto. Da un recente sondaggio di Pew Internet &amp;amp; American Life Project è emerso che il 92% degli adulti utenti di Internet invia e legge e-mail regolarmente, una percentuale di gran lunga superiore a qualsiasi visita regolare ai sociale network. Inoltre, l'e-mail è già una parte del social networking, poiché quasi tutti i siti utilizzano gli indirizzi email per entrare a farne parte. Le nuove tecnologie che combinano i due elementi raggiungeranno più facilmente i clienti e i loro amici, permettendo agli operatori di marketing più innovativi di godere dei vantaggi di entrambi. Dopotutto, il marketing sociale è principalmente un luogo di relazioni, e il marketing di successo si basa su forti relazioni di lealtà al marchio da parte dei clienti.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Strategia di email marketing sociale&lt;br /&gt;Prima di realizzare una campagna di e-mail social marketing, tuttavia, gli addetti al marketing hanno bisogno di una chiara definizione di chi stanno cercando di raggiungere e quale reazione sperano di ottenere. È necessario tenere presente alcune considerazioni:&lt;br /&gt;- Identificare le predisposizioni del pubblico da raggiungere;&lt;br /&gt;- Allineamento con gli interessi dei destinatari;&lt;br /&gt;- Comprendere che è il cliente che detiene il controllo.&lt;br /&gt;- Nuove relazioni con i clienti&lt;br /&gt;Tutte le iniziative di marketing devono includere un elemento di misurazione, per garantire se si stanno raggiungendo gli obiettivi prefissi. È quasi impossibile ottenere dati precisi, ma con l'aggiunta di email marketing al mix sociale, gli addetti al marketing sono in grado di raccogliere un'enorme quantità di dati preziosi. Il valore di un programma di email marketing risiede nella sua capacità di monitorare quel comportamento. Questo dà al marketing la capacità di riconoscere le persone chiave che influenzano determinati mercati target e creare programmi con offerte speciali o incentivi proprio per quel gruppo di élite, rafforzando ulteriormente il loro legame con quel marchio e incoraggiandoli a diffondere le notizie ai loro contatti sociali. Circa un utente su quattro online è in grado di influenzare le scelte di acquisto degli altri, secondo JupiterResearch. Non solo, questi fedelissimi spendono di più online rispetto alla media degli utenti di Internet e, in genere, acquistano oggetti più costosi. È quindi doveroso sapere chi siano per rafforzare la loro fedeltà al marchio.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli strumenti&lt;br /&gt;Silverpop è uno dei maggiori fornitori di servizi di email marketing. L'azienda, con sede ad Atlanta, realizza soluzioni integrate per tutte le fasi del ciclo delle campagne di marketing destinate ad operazioni di vendita ad alto coinvolgimento. Per condividere facilmente i messaggi di email marketing su siti di social networking, Silverpop ha sviluppato la funzionalità "Share-to-Social" che consente di inserire nella email che l'azienda invia ai propri clienti, un messaggio di condivisione. Lo strumento consente di valutare la "virulenza" dei messaggi a livello di dettaglio, rilevando quante volte un messaggio di posta elettronica è stato condiviso su reti sociali, visto e cliccato. Inoltre è possibile individuare i più preziosi influenzatori, cioè i destinatari che hanno condiviso il messaggio sulla loro rete sociale e hanno originato un contagio di tipo virale.&lt;br /&gt;L'era della pubblicità sociale è certamente cominciata con l'entrata in campo dei due principali attori del social networking. Facebook Advertising propone una pubblicità su misura per le aziende che possono:&lt;br /&gt;- creare la homepage relativa al proprio marchio come fosse la pagina di un utente qualunque;&lt;br /&gt;- scegliere la tipologia del pubblico al quale intendono rivolgersi distinguendo per età, sesso, luogo, interessi o inserendo parole chiave;&lt;br /&gt;- accedere alle statistiche per misurare il comportamento degli utenti del sito in relazione al loro brand: cosa guardano, con chi parlano e quali sono le tendenze più significative che emergono.&lt;br /&gt;MySpace propone due applicazioni: SelfServe, molto simile a Facebook Advertising, e Hypertargeting che utilizza le informazioni che gli utenti decidono di rendere pubbliche per raggiungere i consumatori che presumibilmente saranno più interessati al marchio e ai suoi prodotti.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Conclusioni&lt;br /&gt;Il social advertising è destinato a crescere e rappresenta grandi opportunità di raggiungere un pubblico nuovo e creare relazioni reciprocamente vantaggiose con i clienti. Le aziende che avviano un programma di pubblicità sociale online devono essere pronte a prendersene cura: inviare, misurare, aggiustare e perfezionare i messaggi. I clienti diffonderanno la comunicazione, diventando influenzatori del mercato, costruendo la consapevolezza del marchio e coinvolgendo la propria rete sociale di conoscenti a prendere in considerazione i vostri prodotti e servizi. Per i responsabili del marketing ci sono anche altre questioni da affrontare: gli utenti delle reti sociali vogliono comunicare gli uni con gli altri, non necessariamente con le aziende e la privacy è un elemento cruciale, la ricerca di dati utili non può prescindere dal rispetto della riservatezza sulle &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;informazioni personali.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-8667955925429082883?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/8667955925429082883/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=8667955925429082883' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/8667955925429082883'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/8667955925429082883'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/reti-sociali-e-nuovi-strumenti-di.html' title='Reti sociali e nuovi strumenti di marketing'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-3206614921683342145</id><published>2009-04-07T15:10:00.001+02:00</published><updated>2009-04-07T15:22:16.136+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Lotta all'evasione: continua?</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Ha avuto larga eco la notizia che nel 2008 le somme riscosse dall'Agenzia delle Entrate in seguito alla lotta all'evasione hanno raggiunto i 6,9 miliardi. Si è sottolineata la crescita del dato rispetto all'anno precedente, senza tuttavia estendere il confronto al 2006. Ma se si va a guardare le riscossioni di quell'anno, la prospettiva si rovescia: il 2008 risulta un anno di netta decelerazione rispetto alla crescita avvenuta nel 2007. Per il 2009, il primo anno i cui risultati potranno essere attribuiti interamente al governo in carica, il rischio di stallo è elevato.&lt;br /&gt;Lo scorso 23 marzo l'Agenzia delle Entrate ha tenuto una conferenza stampa per mostrare, numeri alla mano, che "la lotta contro l’evasione fiscale va avanti", come afferma la sintesi nell’&lt;a onkeypress="window.open(this.href);return false;" onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://www.agenziaentrate.gov.it/ilwwcm/resources/file/eb962503426d4c0/ComstConferenza%20stampa%20Accertamento%20230309.pdf"&gt;home page dell’Agenzia&lt;/a&gt;.Per chi teme che la tolleranza verso l'evasione possa tornare a essere uno degli assi portanti del "patto sociale", si tratta di una sorpresa che merita un supplemento di indagine.&lt;br /&gt;UN CONFRONTO PIÙ CORRETTO&lt;br /&gt;Nella presentazione , si trovano solo i dati relativi al 2007 e al 2008: nella seconda diapositiva, le "Somme riscosse a seguito della complessiva azione di contrasto degli inadempimenti dei contribuenti" mostrano per il 2008 una crescita di 500 milioni di euro rispetto all’anno precedente (da 6,4 a 6,9 miliardi di euro), pari all'8 per cento.I dati relativi al 2006 si possono trovare, con una certa fatica, sul sito dell'Agenzia grazie a una c&lt;a onkeypress="window.open(this.href);return false;" onclick="window.open(this.href);return false;" href="http://www.agenziaentrate.gov.it/ilwwcm/connect/Nsi/Documentazione/Archivio/Archivio+Materiale+informativo/Sala+stampa+anno+2007/Conferenza+stampa/"&gt;onferenza stampa del dicembre 2007&lt;/a&gt;. Confrontando questi dati con quelli definitivi 2007 citati nella conferenza stampa del 23 marzo, dal 2006 (anno di passaggio tra due legislature) al 2007 (anno interamente attribuibile al governo Prodi) la crescita delle riscossioni risulta pari a 2 miliardi (da 4,4 a 6,4 miliardi di euro), cioè al 45 per cento (vedi la tabella 1).Visto in prospettiva, il risultato del 2008, di nuovo un anno di passaggio tra due legislature,  acquista quindi tutt’altro senso: secondo questo indicatore di efficacia, la dinamica della lotta all'evasione è rallentata vistosamente.Ma non è finita qui: la previsione per il 2009 avanzata nella conferenza stampa comporta una ulteriore riduzione del tasso di crescita delle riscossioni: dall’8 al 4 per cento. Questa previsione programmatica appare incoerente con quanto afferma il direttore dell'Agenzia, Attilio Befera: “il contrasto all’evasione (...) diventa ancor più determinante nei momenti di crisi, come quello attuale, quando la concorrenza sleale rischia di essere un fattore che taglia fuori dal mercato le imprese sane”.Il 2009, periodo che presumibilmente andrà attribuito per intero al governo Berlusconi, sarà comunque l'anno in cui si potranno osservare i risultati della politica anti-evasione del governo per così dire in vitro, al netto sia dei mesi in cui era in carica il governo precedente, sia del "trascinamento" della sua azione di contrasto – i cui effetti sulle riscossioni ovviamente non sono istantanei, ma si realizzano con un certo ritardo, come è stato fatto notare giustamente da vari commentatori. Vedremo se la promessa relativa a quest’anno, pur così poco ambiziosa, sarà mantenuta.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;La Voce.info&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-3206614921683342145?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/3206614921683342145/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=3206614921683342145' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/3206614921683342145'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/3206614921683342145'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/lotta-allevasione-continua.html' title='Lotta all&apos;evasione: continua?'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-2920637904021227060</id><published>2009-04-07T15:07:00.000+02:00</published><updated>2009-04-07T15:09:06.650+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='energia'/><title type='text'>L'inganno nucleare</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Gli Amici della Terra (promotori dei referendum anti-nucleari del 1987) e il Gruppo d'Intervento Giuridico ritengono che sia da respingere questo "ritorno" del nucleare in Italia, più imposto che voluto. Sostengono, invece, la ricerca e la &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_rinnovabile"&gt;promozione delle energie alternative e rinnovabili&lt;/a&gt;, in primo luogo quelle di &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Energia_solare"&gt;fonte solare&lt;/a&gt; (&lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Solare_termico"&gt;energia solare termica&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Solare_termodinamico"&gt;energia solare termodinamica&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Impianto_fotovoltaico"&gt;energia solare fotovoltaica&lt;/a&gt;). Hanno quindi promosso la seguente petizione:&lt;br /&gt;Al Presidente del Consiglio dei Ministri,&lt;br /&gt;i sottoscritti cittadini italiani chiedono al Governo di non costruire nuove centrali nucleari e non riattivare quelle vecchie dismesse. Il problema della loro sicurezza e della gestione e smaltimento delle scorie è grave ed irrisolto. Chiedono invece il potenziamento della ricerca e della produzione di energia da fonte solare.&lt;br /&gt;Già 1.546 italiani l'hanno sottoscritta sulla piattaforma petizioni Tiscali ed oggi è disponibile su &lt;a href="http://www.firmiamo.it/"&gt;www.firmiamo.it&lt;/a&gt;. Per sottoscrivere basta ciccare sul seguente link:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://www.firmiamo.it/noallenergianuclearesiallenergiasolare"&gt;No all'energia nucleare, sì all'energia solare !&lt;/a&gt;  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fermiamo questa folle corsa verso il nucleare, facciamo la nostra parte.&lt;br /&gt;Gruppo d'Intervento Giuridico e Amici della Terra&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-2920637904021227060?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/2920637904021227060/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=2920637904021227060' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/2920637904021227060'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/2920637904021227060'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/linganno-nucleare.html' title='L&apos;inganno nucleare'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-1214417164939387394</id><published>2009-04-07T15:02:00.000+02:00</published><updated>2009-04-07T15:06:40.537+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Nelle scuole inglesi Facebook spodesta la storia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Nelle scuole elementari del Regno Unito lo studio della storia cede il posto a PC, Web e nuove tecnologie. La riforma scolastica non fa discutere solo in Italia. Stando alle indiscrezioni pubblicate sul "The Guardian" anche la scuola primaria britannica mette in atto cambiamenti controversi relativi alla riorganizzazione delle materie curriculari. Il nuovo programma didattico prevede l'inserimento della materia Web e nuove tecnologie che insegnerà ai giovani studenti inglesi a destreggiarsi con le attività di blogging e podcast, a consultare Wikipedia e Twitter e a scrivere sia a mano sia su una tastiera di computer. Le aree centrali del sistema istruttivo britannico restano sei: inglese, comunicazione e lingue, matematica, scienze e tecnologia, scienze umane, sociali e ambientali, salute fisica e benessere, arte e design. Ma questa riforma agli insegnanti non piace: per far posto ai social network sarà infatti necessario ridurre le ore destinate allo studio della storia, una materia che con gli anni ha ricoperto un ruolo sempre più marginale: addirittura il periodo vittoriano e la Seconda guerra mondiale protrebbero diventare facoltative. Il ministro dell'Istruzione Jim Knight, dal Department for Children, Schools and Families ha però rassicurato che «gli studenti della scuola primaria affronteranno i periodi più importanti della storia, come i Romani, i Tudor e l'era Vittoriana e verrà loro insegnato a capire una cronologia di eventi importanti per la nazione e per il mondo intero».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-1214417164939387394?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/1214417164939387394/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=1214417164939387394' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1214417164939387394'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1214417164939387394'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/nelle-scuole-inglesi-facebook-spodesta.html' title='Nelle scuole inglesi Facebook spodesta la storia'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-5225654368077818857</id><published>2009-04-07T14:54:00.000+02:00</published><updated>2009-04-07T15:02:08.371+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Piazzisti eolici</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;br /&gt;Più modesti dei &lt;a href="http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/Piazzisti_nucleari__1974388.shtml"&gt;piazzisti nucleari&lt;/a&gt;, tanti piazzisti eolici hanno ripreso di buona lèna a percorrere in lungo ed in largo il Sardistàn.    I &lt;a href="http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/Soldi_portati_dal_vento____1881461.shtml"&gt;benefici finanziari&lt;/a&gt; del Cip 6 uniti alla convinzione che la recente vittoria elettorale del centro-destra porterà ad un depotenziamento (o uno smantellamento, addirittura) delle normative di tutela ambientale, li porta anche ad assediare amministratori locali per poter piazzare sul loro territorio quante più pale eoliche possibile.  E' il caso di un Comune del cagliaritano dove recentemente s'è presentato un emissario di parchi eolici intenzionato a posizionare i noti ventoloni in riva ad un torrente, con il biglietto da visita di ambientalista. Con tanto di suv.  All'obiezione del Sindaco, relativa alla sistematica esondazione del corso d'acqua in caso di forti piogge, alla non particolare frequenza del vento ed al valore naturale dell'area interessata, l'emissario ha pontificato per un bel pezzo di protocolli di Kyoto e di gas serra come se il futuro del Pianeta dipendesse da quella decina di turbine casualmente proposte dalla propria Società.  Il Sindaco l'avrebbe cordialmente mandato a quel paese, ma l'emissario non avrebbe desistito, annunciando che il progetto sarebbe stato ugualmente presentato "e si sarebbe visto in Regione come andava a finire". Giusto per capirci, faremo di tutto per evitare che la Sardegna ridiventi &lt;a href="http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/Energia_eolica__interessi_particolari_e_sondaggi_spazzati_dal_vento____1631405.shtml"&gt;terra promessa&lt;/a&gt; per il peggiore &lt;a href="http://gruppodinterventogiuridico.blog.tiscali.it/Eolico_selvaggio____No__grazie___1828458.shtml"&gt;eolico selvaggio&lt;/a&gt;, distruttivo dell'ambiente e privo di alcuna utilità per le collettività locali. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;G.I.G.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-5225654368077818857?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/5225654368077818857/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=5225654368077818857' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/5225654368077818857'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/5225654368077818857'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/piazzisti-eolici.html' title='Piazzisti eolici'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-5583922564212309352</id><published>2009-04-07T14:42:00.001+02:00</published><updated>2009-04-07T14:53:17.668+02:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>La Vodafone installa pannelli solari nelle scuole grazie ai vecchi telefonini</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il riciclo dei vecchi telefonini consentirà di finanziare l'installazione di impianti fotovoltaici nelle scuole italiane. Che fare dei vecchi cellulari inutilizzati? È Vodafone a fornire una risposta valida ed "ecologica", grazie alla campagna "Il tuo telefonino ha ancora tanta energia", partita ieri da Milano. Fino all'11 aprile, infatti, in Corso Garibaldi ma anche in tutti i punti vendita Vodafone One, sarà possibile portare il proprio vecchio cellulare, la cui rigenerazione permetterà di finanziare l'installazione di impianti fotovoltaici nelle scuole. Giunta alla sua seconda edizione, l'iniziativa, che si inserisce nella campagna "MyFuture" è realizzata insieme a Enel e Legambiente. Gli edifici scolastici a cui saranno destinati i pannelli fotovoltaici saranno individuati con Legambiente mentre sarà Enel ad occuparsi dell'installazione. Quest'anno ci sono alcune novità. Portando il cellulare presso l'apposito "spazio responsabile" di Milano si potrà ricaricare il proprio telefonino con &lt;a title="Ecoricarica" href="http://www.myfuture.vodafone.it/public/page.jsp?sez=220&amp;amp;pag=289" target="_blank"&gt;Ecoricarica&lt;/a&gt;, la nuova ricarica da 60 euro, grazie alla quale per ogni acquisto Vodafone devolverà un euro per sostenere le attività del &lt;a title="Progetto MyFuture" href="http://www.myfuture.vodafone.it/public/page.jsp?sez=217&amp;amp;pag=292" target="_blank"&gt;Progetto MyFuture&lt;/a&gt; a tutela dell'ambiente. Ma non solo: saranno in vendita anche borse realizzate riciclando i cartelloni delle campagne pubblicitarie al prezzo di 25-35 euro. E in più vi sarà l'estrazione di una una bicicletta. Durante la prima edizione della campagna, che ha coinvolto in un tour itinerante 10 città italiane e oltre 700 negozi, Vodafone ha raccoglto oltre 20 mila terminali, il cui ricavato ha permesso di finanziare l'installazione degli impianti fotovoltaici in &lt;a title="Impianti nelle scuole" href="http://www.myfuture.vodafone.it/public/page.jsp?sez=218&amp;amp;pag=293" target="_blank"&gt;sei scuole&lt;/a&gt;: &lt;a title="Scuola dell'infanzia e primaria Cruillas" href="http://www.myfuture.vodafone.it/public/page.jsp?sez=218&amp;amp;pag=296" target="_blank"&gt;Palermo&lt;/a&gt;, &lt;a title="Scuola media Quasimodo" href="http://www.myfuture.vodafone.it/public/page.jsp?sez=218&amp;amp;pag=297" target="_blank"&gt;Agrigento&lt;/a&gt;, &lt;a title="Scuola Primaria Einaudi" href="http://www.myfuture.vodafone.it/public/page.jsp?sez=218&amp;amp;pag=299" target="_blank"&gt;Grosseto&lt;/a&gt;, &lt;a title="Istituto comprensivo Pirandello" href="http://www.myfuture.vodafone.it/public/page.jsp?sez=218&amp;amp;pag=300" target="_blank"&gt;Pesaro&lt;/a&gt;, &lt;a title="Scuola media Zappata&amp;#10;" href="http://www.myfuture.vodafone.it/public/page.jsp?sez=218&amp;amp;pag=298" target="_blank"&gt;Comacchio&lt;/a&gt; e La Spezia. Ma la raccolta di telefoni, batterie e accessori fa parte di un progetto che Vodafone Italia ha sviluppato a partire dal 2000 con l'obiettivo di sensibilizzare la comunità sulla corretta gestione dei rifiuti elettrici ed elettronici e ridurre i danni derivanti da una loro dispersione nell'ambiente. Dal 2000 ad oggi sono stati raccolti oltre un milione e mezzo di telefoni, ricavando circa 30 tonnellate di materiali destinati al riciclo e al riutilizzo. E se si vuole seguire il pecorso del telefonino dalla consegna fino al riciclo e al riuso, basterà registrarsi al &lt;a title="Resitrati su MyFuture" href="http://www.myfuture.vodafone.it/public/registrazione_st.jsp" target="_blank"&gt;sito MyFuture&lt;/a&gt; e seguirne i passaggi.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-5583922564212309352?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/5583922564212309352/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=5583922564212309352' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/5583922564212309352'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/5583922564212309352'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/04/la-vodafone-installa-pannelli-solari.html' title='La Vodafone installa pannelli solari nelle scuole grazie ai vecchi telefonini'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-2787287141745716090</id><published>2009-03-23T18:49:00.000+01:00</published><updated>2009-03-23T18:50:42.977+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Il Wwf: il Piano casa è un attentato senza precedenti al Belpaese</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Sul “piano casa” annunciato da Berlusconi il Wwf aveva adottato un atteggiamento “prudente”, riservandosi di dare un giudizio quando il quadro fosse stato scremato dall’effetto annuncio e dalla propaganda politica. Ora, ad esame e riflessione compiuta, il giudizio dell’associazione ambientalista è impietoso e, testo alla mano, elenca «il “rosario” dello scempio in arrivo, lo schema di decreto legge inviato dal Governo alla Conferenza Stato regioni, «è di straordinaria gravità. Un vero e proprio attacco senza precedenti al Belpaese e al suo paesaggio volutamente ‘camuffato’ con l’esca più banale, la “voglia di veranda”. Il Wwf nei prossimi giorni interverrà direttamente sui Ministri in vista della riunione del Consiglio venerdì prossimo e su tutte le regioni».Per il co-direttore del Wwf Italia, Gaetano Benedetto, «Quanto si sta facendo non risponde in alcun modo ad un interesse pubblico, ma ad una sommatoria di interessi privati. E’ talmente clamoroso il tutto che sembra un tardivo scherzo di carnevale, o un pesce d’aprile anticipato, la speranza è qualcuno si renda conto, che il Parlamento, le regioni, la Corte Costituzionale, ma soprattutto il mondo della cultura, delle università, delle associazioni, prendano coscienza che mai, davvero mai, il Bel Paese aveva ricevuto un simile attacco».Il Wwf seziona il testo del “Piano casa” per capire cosa ne scaturirebbe se fosse testo venisse approvato ed il quadro che emerge dall’analisi non è certo incoraggiante per il paesaggio e l’ambiente italiani. «Ecco il “triste” rosario: sono previsti ampliamenti del 20 % per tutti gli immobili realizzati, anche in sanatoria, entro il 31 dic. 2008. Le unità abitative potranno essere ampliate sino a 300 metri cubi, le altezze dei fabbricati potranno essere aumentate sino a 4 metri oltre quelle previste dagli strumenti urbanistici vigenti. Sono ammessi i cambi di destinazione d’uso. In caso di abbattimento e ricostruzione gli edifici residenziali potranno aumentare del 35%, mentre per quelli commerciali addirittura può aumentare del 35% la superficie occupata; queste ipotesi sono possibili solo in caso di adozione di tecniche di bioedilizia o l’adozione di energie rinnovabili, ma il decreto non stabilisce nessun indice di efficienza energetica e addirittura rende possibile tali incrementi di volume anche solo al fine del “risparmi delle risorse idriche e potabili”. Vengono fatte salve le zone inedificabili, ma con l’esclusione delle sole zone A (ben poca cosa) gli aumenti di volume e di superficie occupata potranno essere realizzati anche nei parchi. Gli interventi non sono soggetti a concessione edilizia ma a semplice Dia (Denuncia inizio attività) e tutte le procedure di controllo vengono fatte attraverso autocertificazione».Gli ambientalisti rilevano che il governo di centro-destra «è andato ben oltre il 20% di cubature aggiuntive e certo non si è limitato, come sarebbe ampiamente auspicabile, alle sole aree metropolitane consolidate. Sono investite tutte le aree protette, le zone paesaggistiche, saltano gli indici di edificabilità fissati dai Comuni, nulla si prevede per gli standard di verde pubblico. Grandissimo regalo agli imprenditori che potranno aumentare i capannoni del 35% ed ogni tipo di immobile industriale o commerciale. Falsa la promessa di condizionare gli abbattimenti e le ricostruzioni al miglioramento ambientale: senza indici di efficienza energetica non esiste controllo e, inoltre, il testo prevede come alternativa la possibilità del risparmio idrico, come dire che basta mettere il recupero delle acque piovane e i rubinetti di nuova generazione per costruire il 35% in più. Stravolte le procedure autorizzative ben sapendo che data la mole degli interventi che si prevedere né i Comuni, né le soprintendenza saranno in grado di dare qualsivoglia risposta. Ed inoltre, inevitabilmente, tutti gli abusi realizzati verranno fatti, se rientrano nel limite del 20% sino a 300 metri cubi, verranno certamente fatti passare come opere nuove e quindi sanati».Anche i Verdi con un dossier fanno i conti in tasca alla «deregulation edilizia di Berlusconi». Secondo il Sole che ride il Piano produrrà «Un miliardo e mezzo di metri cubi di cemento, pari a 2,5 città grandi come Roma; una quantità di sabbia e ghiaia che dovrà quadruplicare, a 800 milioni di tonnellate; il numero di cave che dovrà raddoppiare (oggi sono 5.725) e emissioni in atmosfera di Pm10 del settore produttivo di cemento che triplicheranno». Secondo il dossier per soddisfare il “condono preventivo” ci vorranno 220 milioni di tonnellate di cemento, molto più dei 47 milioni di tonnellate dell’attuale produzione italiana, la più alta d´Europa.Secondo lo studio dei Verdi «Il piano porterà verso il collasso il sistema ambientale italiano» con un aumento di «espansione urbanistica, la produzione di cemento, le nuove cave e le emissioni inquinanti». Il Piano casa teoricamente interesserebbe, secondo dati Istat elaborati dal Cresme, 9 milioni e mezzo di edifici. «essenzialmente di villette e abitazioni uni e bifamiliari, che hanno una superficie media di 260 metri quadri». Secondo il Cresme, un ampliamento del 20%, «stimando che solo uno ogni dieci proprietari sfrutti l´occasione», porterebbe ad un aumento di superficie abitabile di 490 milioni di m2, con un costo di realizzazione di poco più di 1.000 euro al m2. Per i Verdi il piano «farà saltare gli standard urbanistici, con una diminuzione verticale della qualità della vita nelle città» e la corsa all’ampliamento cambierà il volto delle città già compromesso «dal lassismo nei controlli di molte amministrazioni comunali». In più il meccanismo con il meccanismo innescato dal Piano, «aumenteranno i conflitti di vicinato, con un aggravio forte alla macchina della giustizia. Sostituire il permesso di costruire con la certificazione giurata é di fatto il via libera indiscriminato alla cementificazione». Sul tema oggi interviene anche Legambiente, attraverso il vicepresidente Sebastiano Venneri: «Risulta francamente difficile trovare termini adeguati a descrivere il decreto legge sul Piano casa proposto alle Regioni. Se fosse approvato in questi termini, non solo non servirà a risollevare l’economia del Paese e a riattivare i mercati ma sarà anche responsabile di scempi urbanistici e di cementificazione selvaggia del territorio».«Questo paese – ha concluso Venneri – ha già vissuto tristi esperienze di crolli e tragedie dovuti alla mancanza di controlli e alla smania di alzare muri ad ogni costo. Confidiamo quindi nei Presidenti delle Regioni e nei Sindaci affinché si attivino per bloccare questo provvedimento e scongiurare lo scempio del Paese».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Greenreport&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-2787287141745716090?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/2787287141745716090/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=2787287141745716090' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/2787287141745716090'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/2787287141745716090'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/03/il-wwf-il-piano-casa-e-un-attentato.html' title='Il Wwf: il Piano casa è un attentato senza precedenti al Belpaese'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-6740324527551317398</id><published>2009-03-23T17:22:00.000+01:00</published><updated>2009-03-23T18:48:41.047+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>L´industria eolica europea: Nel 2020 dal vento il 14% del fabbisogno energetico Ue</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;L´Ewea (European wind energy association) la voce dell´industria del vento europea che ha oltre 550 membri in 50 paesi e circa il 90% del mercato eolico mondiale, ha alzato l’asticella degli obiettivi per il 2020. L´annuncio è stato dato nel corso di una conferenza all’interno della fiera Ewec svoltasi nei giorni scorsi a Marsiglia, che ha visto la partecipazione di oltre 7.500 persone tra delegati e visitatori. Gli obiettivi dell’Ewea prevedono, in termini di capacità installata, di passare dai 180 GW (obiettivo precedente) a 230, inclusi i 40 GW prodotti dai parchi off-shore. Ad incidere in modo positivo sulle proiezione dell´industria eolica sono stati l´ accordo Ue sulla direttiva delle rinnovabili di dicembre ed i suoi obiettivi obbligatori per il 2020. Le precedenti proiezioni Ewea erano infatti di 180 GWdi capacità installata, di cui 35 offshore. I nuovi 230 GW potrebbero produrre approssimativamente 600 TWh l´anno entro il 2020. Un potenza pari al bisogno medio di 135 milioni di famiglie europee e al 14,18% della domanda di elettricità stimata per il 2020.Attualmente vi sono 56Gw di impianti eolici installati in Europa, che possono produrre in normali condizioni di vento 142TWh di elettricità, capaci di coprire circa il 4,2% della domanda europea.L´energia prodotta attraverso il vento evita i costi del combustibile e dei crediti di carbonio: nel 2008, con il prezzo del petrolio arrivato fino a €147 a barile (anche se è poi sceso ed è tuttora instabile) con gli impianti eolici funzionanti in Europa si sono evitati 5,4 miliardi di Euro per i costi del carburante e 2,4 miliardi di Euro per i costi delle emissioni di CO2 .Aumentare l´uso dell’impiego del vento per produrre energia, diminuisce il bisogno di ricorrere alle importazioni di combustibili fossili dalle regioni instabili: attualmente, l’Europa importa il 54% dei combustibili necessari a soddisfare la sua domanda di energia che potrebbero diventare il 70% entro il 2030. Con un elevato dispendio di risorse economiche che potrebbero essere preferibilmente investite nelle fonti di energia rinnovabili, che oltretutto al contrario di quelle fossili sono infinite.Il settore è inoltre un significativo generatore di nuova occupazione, elemento particolarmente importante in una fase di tale instabilità economica e finanziaria, quale quello attuale. Fra il 2002 e il 2007, l´occupazione diretta e indiretta nel settore dell’energia da vento è aumentata del 125% in Europa, con una media di 33 nuovi posti di lavori al giorno, sette giorni su sette. Il settore dell´energia eolica europeo ha impiegato direttamente ed indirettamente 160.000 persone solo nel 2008.Secondo l’Ewea, L’Unione europea ha una posizione di leadership nelle energie rinnovabili e consolidando questa posizione può diventate un esportatore di tecnologia in altri paesi. «Nel 2007 – ha sottolineato Arthouros Zervos, presidente dell’Ewea - i fornitori europei hanno installato 8,452 MW di potenza eolica, con il 66% di nuove turbine. Una turbina eolica non emette CO2 o altre sostanze inquinanti e nel periodo di vita lavorativa di circa 20 anni produrrà 80 - 120 volte più energia di quella che ha consumato (per la sua produzione e installazione, ndr). L´energia prodotta dal vento in Europa ha evitato l´emissione di 108 milioni di tonnellate di C02 in 2008, (l’equivalente delle emissione di i oltre 50 milioni di automobili) che corrisponde al 31% degli impegni di Kyoto per l’Europa a 15».«Questi dati - ha proseguito Zervos - dimostrano che il vento deve essere la scelta prioritaria cui ispirarsi nelle nuove installazioni energetiche e spiegano perché l’Ewea ha fissato nuovi obiettivi di 230 GW al 2020, confidando che l’industria del vento potrà offrire un valido contributo alle richieste energetiche dei cittadini europei».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Greenreport&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-6740324527551317398?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/6740324527551317398/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=6740324527551317398' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/6740324527551317398'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/6740324527551317398'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/03/lindustria-eolica-europea-nel-2020-dal.html' title='L´industria eolica europea: Nel 2020 dal vento il 14% del fabbisogno energetico Ue'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-5282081467216988629</id><published>2009-03-23T17:17:00.001+01:00</published><updated>2009-03-23T17:18:58.014+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Il Sistema FTS ovvero un motore di ricerca per i fondi comunitari</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il sito web "Sistema di trasparenza finanziaria" (FTS) offre un motore di ricerca che permette agli utenti di sapere con trasapenza a chi sono stati destinati i fondi comunitari in aree come Ricerca, Istruzione, Cultura ed Energia. Si chiama «Sistema di trasparenza finanziaria» (FTS) ed è un &lt;a href="http://ec.europa.eu/grants/search/index_en.htm" target="_blank"&gt;sito web&lt;/a&gt;, con integrato un motore di ricerca che consente a tutti gli utenti di conoscere in detaglio i destinatari dei fondi europei gestiti direttamente dalla Commissione Ue e dalle sue Agenzie esecutive. Il sito, attivo da pochi giorni, si basa su dati contabili ed è in offrire di offrire una panoramica completa sulle situazioni finanziarie pregresse. Il database contiene circa 28mila voci sui programmi della Commissione in diversi ambiti, come ad esempio Ricerca, Istruzione e Cultura ed Energia e Trasporti, nonché alcuni aspetti delle politiche di aiuti a paesi terzi. Grazie a questo nuovo motore di ricerca ogni utente potrà confrontare i dati relativi ai beneficiari dei fondi, in modo da poter seguire anche le politiche economiche e sociali che sono correlate ai progetti finanziati. Il sito fa parte di uno dei progetti basilari portati avanti nell'ambito della più vasta Iniziativa europea per la trasparenza (ETI) lanciata nel 2005, che si prefigge diversi obiettivi tra cui incrementare la quantità e la qualità di informazioni disponibili sui beneficiari dei fondi Ue. A tal proposito, il Commissario Europeo Dalia Grybauskaite, responsabile per Programmazione finanziaria e bilancio, ha affermato: «sono molto poche le amministrazioni che rendono pubblici i loro registri come stiamo facendo noi. Forniremo un accesso completo, comparabile e semplice alla documentazione finanziaria relative a prestiti, contratti e altre forme di supporto della Ue. Credo sia anche un grosso contributo all'attuale dibattito sull'ottimizzazione del bilancio comunitario». Sull'esempio di FTS, è auspicabile che tutti gli Stati della Ue approntino un proprio sito web con le informazioni relative ai beneficiari dei fondi, come ad esempio - sempre secondo il Commissario Grybauskaite - del Fondo europeo per lo sviluppo rurale, con tutte le informazioni sui pagamenti effettuati dal 1 gennaio al 15 ottobre 2007. Inoltre, dovrebbero investire anche sulla realizzazione di siti simili che dal 30 aprile del prossimo anno riguarderanno anche le altre sovvenzioni agricole.&lt;br /&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-5282081467216988629?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/5282081467216988629/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=5282081467216988629' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/5282081467216988629'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/5282081467216988629'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/03/il-sistema-fts-ovvero-un-motore-di.html' title='Il Sistema FTS ovvero un motore di ricerca per i fondi comunitari'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-3362287061430216685</id><published>2009-03-23T17:08:00.000+01:00</published><updated>2009-03-23T17:14:32.912+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Il vero prezzo economico di ambiente e biodiversità</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Il crollo delle borse e la crisi economica ed energetica mondiale hanno portato nuovamente in evidenza il ruolo dello Stato, del settore pubblico e di quello privato nella protezione dell´ambiente e della biodiversità. Se per i giovani di Confindustria ed il governo italiano l´ambiente è (ri)diventato un orpello trascurabile, quasi si trattasse di smettere di curare un giardino di cactus esotici e passare a cose più importanti (ogni riferimento a villa Certosa è puramente casuale!), è sempre più evidente che la crisi economica si accompagna ad una crisi della biodiversità e degli ecosistemi che la crescita tumultuosa e non guidata di questi anni di turbocapitalismo ha pesantemente intaccato, erodendo la base stessa di tutte le economie, ed il vero fondamento da cui dipende, in ultima analisi, la sopravvivenza delle stesse imprese. L´ingordigia, la bulimia di un mercato fondato sulla speculazione e disinteressato ala finitezza delle risorse, il capitalismo finanziario del tutto e subito, mostra oggi tutta la sua repentina debolezza ma riesce ancora a nascondere responsabilità e complicità che però hanno lasciato pesanti tracce sul pianeta e sugli esseri viventi che lo popolano. Nel bel mezzo di una uragano economico che rischia di diventare sociale e ripercuotersi, ribaltando le già neglette priorità ambientali, sulla matrice vivente del pianeta, l´Iucn ha organizzato a Barcellona un evento speciale per discutere del valore della biodiversità e degli ecosistemi per l´economia, i mercati e le imprese.All´incontro hanno partecipato Tom Albanese, direttore esecutivo del gigante minerario Rio Tinto, Jochen Flasbarth, del ministero dell´ambiente della Germania, e Georgina Mace, professore di scienze della conservazione all´mperial college di Londra. Lo studio globale "The economics of ecosystems and biodiversity" (Teeb) fornisce prove evidenti che la perdita della biodiversità ed il degrasdo degli ecosistemi hanno fortissimi impatti sull´economia ed il benessere umano. Il Teeb evidenzia il rapporto strettissimo tra perdita di biodiversità e povertà, così come le questioni etiche relative ai rischi ed alle incertezze ambientali e sul modo di valutarne costi e benefici futuri. Lo studio presenta anche esempi recenti di politiche economiche che tentano di mettere insieme conservazione della biodiversità e crescita economica. Pavan Sukhdev (nella foto), a capo del Teeb study, ha spiegato che «La questione chiave che emerge dal rapporto è quella della seconda fase, come impostare le misure in atto che consentano all´economia globale di iniziare a rendersi conto dei costi della perdita della biodiversità, ma anche dei benefici che la natura offre. I nostri calcoli del progresso economico devono essere aggiornati per riflettere il ruolo dell´uomo e del capitale naturale nello sviluppo sostenibile, e per fare in modo che i costi ed i benefici della conservazione della natura siano più equamente distribuiti».La sfida di "The Economics of Ecosystems and Biodiversity" non è solo quella di "pesare" il valore della biodiversità, ma di presentare questo valore in maniera che sia utile per i politici che devono prendere decisioni sull´utilizzo delle risorse naturali, per le imprese che vogliono conoscere la loro impronta sugli ecosistemi e per i consumatori per comprendere il loro impatto il loro impatto sulle risorse naturali. Dopo il rapporto Stern, che metteva in evidenza gli enormi costi della non azione per contrastare il cambiamento climatico e la crisi ecologica del pianeta, politici ed imprenditori fecero a gara a dire che l´ambiente era una cosa troppo importante per lasciarla in mano ai "verdi". Di fatto la crisi economica rischia di non lascialo in mano a nessuno. Vengono in mente le parole dette un paio di settimane fa a Tierramerica da Douglas Tompkins, un ex grande imprenditore tessile americano che ha investito tutti i suoi guadagni in progetti di conservazione della natura: «Dobbiamo avere uno sviluppo giudizioso di attività compatibili con il modo in cui gli ecosistemi funzionano e sono capaci di mantenere una biodiversità sana e vigorosa. E´ molto chiaro per la scienza, però non per i nostri politici e imprenditori, che se si lascia via libera tenteranno di estrarre l´ultima goccia di fertilità dai nostri suoli per guadagnare l´ultimo dollaro o pesos sovrasfruttando la natura».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Greenreport&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-3362287061430216685?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/3362287061430216685/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=3362287061430216685' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/3362287061430216685'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/3362287061430216685'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/03/il-vero-prezzo-economico-di-ambiente-e.html' title='Il vero prezzo economico di ambiente e biodiversità'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-1853832698944170597</id><published>2009-03-23T16:51:00.000+01:00</published><updated>2009-03-23T17:02:09.607+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ambiente'/><title type='text'>I veri deturpatori delle bellezze italiane</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Ci si lamenta per gli scarsi risultati della stagione turistica. Ma perché uno straniero dovrebbe venire da noi in vacanza? Per farsi rapinare da albergatori e ristoratori? Per farsi fregare la macchina, scippare o violentare? Per stare in mezzo alla pattumiera e alla sporcizia? Ovunque – basta farsi una navigata sui siti dei vari operatori che prenotano pernottamenti on line – si possono trovare alberghi più belli, moderni, puliti ed economici di quelli del Bel Paese. Qui gran parte del patrimonio ricettivo è rimasto – se va bene – agli anni Settanta, con le tapparelle di plastica, le tesserine che piastrellano il cesso e la tazza di caffelatte per colazione. I ristoranti poi è un miracolo se espongono fuori i prezzi, insistono con il “coperto” (vero segno di italianità) e coltivano con fedeltà la cucina dei film di Alberto Sordi, tutta pizza, spaghetti e profiterol. Alla fine – fisso – un patriottico espresso che impesta l’alito, un ammazzacaffè di limoncello, sambuca o grappa strizzabudelle. I ristoranti sono rumorosi, pieni di plastica, foto di Padre Pio e della Juventus, televisore acceso, bottiglie di vino messo a invecchiare sulla credenza delle stoviglie. Grazie a Sirchia, almeno hanno perso il fascino neorealistico delle camere a gas.Piste ciclabili non se ne vedono, è già tanto se ci sono i marciapiedi. I treni e i mezzi pubblici hanno la qualità e la pulizia dell’Happy Bus degli anni Sessanta, però senza hippies e destinazioni esotiche. Il biglietto si deve obliterare: difficile tradurlo in inglese... Le manifestazioni culturali o ricreative sono poche, paesane e rumorose: ci si aspetta sempre di veder comparire la Lollo adolescente tampinata da De Sica vestito da maresciallo. I turisti ci vengono (o venivano) per l’arte, per il paesaggio e per il clima. Il clima è – grazie a Dio – rimasto ma si trova di uguale o di meglio in cento altri paesi meno cari, sporchi e insicuri. Uno si abbronza molto meglio sul Mar Rosso o ai Caraibi, spende di meno e non ha vu-cumprà o rompiballe vari che lo infastidiscono, e neanche i vicini di ombrellone che ascoltano la partita con la radiolina e berciano vigorosamente. Pure l’arte è rimasta, anche se si fa un po’ di fatica a vederla in mezzo a sacchetti di ruffo e fast-food maleodoranti. Ma è rimasta solo quella protetta e ingessata nei musei perché quella esposta, sulle facciate degli edifici, in cappelle e santelle isolate, in strada, è abbandonata all’incuria, allo smog e ai ladri. Ma è in esaurimento perché si è prosciugata la vena creativa: non se ne fa più. C’è il paesaggio ed è meglio lasciar perdere. Decenni fa si era inventato lo slogan: “Visitate l’Italia prima che gli italiani la distruggano!”.Detto fatto: sono venuti tutti quelli che potevano e poi se ne sono andati altrove. Comparisse oggi Goethe, si sparerebbe (o ci sparerebbe)! Per questo la responsabilità è largamente collettiva ma qualcuno è sicuramente più responsabile di altri: amministratori ignoranti, speculatori avidi e – soprattutto – progettisti incapaci. Soprattutto, perché a loro sarebbe spettato il dovere di insegnare un po’ di buone maniere culturali ai politici, e di convincere gli “investitori” che le cose fatte bene rendono di più – e più a lungo – di quelle fatte male. I veri distruttori del Bel Paese, i responsabili del nostro vivere male e della catastrofe dell’economia turistica sono proprio loro: ingegneri, architetti e geometri. Sono quelli che hanno redatto piani regolatori demenziali (fatti di corsa alla fotocopiatrice), sono quelli che nelle università, sui libri e sulle riviste hanno per decenni vomitato insulti contro la tradizione, contro la cultura classica e l’architettura popolare. Sono quelli che hanno progettato strade e ponti senza guardare quello che c’era attorno, che hanno disegnato case e condomini tutti uguali (tutti brutti) da Trento a Trapani.Sono quelli che hanno fatto villette e chalet del cavolo badando solo a essere originali, a “lasciare il segno” come fanno i cani sui lampioni, sbattendosene della tradizione, del paesaggio, della cultura locale e anche del clima: così poi le pareti senza sporto di gronda sono devastate dalla pioggia e i tetti piatti pieni di infiltrazioni. Ma sono anche i disgraziati che hanno redatto leggi e regolamenti “universali”, buoni per tutte le latitudini e pessimi dappertutto, quelli che si sono inventati i rapporti aeroilluminanti, le distanze, le altezze minime e tutte le altre tavanate che – avrebbe detto Guareschi – hanno trasformato le nostre città in padiglioni della Fiera di Milano. E per fortuna che il buon Giovannino aveva visto solo quella un po’ triste dei suoi tempi e non l’autentica vigliaccata architettonica in cui è stata trasferita. Di questo i Verdi non si sono mai occupati. Pronti a illanguidirsi per una nidiata di rospi o a fare sfracelli per un pino malandato, non si sono mai occupati di urbanistica e di architettura: fa peggio un quartiere mal fatto di un inceneritore puzzolente, che può sempre smettere di puzzare. Le case sono in cemento e restano lì. Si dirà che è un guaio successo un po’ dappertutto. Non è vero è successo solo in certi paesi.Basta girare per la campagna inglese, in Carinzia, Baviera o Bretagna che certe schifezze non si vedono. Sciocchezze sono state fatte anche sulle coste francesi e spagnole, è vero. Però le strade sono pulite, le spiagge non sono discariche, si può andare in giro a piedi, in bicicletta, a cavallo o sul monopattino senza essere sicuro bersaglio di automedonti. Oltre naturalmente a tutto il resto che non è strettamente collegato con la qualità dell’architettura. Pensiamoci, quando spendiamo soldi per tenere in piedi scuole e università in cui si forgiano devastatori ambientali. Chiudiamole! Forse non servirà a risanare il paesaggio ma almeno risparmieremo dei quattrini.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;da &lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Patrimonio SOS&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-1853832698944170597?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/1853832698944170597/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=1853832698944170597' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1853832698944170597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1853832698944170597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/03/i-veri-deturpatori-delle-bellezze.html' title='I veri deturpatori delle bellezze italiane'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-8606523988732384945</id><published>2009-03-23T16:46:00.002+01:00</published><updated>2009-03-23T16:49:44.763+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>In centocinquantamila a Napoli contro le mafie</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;In Piazza Plebiscito a Napoli con tanti volti. Soprattutto facce di giovani, ragazze e ragazzi provenienti da ogni città d’Italia ma anche da quell’hinterland napoletano descritto come spacciato e disperato. Il corteo annuale promosso da "Libera" contro tutte le mafie, si è mosso dalla rotonda Diaz, ha riempito il lungomare Caracciolo in una giornata ventosa e a tratti fredda, per poi fermarsi nella vera grande agorà partenopea, in un flusso che pareva interminabile e incalcolabile di, almeno 150 mila persone. Sotto il palco cinquecento posti per i familiari delle vittime della criminalità organizzata che hanno voluto, quest’anno più che in passato, rendere pubblico il proprio dolore, sfidando gli assassini. Una piazza che traboccava emozioni sin dall’inizio, da quando un bambino ha cominciato a leggere i nomi delle morti assurde che non possono essere dimenticate. Nella lettura si sono alternate persone comuni e uomini e donne impegnate pubblicamente. Nessuna parola di troppo, solo l’elenco infinito di nomi, snocciolato come un rosario. Fra gli altri a leggere, Paolo Ferrero, Giovanni Russo Spena, Claudio Fava, Francesco Forgione, Nichi Vendola, si sono alternati con pudore ai tanti e alle tante senza volto chiamati sul palco. Quest’anno lo slogan della manifestazione, giunta alla quattordicesima edizione e capace ogni volta di crescere, recitava "l’etica libera la bellezza". E pare incredibile scoprire come il concetto sia stato elaborato dai bambini di Ponticelli, che dopo il pogrom del campo rom del loro quartiere, hanno voluto che i bambini rom potessero tornare nelle loro classi. È stata la vittoria dei bambini ma anche l’occasione per ascoltare il racconto di Anastasia, studentessa torinese, di come si possa utilizzare per uso sociale una cascina sottratta ad una cosca e di come sia importante per capire che le organizzazioni mafiose non inquinano solo il Sud ma devastano l’intero pianeta. E dopo di lei il volto radioso di Mamadousi, di Castelvolturno e del Coordinamento dei rifugiati e richiedenti asilo, ad ammonire che quella criminalità e il razzismo prosperano nella stessa scia di sangue. Mamadousi ha voluto ricordare i sei ragazzi migranti trucidati il 18 settembre scorso e ha chiamato in piazza nel paese dell’eccidio, per il 18 aprile, coloro che in nome dell’eguaglianza e dei diritti vorranno dare una risposta di massa ai poteri criminali. Ha proseguito Ilya, figlio di una giornalista ormai nota in tutto il mondo: Anna Politovskaja. Anche sua madre è morta per mano di criminali ma, come ha affermato con tristezza: «Da noi, in Russia, non sarebbero permesse manifestazioni come questa».Poi, dura come una pietra, la testimonianza carica di rabbia e dignità di Alessandra Clemente, figlia di Silvia Ruotolo. Silvia nel 1997 aveva 39 anni, tornava a casa riportando con sé i figli da scuola. Era nel posto sbagliato nel momento sbagliato ed è stata colpita mortalmente durante uno scontro fra bande rivali. Alessandra ha un volto pulito e una voce che sembra infinitamente più grande della sua età; sembra guardare i presenti uno ad uno mentre rivendica l’importanza di riaprire in pubblico una dolorosa e mai rimarginabile ferita. Meglio questo che il silenzio. Rivendica il diritto ad arrabbiarsi, a ribellarsi, a pretendere di vivere in una società civile in cui nessuno debba più morire in questa maniera assurda. Alessandra è arrivata con il Coordinamento campano delle vittime della criminalità organizzata. Sono in tanti i campani fra le file dei parenti di caduti e lei li ringrazia, come ringrazia con calore e forza, per la prima volta la sua città. Tanti occhi lucidi.Don Luigi Ciotti che di "Libera" è stato l’ideatore interviene alla sua maniera, lunga e appassionata. Chiama all’impegno e alla memoria, ad un impegno che duri 365 giorni l’anno e ad una memoria che non consideri alcune vittime più importanti di altre. E se lancia un monito alle istituzioni, chiede a chi è in piazza, ad ognuno e ad ognuna di assumersi le proprie responsabilità, anche nella vita di ogni giorno, con i fatti e non solo con le parole. Senza fare alcun nome o riferimento diretto pronuncia però un inequivocabile j’accuse a chi utilizza a proprio tornaconto la parola "legalità". «È una parola che non ha valore se non è accompagnata dalla giustizia e, nel nostro Paese, si sono fatte leggi giuste e leggi ingiuste, leggi che privilegiano pochi e leggi che colpiscono molti». Un riferimento netto e critico al securitarismo ed alle leggi ad personam. Al lungo applauso che accompagna il saluto di Ciotti è seguita un’ulteriore lettura dell’elenco delle vittime, e alla fine, inatteso è salito sul palco Roberto Saviano. Ma la manifestazione di ieri era un camminare di volti sconosciuti e di storie, quelli dei lavoratori di Pomigliano d’Arco, il cui stabilimento rischia di chiudere per sempre, quella dei militanti di Rifondazione che avevano tappezzato Napoli di manifesti in cui campeggiavano i nomi degli assassini che vivono indisturbati in alcuni quartieri. «Curiosamente - raccontano - gli operatori del Comune, con una celerità rara hanno provveduto a staccare tutti i manifesti, lasciando invece le scritte sui muri che inneggiano ai boss. Ci autodenunceremo per l’affissione e vedremo cosa ci risponderanno». Tra le tracce emotive di questa giornata, l’incontro con un’enorme piovra di plastica viola realizzata dai ragazzi della Cooperativa Dedalus e quello con una famiglia particolare. Antonino Laganà aveva tre anni e mezzo il 6 giugno scorso, partecipava ad una recita nell’oratorio a Melito Porto Salvo (Rc). Una pallottola vagante lo ha ridotto in fin di vita. I medici disperavano, parlavano di danni irreversibili, di perdita della capacità motoria e della memoria. Ma Antonino ha combattuto contro quella maledetta pallottola, cure dolorose e una energia vitale spaventosa. Era bello vederlo in piazza, con i suoi occhi vispi, camminare e giocare. Antonino ha vinto. Stefano GalieniMafie, la lezione di "Libera" Napoli è drammatica metafora dell’intreccio tra economia legale ed illegale; ma anche luogo coraggioso di presa di coscienza della società e campo di scontro aspro nella politica. Tanta parte delle politiche, delle amministrazioni, della finanza, dei poteri è, infatti, parte integrante delle mafie; ma ad essa si oppone la ricerca conflittuale di un nuovo spazio pubblico che vuole rompere le gabbie delle mafie amministrative, economiche, politiche. "Libera" ci dice che una vera azione di politica alternativa, che si arricchisce di comportamenti antimafie, è anche "riforma morale" che parte dai territori, dalla dimensione locale come costruzione di presidi democratici che devono innervare gli spazi nei quali vivono ragazze, giovani, una umanità sofferente. Ricollegandosi ad una analisi della morfologia dei poteri contemporanei e della eversione restauratrice dell’attuale governo. Sono allora decisive azioni di antimafia sociale; sono inutili e, spesso, negative azioni retoriche o anatemi propagandistici. Locale e generale si ricongiungono; è di straordinaria importanza parlare di lotta alle mafie in Europa rispetto ad un caleidoscopio di accumulazione economico-mafiosa che è parte integrante della globalizzazione liberista (più di un quinto, secondo le statistiche ufficiali, del Prodotto interno lordo europeo). L’Europa è la nuova frontiera dell’azione antimafie. Penso alle sinergie delle mafie in Europa, hai "paradisi fiscali" europei, alle società formali che nascondono altre società sostanziali e mafiose, alle banche ufficiali che riciclano "denaro sporco", ai veri e propri stati-mafia (nati dalle guerre del centro destra e del centro sinistra nei Balcani), retti da governi e gruppi dirigenti direttamente mafiosi. Le guerre balcaniche hanno generato statualità mafiose; l’indipendenza di Stati (come il Kosovo), nati dalle nefandezze della Nato e dell’Europa, rischia di istituire "zone franche" per i traffici mafiosi dall’oriente verso occidente. La "giornata della memoria e dell’impegno" come sempre, attiva le energie migliori della società, con le 1.300 associazioni che a "Libera" fanno capo. Sul terreno più vero ed avanzato, senza inutili chiacchiere. Le mafie vanno colpite nei beni, nelle ricchezze, nei profitti, nella distribuzione delle risorse; la lotta alle mafie non è altra cosa dalla lotta alla precarietà, per l’occupazione, per il salario sociale. Le tante cooperative di ragazze e giovani che lavorano alle terre confiscate alle mafie, i lavoratori che rimettono in produzione aziende confiscate (lottando contro ostruzionismi e ritardi di burocrazie e settori filomafiosi dello Stato) sono avanguardie di percorsi di legalità e di processi di liberazione. Noi ci sentiamo, politicamente ma anche emotivamente, parte organica di questo splendido impegno collettivo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Zapping rivista&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-8606523988732384945?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/8606523988732384945/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=8606523988732384945' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/8606523988732384945'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/8606523988732384945'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/03/in-centocinquantamila-napoli-contro-le.html' title='In centocinquantamila a Napoli contro le mafie'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-3598890900699438288</id><published>2009-03-21T18:08:00.002+01:00</published><updated>2009-03-21T18:09:28.965+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tecnologia'/><title type='text'>UE: nuove regole per i social network</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;I garanti della Privacy del Parlamento europeo approvano una risoluzione per proteggere i dati personali nei social network. Mentre in Italia esplode il boom di &lt;a title="facebook" href="http://www.facebook.com/" target="_blank"&gt;Facebook&lt;/a&gt;, (solo nel mese di agosto sono stati 1.369mila i visitatori, +961% in un anno) a Strasburgo viene approvata una risoluzione dalle Autorità di 78 paesi, tra i quali anche l'Italia, che stabilisce nuove regole per la privacy che Facebook e gli altri social network dovranno rispettare per non incorrere in sanzioni.&lt;br /&gt;In occasione della 30ma Conferenza internazionale delle Autorità per la protezione dei dati personali svoltasi a Strasburgo ed intitolata "Proteggere la privacy in un mondo senza confini", i Garanti hanno messo nero su bianco una serie di norme per il rispetto della privacy degli utenti di Internet. Nel dettaglio le reti sociali come Facebook, MySpace, LinkedIn, NetLog e altri non potranno più permettere ai motori di ricerca di indicizzare le informazioni dei rispettivi iscritti. Le "piazze virtuali" sono infatti ricche di dati sensibili che devono essere inibiti ai motori di ricerca a meno che non sia l'utente a dare il consenso per l'accesso ai dati. In questo modo Google e Yahoo e tutti gli altri motori di ricerca non potranno fare incetta di dati personali. Tra le altre regole imposte a provider e social network un'informazione diffusa a tutti gli utenti relativamente ai rischi legati alla pubblicizzazione dei dati privati; inoltre il profilo integrale dell'utente iscritto al social network sarà visibile solo dagli altri iscritti al network. Tra le misure di sicurezza l'assemblea dei Garanti suggerisce anche di iscriversi con un nickname e non con il nome reale. Pare infatti che i dati di tipo sensibile che rivelano gusti e preferenze, possono ad esempio essere utilizzati dai selezionatori per valutare l'affidabilità di un candidato per un posto di lavoro. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-3598890900699438288?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/3598890900699438288/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=3598890900699438288' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/3598890900699438288'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/3598890900699438288'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/03/ue-nuove-regole-per-i-social-network.html' title='UE: nuove regole per i social network'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-7810209033950467175</id><published>2009-03-21T18:05:00.000+01:00</published><updated>2009-03-21T18:06:55.966+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tecnologia'/><title type='text'>In arrivo 1.200 stazioni WiMax in tutt'Italia</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Entro giugno 2009 Aria installerà oltre 1.200 stazioni WiMAX su tutto il territorio nazionale, in questo modo saranno coperti i primi 100 comuni che oggi soffrono il digital divide e che avranno accesso garantito alla banda larga. Saranno 100 i comuni che oggi soffrono il digital divide ad essere dotati di connessioni a banda larga nel 2009 grazie alle oltre 1.200 stazioni WiMAX che saranno installate da &lt;a href="http://www.ariadsl.it/homepage.html" target="_blank"&gt;Aria&lt;/a&gt;, l’unico operatore nazionale che distribuirà servizi attraverso la tecnologia WiMAX. 'Si tratta di una società nata nel 2005 e in soli 2 anni diventata uno dei principali WISP italiani. Nel mese di gennaio 2008, l'azienda si è iscritta alla gara per le assegnazioni dei diritti d'uso delle frequenze BWA (Broadband Wireless Access) e si è aggiudicata tutte le licenze nazionali messe a disposizione dal Ministero delle Comunicazioni. Per l'avvio del WiMAX di Aria sono stati conclusi tutti gli accordi necessari ed entro il 30 giugno del 2009 saranno installate 1.200 stazioni WiMAX su tutto il territorio nazionale. Il progetto permetterà ad Aria di ottenere il primo importantissimo risultato, ossia riuscire a offrire la banda larga entro il 2009 in gran parte dei territori attualmente in digital divide, sicuramente in più di 100 comuni italiani del nord, del centro e del sud. Grazie alla banda larga, potrà essere attuata una crescita esponenziale per favorire lo sviluppo economico dell'Italia, puntando sul settore TLC e ICT e dando a molte persone la possibilità di migliorare la qualità delle attività personali e di business. Si tratta senza dubbio di «Un progetto per noi molto sfidante - come ha dichiarato Franco Grimaldi, Direttore Generale &amp;amp; Chief Technical Officer di Aria - che prevede l'installazione in 5 anni di 4.500 stazioni WiMAX distribuite su tutto il territorio nazionale. Siamo certi che, anche grazie a tutti questi agreement, saremo in grado di offrire i nostri servizi secondo il piano di sviluppo della rete presentato subito dopo l'assegnazione delle licenze». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-7810209033950467175?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/7810209033950467175/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=7810209033950467175' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/7810209033950467175'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/7810209033950467175'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/03/in-arrivo-1200-stazioni-wimax-in.html' title='In arrivo 1.200 stazioni WiMax in tutt&apos;Italia'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-7031301315941415920</id><published>2009-03-21T18:02:00.001+01:00</published><updated>2009-03-21T18:04:42.785+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Fotovoltaico italiano in crescita forte e costante</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Appena un anno fa davamo notizia del funzionamento sul sito del Gestore dei servizi elettrici (Gse) di un contatore (da poco installato) relativo agli impianti fotovoltaici in esercizio sia con l’aiuto del vecchio, sia del nuovo conto energia. Erano 3.688 con potenza pari a 40.784 kw quelli installati sulla base del vecchio conto energia e 1.024 con potenza 5.078 quelli del nuovo.Ora la quota totale ha superato quindi i 200 MW di impianti connessi alla rete elettrica e aventi diritto alla tariffa incentivante del conto energia, aumentando in un solo anno di oltre 150 Mw, passando da 45,8 a 204,5 Mw. Mentre erano 70 i megawatt fotovoltaici installati nel 2007 e solo 9,4 nel 2006. Un incremento sostenuto che solo nell’ultimo anno ha visto crescere la percentuale rispetto ai dati 2007 di oltre il 130% e che cresce, secondo le elaborazioni fatte da Quale energia, al ritmo medio settimanale di almeno 240 impianti per valori di circa 2,9 Mw di potenza installata. Le previsioni fanno quindi ben sperare per l’ulteriore crescita della quota di fotovoltaico attivo per la fine dell’anno con una accelerazione degli impianti che saranno allacciati entro il 2008, dato che dal 1° gennaio 2009 entrerà in vigore una diminuzione delle tariffe incentivante del 2% prevista dal conto energia. Il numero di Impianti in esercizio e la potenza (kW) relativi al nuovo conto energia sono aggiornati in tempo reale sul contatore del Gse e si riferiscono ad impianti entrati in esercizio per i quali è stata presentata richiesta di incentivazione secondo il Decreto Ministeriale del 19 febbraio 2007. Stessa cosa per quanto riguarda il numero di impianti in esercizio e la potenza (kW) relativi al vecchio conto energia che sono riferiti ad impianti per i quali è stata comunicata al gestore l´entrata in esercizio. Per la localizzazione geografica di tutti impianti il Gse rimanda all’applicazione di Atlasole (cioè l’atlante degli impianti fotovoltaici messo a disposizione on line dal Gse) che riporta la distribuzione degli impianti suddivisi per classi di potenza con dati aggiornati mensilmente presenti sino a scala comunale.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Greenreport&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-7031301315941415920?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/7031301315941415920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=7031301315941415920' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/7031301315941415920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/7031301315941415920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/03/fotovoltaico-italiano-in-crescita-forte.html' title='Fotovoltaico italiano in crescita forte e costante'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-7845443473656366807</id><published>2009-03-21T18:01:00.001+01:00</published><updated>2009-03-21T18:01:42.841+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Crisi, dall´Anci poche proposte e ancor meno sostenibilità ambientale</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Si è aperta la XXV assemblea dell´Associazione nazionale comuni italiani con la relazione del presidente Leonardo Domenici (Nella foto). Documento ampio che ha abbracciato molti temi: dalla crisi globale, agli incidenti sul lavoro, dal welfare alla necessità di nuove regole. Non è stato dimenticato il tema della scuola e quello della sicurezza, le riforme, il federalismo fiscale, la revisione costituzionale, il rapporto tra i livelli istituzionali, il ruolo dei partiti e degli amministratori. E’ stato giustamente riconosciuta la funzione dei comuni «il Comune è l´architrave fra cittadini ed istituzioni; invariabilmente, il comune e chi lo rappresenta, è l´istituzione che il cittadino sente a sé più vicina, con cui dialoga, di cui avverte costantemente la presenza, a cui i cittadini rivolgono spesso quelle domande, rispetto alle quali Noi non siamo in grado di dare una risposta, perché non ne abbiamo i mezzi o perché riguardano altri ambiti di competenza», ruolo anche sottolineato dallo stesso presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Certamente i temi non sono stati tutti affrontati allo stesso modo, è ovvio, ma complessivamente abbiamo avvertito più analisi dei dati che proposte concrete. Senza pretendere soluzioni, manca, a nostro avviso, l’indicazione della strada da imboccare. E talvolta anche l’analisi non è completa. Citiamo solo il caso dell’approfondimento sulla crisi globale, che ha portato effetti sull’economia reale e che creerà maggiore domanda di sostegno sociale. Giustamente è stata paragonata ad una crisi epocale «L´attuale crisi finanziaria cambierà il mondo, si modificheranno le abitudini, i comportamenti, le scelte di tanti. E´ una svolta epocale, pari a quella dell´11 settembre del 2001. Come allora il crollo delle Twin Towers ha cambiato improvvisamente categorie fondamentali del vivere e agire con gli altri, facendo irrompere prepotentemente nelle nostre società l´insicurezza e la paura; oggi, in questo ottobre 2008, sempre lì, l´immagine dei dipendenti o dei top managers che escono mestamente ed attoniti dalle sedi degli ex colossi finanziari ci dà il senso del materializzarsi di un´altra paura». L’analisi prosegue con scenari corretti in cui si ricercheranno nuovi equilibri, nuovi rapporti tra Stato e mercato, nuove regole nel rapporto tra pubblico e privato. Si ipotizza poi che «forse le nostre società hanno vissuto al di sopra delle proprie possibilità». Su questo a nostro avviso si potrebbe avere anche maggiore certezza. Crisi economica che colpirà tutti, ma dal basso, appunto dai comuni, non arriva nessuna proposta sulla necessità di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo, energivoro, consumatore di risorse, e grande produttore di materia (e ovviamente di scarti), basato poi paradossalmente su una finanza immateriale, centrata su scambi “eterei”. E i nodi sono venuti al pettine. Nessun accenno all’economia ecologica, basata su uno sviluppo sostenibile che consentirebbe di affrontare le due crisi in atto. Due, certo, perché oltre alla crisi economica-finanziaria ci sarebbe anche la crisi ambientale, anche se qualcuno tenderebbe a negarla o nella migliore delle ipotesi a dimenticarla. Non sono ammesse politiche dei due tempi: perché risolvendo, illusoriamente, solo la prima, si andrebbe ad aggravare la seconda. Il classico cane che si morde la coda. Questo è, a nostro avviso, il vero argomento di confronto. Leonardo Domenici non ha toccato però nemmeno i temi ambientali dal punto di vista settoriale, eppure spunti il presidente Anci ne avrebbe avuti dato che è sindaco di Firenze: la qualità urbana, la mobilità sostenibile, l’urbanistica e poi magari ci sarebbe stati i temi cari ai piccoli comuni, veri presidi del territorio che richiedono tutele per poter espletare al meglio la loro funzione. Che sarà importante anche domani, almeno in uno Stato come il nostro. La materia ambientale è stata appena citata in una specie di difesa di ufficio «è indispensabile fare ricorso a piani strutturali di lungo periodo. Non si può fare ricorso alla politica delle emergenze ed agire in base a piani straordinari di dubbia efficacia. I Comuni, le grandi città sono pronti a dare il loro contributo in modo chiaro e costruttivo. Un punto deve essere fermo: non vogliamo rimanere schiacciati fra coloro che non vogliono intervenire con politiche strutturali e pluriennali e le iniziative a pelle di leopardo delle Procure che imputano agli amministratori locali responsabilità che sembrano figlie più di valutazioni politiche che di oggettive responsabilità penali». Sinceramente, senza entrare troppo nel merito, ci pare un po’ poco.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Greenreport&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-7845443473656366807?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/7845443473656366807/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=7845443473656366807' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/7845443473656366807'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/7845443473656366807'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/03/crisi-dallanci-poche-proposte-e-ancor.html' title='Crisi, dall´Anci poche proposte e ancor meno sostenibilità ambientale'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-5701485754915350920</id><published>2009-03-21T17:59:00.000+01:00</published><updated>2009-03-21T18:00:17.165+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Anche l´edilizia può essere un green job se investe nelle città sostenibili</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il rapporto sul "Green job" che accompagna il lancio della Green global initiative dell´Unep, afferma che «Esistono enormi opportunità per il taglio delle emissioni di gas serra e la creazione di posti di lavoro. In alcuni paesi l´ambiente costruito è responsabile fino al 40% dell´utilizzo totale di energia. Una transizione mondiale verso edifici "energy-efficient " potrà creare milioni di posti di lavoro, cosi può "inverdire" il lavoro dei 111 milioni di persone che si stima lavorino già nell´edilizia». Gli investimenti per aumentare l´efficienza energetica degli edifici potrebbero creare due milioni e mezzo di nuovi posti di lavoro solo negli Usa ed in Europa e molti di più nei Paesi in via di sviluppo. Diverse città del pianeta stanno già sperimentando forme di sviluppo sostenibile urbano, compreso i Bus rapid transport schemes (Brt). A Città del Messico il Brt schemes, insieme alle nuove misure per ridurre e gestire meglio il traffico cittadino, dovrebbe portare ad una riduzione dello smog e del particolato del 10%, con un beneficio annuale valutato in 750 milioni di dollari per le spese sanitarie. A Manila, la Capitale delle Filippine, il Marikina bikeway project, punta a raddoppiare gli spostamenti in bicicletta entro il 2015 attraverso un diverso sistema di traffico e si stima che per ognuno del 2 milioni di dollari investiti ci sarà un risparmio doppio per le spese sanitarie e altri benefici ambientali. E´ significativo che a finanziare i progetti ci siano anche la Banca mondiale ed Global Environment Facility che una volta tanto puntano al sostegno degli enti locali e dei redditi dei più poveri.A Lima, in Perù, l´utilizzo due volte al giorno della bici per spostarsi, produce un risparmio di 7,60 dollari al mese, poco meno del 10% della bolletta energetica che paga in media ogni mese un abitante della capitale peruviana. Ma un migliore utilizzo delle informazioni tecnologiche richiede un governo e pianificazione e strumenti di mercato adatti.Secondo l´Unep, gli alloggi ed i luoghi di lavoro dovrebbero essere concentrati lungo "transit hubs" in modo da abbreviare i percorsi dei bus e delle piste ciclabili. Congestion charging, parcheggi a pagamento e tassazione dedicata potrebbero essere vantaggiose per stimolare forme di trasporto urbano più efficienti., ma anche garantire una reale e continua manutenzione dei mezzi pubblici e privati può fornire vantaggi significativi in termini di riduzioni di emissioni di gas serra e qualità dell´aria. A Rio de Janeiro , il miglioramento della gestione degli autobus a diesel ha portato risparmi annui per 40 milioni di litri di combustibile, con il 12´5% di risparmio di denaro pubblico, e 107.800 tonnellate in meno di CO2 emesse. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Greenreport&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-5701485754915350920?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/5701485754915350920/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=5701485754915350920' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/5701485754915350920'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/5701485754915350920'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/03/anche-ledilizia-puo-essere-un-green-job.html' title='Anche l´edilizia può essere un green job se investe nelle città sostenibili'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-1233687555928640262</id><published>2009-03-21T17:57:00.000+01:00</published><updated>2009-03-21T17:58:25.686+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>New deal ecologico occasione storica per rilancio economia e lavoro XXI secolo</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;«La mobilitazione e la ri-focalizzazione dell´economia mondiale per gli investimenti nelle tecnologie pulite e nelle infrastrutture naturali, quali le foreste e i suoli, sono le migliori scommesse per una reale crescita, per combattere il cambiamento climatico e per innescare la creazione di posti di lavoro nel XXI secolo». E´ questo il succo della Green economy Initiative avviata dal Programma Onu per l´ambiente (Unep) e da economisti di fama mondiale che chiedono di cogliere «questa opportunità storica per realizzare oggi l´economia di domani». Secondo lo studio presentato, sono cinque i settori che produrranno probabilmente la più grande transizione in termini di ritorno economico, di sostenibilità ambientale e di creazione di posti di lavoro: energie e tecnologie "pulite", incluso il riciclaggio; l´energia rurale, comprese le energie rinnovabili e la biomassa sostenibile; l´agricoltura sostenibile, inclusa l´agricoltura biologica; infrastrutture relative all´ecosistema; riduzione delle emissioni risultanti dalla deforestazione e dal degrado delle foreste (Redd); "città sostenibili", inclusi pianificazione, trasporti e costruzioni ecologiche.Il segretario esecutivo dell´Unep, Achim Steiner, sottolinea che «Le crisi economiche, energetiche e alimentari del 2008, sono in parte il risultato di una speculazione e di un fallimento dei governi a dirigere in maniera intelligente, focalizzandosi sui mercati. Me esse provengono ugualmente da un fallimento esteso del mercato, avviatosi con perdite sempre più importanti e più inquietanti di capitale e risorse naturali, unito ad una dipendenza eccessiva dai combustibili fossili, limitati e spesso sovvenzionati. Dall´altro lato ci sono gli enormi vantaggi economici, sociali e ambientali che deriveranno probabilmente dalla lotta contro il cambiamento climatico e dal re-investimento nelle infrastrutture. Un ventaglio di vantaggi che vanno dai nuovi posti di lavoro "verdi" nelle tecnologie ed energie pulite, fino ad un´agricoltura sostenibile ed alle imprese "ecologiche". Steiner ha posto in evidenza «Il bisogno cruciale ed urgente di portare nuove maniere di pensare, creative e trasformative nel corso della conferenza internazionale sui finanziamenti per lo sviluppo di Doha, Qatar, che avrà luogo il prossimo mese al seggio delle Nazioni Unite a New York». Ma Steiner guarda anche ad altri incontri internazionali: il summit del G8+5, alla fine diventato G20, chiesto da Sarkozy sulla crisi finanziaria, e soprattutto la prossima Convenzione Onu sui cambiamenti climatici che si terrà a dicembre a Poznan. «Delle idee innovatrici devono essere discusse e delle decisioni cruciali prese - dice Steiner - L´alternativa è sempre più un ciclo di espansione-recessione, un meteo stressato ed un crollo degli stock di pesci e dei terreni fertili arrivando fino agli ecosistemi forestali, di vaste possibilità naturali che per una frazione del costo delle attrezzature tecniche, stoccano l´acqua e il carbonio , stabilizzano i suoli, sostengono i metodi di sussistenza indigeni e rurali e conservano le risorse genetiche in ragione di miliardi di dollari all´anno». Secondo Hilary Benn, di Defra SoS, «La rivoluzione tecnologica verde deve accelerare, perché ci saranno più posti di lavoro nelle industrie dell´ambiente. L´Inghilterra si impegna a costruire un´economia verde all´interno ed all´estero: questo sarà buono non solo per gli affari e per l´ambiente ma anche per lo sviluppo. L´iniziativa dell´Unep aiuterà ad operare questo cambiamento, in particolare aiutandoci a comprendere a qual punto dipendiamo dall´ambiente, il suolo, l´aria, l´acqua e la biodiversità, per la nostra esistenza». Secondo Pavan Sukdhev, di Deutsche Bank, che assiste l´Unep nella Green economy initiative, «I modelli economici del XX secolo hanno ormai raggiunto il limite delle loro possibilità. Possibilità in termini di miglioramento delle condizioni di vita per i 2,6 miliardi di persone che vivono ancora con meno di 2 dollari al giorno e in termini di impronta ecologica. Degli investimenti saranno presto nuovamente investiti nell´economia mondiale, la questione è: andranno alla nostra vecchia attuale economia a corto termine, o invece ad una nuova economia verde che tratterà le molteplici sfide, producendo così numerose opportunità economiche per i poveri così come per le persone agiate». Nella Green economy initiative la Commissione europea, la Germania e la Norvegia hanno già investito circa 4 milioni di dollari ed è stata in parte avviata su richiesta del G8+5 di due anni fa. Si basa infatti in gran parte sullo studio del G8+5 Economics of Ecosystems and Biodiversity (Teeb), commissionato a Sukdhev, e finanziato dalla Commissione Ue e dalla Germania e le cui conclusioni sono state presentate a maggio alla Convenzione sulla diversità biologica di Berlino. Le conclusioni del documento sottolineano l´ampiezza delle perdite economiche "usuali" e mostrano gli strettissimi legami tra perdite di ecosistemi e di biodiversità e la persistenza della povertà. Secondo l´Unep il nuovo rapporto permetterà ai governi di fare scelte migliori e di mandare buoni segnali ai mercati ed agli investitori, agli investitori, imprenditori e consumatori del pianeta e Steiner assicura che «Evolveremo dallo sfruttamento del pianeta verso una migliore gestione ed un re-investimento nelle sue risorse». La Green economy initiative si basa su tre pilastri: valutare ed integrare le possibilità nazionali ed internazionali della natura; produrre posti di lavoro verdi e realizzare politiche, strumenti e segnali di mercato capaci di accelerare la transizione verso un´economia verde. La strategia è costruita sui risultati del Teeb e li unisce alla Green jobs initiative di Unep, International labour organisation, International trades union confederation e International organization of employers. La Green Economy Initiative si baserà sul lavoro considerevole già prodotto dall´Uneo e dalle agenzie Onu e di altre organizzazioni, anche imprenditoriali, sugli impatti e le opportunità che vanno dalla pesca ai carburanti, dalle sovvenzioni ai meccanismi innovativi di mercato, fino ai prodotti finanziati che sono già avviati verso una transizione meno liberista. «Entro 18 - 24 mesi, i governi, del nord e del sud, dovranno avere a disposizione una valutazione completa, così come gli strumenti necessari per realizzare una transizione indispensabile» giura l´Unep e il ministro norvegese dell´ambiente, Erik Solheim, sottolinea che «Ci sono dei momenti nella storia dove è tempo per un´idea di realizzarsi, è il caso della Green economy initiative. La Norvegia sostiene interamente l´iniziativa dell´Unep. Approcci ed azioni innovatrici sono necessari nella situazione attuale molto complessa di una crisi ambientale fondamentale, in più con una situazione finanziaria fuori controllo. Mi complimento con l´Unep per aver agito così rapidamente ed al momento opportuno, ed in particolare per la maniera in cui l´Unep e l´International labour organisation hanno dimostrato l´enorme potenziale non sfruttato del lavoro nella gestione sostenibile del capitale e del patrimonio naturale». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Greenreport&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-1233687555928640262?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/1233687555928640262/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=1233687555928640262' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1233687555928640262'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1233687555928640262'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/03/new-deal-ecologico-occasione-storica.html' title='New deal ecologico occasione storica per rilancio economia e lavoro XXI secolo'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-3814152227527945831</id><published>2009-03-21T17:55:00.000+01:00</published><updated>2009-03-21T17:56:43.090+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Forse la Green Revolution è già in cammino e l´Italia non se ne è accorta</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Le cifre della Green global initiative dell´Unep, che oggi riempie le pagine anche del sospettoso Sole 24 Ore, speriamo finiscano anche sulla scrivania del nostro recalcitrante ministro dell´ambiente, Stefania Prestigiacomo, che continua a credere che l´ambiente sia un accessorio dell´economia da indossare secondo le varie stagioni meteorologiche dell´economia, e non la sua imprescindibile base. Lo studio ponderoso che la accompagna parte da un assunto non contestabile: «La crescita economica mondiale negli ultimi 50 anni è stata accompagnata da un accelerato declino ambientale. Dal 1981 al 2005, il Pil mondiale è più che raddoppiato, al contrario il 60% di tutti gli ecosistemi del mondo si sono degradati o sono utilizzati in un modo insostenibile. La spesa annua mondiale per l´ambiente è stimata in non più di 10 miliardi di dollari all´anno. Questo è in contrasto con i 60 - 90 miliardi di dollari di investimenti ambientali che sarebbero necessari solo per contribuire alla riduzione della povertà».Però i finanziamenti pubblici all´agricoltura dei Paesi ricchi arrivano a 300 miliardi di dollari all´anno e i fondi per la riforestazione scarseggiano; i sussidi alle energie fossili e al nucleare sono tra i 240 ed i 310 miliardi all´anno, circa lo 0,7% del Pil mondiale, ma scarseggiano i fondi per le energie rinnovabili. E se è vero che l´industria automobilistica mondiale produce 1,9 trilioni di dollari di ricavi, impiega "solo" 4,4 milioni di persone, mentre l´industria siderurgica mondiale ha un reddito di 500 miliardi di dollari, ma impiega 4,5 milioni di persone I 100.000 Parchi nazionali e aree protette del pianeta producono una ricchezza in natura e beni e servizi ecosistemici valutabile in 5 trilioni di dollari, ma ci lavora solo un milione e mezzo di persone. «Avete delle scelte racchiuse in un guscio di noce - ha detto presentando la Green global iniziative Pavan Sukdhev, di Deutsche Bank - Se volete sollevare dalla povertà 2,6 miliardi di persone che vivono con meno di 2 dollari al giorno, metterete più denaro nelle automobili e nei Pc o investirete in un network di aree protette per sviluppare il loro potenziale per un lavoro verde e dignitoso? Un ulteriore investimento di 50 miliardi di dollari in un anno nelle circa 100.000 zone protette di tutto il mondo potrebbe garantire un valore di 5 trilioni in servizi forniti da questi beni naturali, intanto produrrebbe milioni di nuovi posti di lavoro e garantirebbe i mezzi di sussistenza per le popolazioni rurali e le popolazioni indigene». La New deal verde si basa su Clean Energy e Clean Tech e prevede una riduzione dell´80% delle emissioni e che le "risorse finite" debbano essere utilizzate in modo più efficiente e soprattutto riutilizzate. Gli esempi virtuosi ci sono: lo stesso Unep ha portato i finanziamenti per le energie rinnovabili della sua Sustainable Energy Finance Iniziative a 160 miliardi di dollari nel 2007, dai 100 del 2006; la Norvegia ha annunciato che intende raddoppiare il fondo nazionale per la ricerca per le energie rinnovabili a 3,4 miliardi di dollari, la Gran Bretagna ha annunciato investimenti per 100 miliardi di dollari in 4.000 pale eoliche a terra e 3.000 offshore, da realizzare entro il 2020 e con la creazione di 160.000 posti di lavoro. Il mercato globale dei prodotti e servizi ambientali produce tra i 1.000 ed i 1.370 miliardi di dollari e nel 2020 potrebbe essere tra i 2.740 e i 2.200 miliardi di dollari. 50 Paesi del mondo, tra i quali Messico, Argentina, Brasile, Repubblica Dominicana, Cina, India, Filippine, Iran, Marocco, Siria, Tunisia, Senegal, Sudafrica e Uganda, si sono dati obiettivi precisi per le energie rinnovabili. L´energia eolica dà lavoro nel mondo a 300.000 persone e probabilmente quella fotovoltaica a 170.000. Sono 600.000 le persone che lavorano nel solare termico, la gran parte in Cina. Le biomasse danno lavoro a 1,2 milioni di persone in Brasile, Cina, Germania e Usa. Nel complesso, nelle energie rinnovabili lavorano, secondo una stima al ribasso, almeno 2,3 milioni di persone.Kleiner Perkins, la società di venture capital che sostiene Google, Netscape e Amazon.com, ha recentemente investito 100 milioni di dollari in nuove imprese che lavorano alla riduzione dei gas serra. Gli investimenti "Clean Tech" in China ammontavano nel 2007 a 580 milioni di dollari e nel 2008 dovrebbero aver raggiunto i 720 milioni.«Esistono numerosi fulgidi esempi su come accelerare la transizione verso un´economia a basse, o addirittura zero, emissioni di CO2 - spiega il rapporto Unp - incluse le tariffe "feed-in" che sono state introdotte in Germania alcuni anni fa». Il settore delle energie rinnovabili tedesco ha un fatturato annuo di 240 miliardi di dollari e occupa 250.00 persone ed entro il 2020 i suoi lavoratori saranno di più di quelli dell´industria automobilistica che il nostro governo "difende" da Kyoto e dall´Europa. La verità è che la crescita ineguale e non indirizzata ha prodotto da una parte uno spreco energetico enorme; e dall´altra due miliardi di persone che non hanno ancora elettricità, petrolio o gas per cucinare e per la vita quotidiana. Una vera e propria trappola planetaria che rende vani i discorsi sullo sviluppo e preme su ecosistemi come le foreste, importanti anche economicamente, per produrre legno e carbone. Una crisi che potrebbe anche qui trasformarsi in opportunità per il mercato dei sistemi energetici alternativi e per le occasioni economiche offerte dal Clean development mechanism /(Cdm) dell´Onu per il Protocollo di Kyoto che è già stato avviato in alcune delle economie più povere, come nell´Africa subsahariana, anche se fino ad ora a beneficiarne sono state soprattutto le economia in rapido sviluppo: Cina, Brasile, India e Sud Africa. Comunque progetti Cdm sono stati avviati negli ultimi 18 mesi in Repubblica Democratica del Congo, Madagascar, Mauritius, Mozambico, Mali e Senegal, portandoli ad un totale di 3.500 in tutto il mondo. Se il trend di crescita dei Cdm continuerà, nel l 2012 all´Africa potrebbero arrivare oltre 65 milioni di certificati di riduzione delle emissioni, per un valore vicino a un miliardo di dollari in crediti di carbonio al prezzo di 15 dollari. Ma la speranza dell´Africa è soprattutto nel sole e nel vento: solo il Ghana avrebbe un potenziale eolico di 2000 MW.Intanto in India il microcredito sta puntando decisamente all´energia solare e 100.000 persone hanno avuto così accesso all´elettricità ed all´acqua calda, ora il Global Environment Facility sta spostando l´iniziativa anche in Tunisia e in Messico. La rivoluzione verde sembra silenziosamente cominciata lungo strade a volte a noi ignote. Come scriveva qualcuno, siamo spettatori della crisi, non la viviamo. Soprattutto se la guardiamo dal sempre più ridotto e provinciale angolino italiano, dove la negazione della complessità rischia di diventare negazione dei problemi e quindi della capacità di capire dove va il mondo.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Greenreport&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-3814152227527945831?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/3814152227527945831/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=3814152227527945831' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/3814152227527945831'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/3814152227527945831'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/03/forse-la-green-revolution-e-gia-in.html' title='Forse la Green Revolution è già in cammino e l´Italia non se ne è accorta'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-4031900239011315034</id><published>2009-03-21T17:53:00.000+01:00</published><updated>2009-03-21T17:55:15.965+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='politica'/><title type='text'>Innovazione ed energie rinnovabili per la politica di coesione europea in Umbria</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il commissario europeo alla politica regionale, Danuta Hübner, è oggi in visita a Perugia e in Umbria per vedere i risultati di alcuni progetti cofinanziati dalla politica di coesione Ue. La Hübner ha dichiarato: «In questa fase di grave incertezza economica, la politica di coesione comunitaria costituisce un potente fattore di stabilità per gli Stati membri e le loro regioni.Indicatori recenti mostrano un miglioramento delle condizioni economiche in Umbria, ma resta ancora forte la necessità di un incremento della spesa pubblica e privata nel settore della ricerca e dello sviluppo (R&amp;amp;S). La regione vanta una produzione e un consumo di energia rinnovabili superiori alla media non solo italiana, ma anche europea. Invito tutti coloro che hanno responsabilità nell´attuazione dei programmi finanziati dalla politica di coesione dell´Ue a lavorare insieme, a sfruttare i punti di forza dell´Umbria, a colmare le carenze e a realizzare risultati concreti per i cittadini».L´Umbria, nel suo programma della politica di coesione per il periodo 2007-2013, ha fissato obiettivi ambiziosi: creazione di 2000 nuovi posti di lavoro, aumento delle esportazioni del 5%, accesso universale a internet con connessioni a banda larga o senza fili e incremento del 5% della produzione di energie rinnovabili. La regione ha appena pubblicato i primi "bandi" collegati a questi obiettivi: centinaia di progetti potranno ricevere finanziamenti comunitari, purché rispettino le priorità stabilite dal programma. Una nota dell´Ue spiega che «La regione usufruirà complessivamente di un contributo finanziario dell´Unione europea pari a 583,5 milioni di euro: 150 milioni di euro saranno erogati dal Fondo europeo di sviluppo regionale (Fesr), 99 milioni di euro dal Fondo sociale europeo (Fse) e 334,5 milioni di euro dal Fondo europeo agricolo per lo sviluppo rurale (Fesr)».La Hübner visiterà la Novamont di Terni, leader nel settore dei prodotti biodegradabili che produce la bio-plastica "Mater-Bi" a partire dal mais e dai semi di girasole. Un prodotto completamente riciclabile, biodegradabile e persino compostabile. con una vasta gamma di applicazioni: dalle borse e prodotti per imballaggio ai bicchieri usa e getta. La Novamont ha collaborato anche con la multinazionale statunitense Goodyear per sviluppare uno pneumatico "ambientale" che riduce del 40% la resistenza al rotolamento. Investimenti europei per un totale di 675.000 euro hanno contribuito alla realizzazione di questa bioraffineria ultramoderna. Nel 2007 la Novamont ha ricevuto il premio "Inventore europeo dell´anno" dall´Ufficio europeo dei brevetti. Il commissario andrà anche all´´High Technology Centre (Htc) di Foligno, centro specializzato nel settore della meccanica avanzata, che ha beneficiato di investimenti per la politica di coesione dell´Unione europea.Attraverso il programma della politica di coesione per il periodo di programmazione 2000-2006 l´Umbria ha ricevuto dal Fondo europeo di sviluppo regionale finanziamenti per 157 milioni di euro ed ha attivato così o investimenti pubblici e privati per un miliardo di euro. Secondo stime della regione, gli investimenti dell´UE hanno contribuito alla creazione di 1 000 nuovi posti di lavoro. La Commissione europea sottolinea che comunque «In Umbria la spesa pubblica per ricerca e sviluppo rappresenta solo lo 0,8% del PIL regionale (il dato complessivo per l´Italia è dell´1,1%): si tratta di una percentuale molto al di sotto dell´obiettivo europeo del 3% contemplato dalla strategia di Lisbona per la crescita e l´occupazione. La spesa privata per R&amp;amp;S è pari allo 0,2% del PIL regionale (il dato per l´Italia è dello 0,5%). L´Italia è il terzo maggior beneficiario della politica di coesione dell´Ue, dopo la Polonia e la Spagna. Nel quadro del programma della politica di coesione per il periodo di programmazione 2007-2013 il paese beneficerà di finanziamenti per un importo di 28,8 miliardi di euro».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Greenreport&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-4031900239011315034?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/4031900239011315034/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=4031900239011315034' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/4031900239011315034'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/4031900239011315034'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/03/innovazione-ed-energie-rinnovabili-per.html' title='Innovazione ed energie rinnovabili per la politica di coesione europea in Umbria'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-800825591387523614</id><published>2009-03-21T17:52:00.001+01:00</published><updated>2009-03-21T17:52:35.155+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Il clima nell´ultima provincia dell´impero</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;In un contesto in cui a problemi complessi si danno soluzioni semplici (e apparentemente di buon senso), anche la risposta italiana alla crisi climatica mondiale è una semplificazione di un problema enorme e complicato, ma con l´aggiunta di elementi che, se dati in buona fede, dimostrano un´ignoranza sui temi ambientali che fa restare allibiti. L´Italietta alza la voce dalle regioni remote dell´impero e costituisce un asse di ferro nientemeno che con Polonia e qualche ex provincia sovietica per una battaglia che più di retroguardia non si può. Un provincialismo che parte dall´Alitalia, passa per le impronte digitali ai minori rom e trova la sua degna conclusione nelle tematiche ambientali. E poco importa se l´ultimo stato di avanzamento dell´IPCC ricorda che il cambiamento climatico sarà "stronger, faster and sooner", cioè che avverrà più velocemente di quanto gli stessi scienziati avessero già previsto nel rapporto 2007. Come a dire che non si dovrebbe perdere altro tempo e ridurre le emissioni clima alteranti dal 25 al 40% entro il 2020, mentre, invece, le obiezioni opposte al pacchetto energia dell´Unione Europea dall´Italia vogliono procrastinare ogni decisione. Sono obiezioni di tre tipi, di costi, di adesione ai trattati internazionali e dei rapporti fra economia e ambiente.A prescindere dal balletto delle cifre su quanto effettivamente pagherà l´Italia per il pacchetto riduzione delle emissioni, la vera domanda è se costerà troppo e la risposta è comunque no. Ci sono ormai decine di calcoli che dimostrano che è il non fare nulla per opporsi al deterioramento climatico ad avere costi che saranno insostenibili: i danni derivati saranno presto pari al valore totale di tutto ciò che l´umanità produce in un anno. E ci sono diversi esempi di aziende, importanti, presumibilmente come le nostre, che in tutto il mondo si riconvertono evitando emissioni inquinanti e guadagnandoci pure, perché risparmiare combustibili fossili è ormai più conveniente che acquistarli. La Du Pont ha aumentato la sua produttività del 30% negli ultimi dieci anni riducendo del 7% il consumo di energia e del 72 % (!) le emissioni di gas-serra, mentre IBM e Bayer hanno risparmiato oltre due miliardi di dollari abbassando le emissioni del 60%. Perfino BP ha risparmiato costi energetici per 650 milioni di dollari abbattendo le emissioni di anidride carbonica del 10%. Uno studio dell´Università di Tor Vergata (e di Angelo Bonelli) computa a 22 miliardi di euro i costi economici, sanitari e sociali dell´inquinamento e del cambiamento climatico (1,3% del PIL) e che comprendono: ritardo per l´applicazione del protocollo di Kyoto (2 M euro/anno), malattie da inquinamento atmosferico (6), costi esterni del trasporto (8), carenza di acqua e desertificazione (3), dissesto idrogeologico (2,5), A scala mondiale, se riducessimo le emissioni globali del 40% (portandole a 12 miliardi di tonnellate/anno di anidride carbonica) i 220 miliardi di dollari all´anno teoricamente necessari corrisponderebbero allo 0,3-0,5% del pil mondiale fino al 2030. La spesa mondiale per rimediare ai danni del cambiamento climatico corrisponderebbe, nello stesso periodo, a una cifra ben superiore, fra il 5 e il 20% del pil.Quando diventerà conveniente, si dice, e si faranno affari sulla mitigazione del cambiamento climatico, allora il libero mercato sistemerà le cose e si darà inizio alla ristrutturazione ecologica del pianeta. Inutile per questo ottemperare agli accordi di Kyoto che non si addicono alla crescita economica mondiale, soprattutto in un momento di crisi. Il problema è, però, quel "quando": se le corporation che governano di fatto i Paesi ricchi non si sono ancora fatte convincere dai dati degli scienziati, cosa le convincerà mai ?Il protocollo di Kyoto non ha risolto certo la crisi climatica, ma almeno fissa vincoli di legge e crea un diritto internazionale dove prima c´era solo deregulation selvaggia e poi consente uno sviluppo significativo delle energie rinnovabili. Rinegoziare Kyoto al ribasso perché gli Stati Uniti non hanno ratificato il protocollo o perché non l´hanno fatto ancora Cina e India è paradossale: i Paesi effluenti vanno aiutati dagli sforzi economici e tecnologici di chi per secoli ha depredato il pianeta inquinandolo e oggi scopre, guarda un po´, che anche gli altri vorrebbero svilupparsi. Evitiamo almeno che facciano gli errori degli Stati Uniti dove il 5% della popolazione mondiale consuma il 40% delle risorse e inquina per il 35%: metà della produzione di energia elettrica di quel paese viene prodotta ancora con il carbone come un secolo fa. Chi sostiene che l´economia viene prima dell´ambiente dovrebbe ricordare che qualsiasi sistema economico è un sottosistema della biosfera, che è sempre esistita anche senza l´economia, mentre è impossibile che avvenga il contrario. Il capitale economico matura proprio a spese del capitale naturale, che, però, purtroppo, è limitato nei fatti: per quanto ancora seguiremo l´incantamento della crescita esponenziale, per definizione impossibile? Insomma, senza un ambiente in buona salute non ci sarà nessuna attività produttiva, almeno non su questo pianeta. A chi lamenta che il prezzo non dovrebbero accollarselo le industrie già fiaccate dalla crisi finanziaria è facile ricordare che è proprio chi è responsabile del danno che dovrebbe pagarlo, a meno di non volerlo ridistribuire fra i cittadini, sulla cui incazzatura converrà cominciare a contare.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Mario Tozzi&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-800825591387523614?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/800825591387523614/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=800825591387523614' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/800825591387523614'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/800825591387523614'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/03/il-clima-nellultima-provincia.html' title='Il clima nell´ultima provincia dell´impero'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-1625536810753694644</id><published>2009-03-21T17:49:00.000+01:00</published><updated>2009-03-21T17:51:02.324+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Nelle città poco armoniose aumenta l´ineguaglianza</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Il rapporto che Onu-Habitat ha presentato a Londra si intitola "State of the World´s Cities 2008/2009 - Harmonious Cities", ma l´armonia urbana è in realtà solo una speranza: «Il numero di persone che vivono dentro bidonville, che si eleva attualmente a un miliardo di esseri umani, potrebbe crescere a causa della crisi del credito», spiega la pubblicazione. Il rapporto mette l´accento sulla crescita dell´ineguaglianza all´interno delle stesse città, un fenomeno che però non è inevitabile, come dimostrano le esperienze virtuose di gestione urbana condotte da alcuni Paesi. Anna Tibaijuka, direttrice esecutiva di Onu-Habitat, ha spiegato «Di fronte alla crisi del credito, che non altro che la fine di un lungo processo, i governi devono farsi carico del compito di fornire delle abitazioni meno care alla gente che ha bassi guadagni, perché il mercato non può farlo. Non si può avere una società armoniosa se la gente non ha alloggi sicuri. L´accrescimento delle ineguaglianze reali e percepite ed il precipitarsi di nuove popolazioni verso le bidonville sono una ricetta per più disordini e sollevamenti sociali». "State of the World´s Cities" si concentra sull´esistenza parallela, in numerose città del pianeta, di quartieri ricchi di beni e servizi e di baraccopoli prive dei servizi di base. Le città dove si registra il maggior tasso di ineguaglianza di reddito (misurata con il Gini coefficient levels), un vero e proprio baratro che divide ricchi (a volte ricchissimi) e poveri si trovano in Sudafrica e poi in Brasile, due Paesi da lungo tempo ormai governati da partiti di sinistra ma che devono fare i conti con l´eredità tremenda dell´apartheid, della dittatura e del sottosviluppo. Tra le città più ingiuste socialmente ci sono quelle di Colombia, Argentina, Cile, Equador, Guatemala e Messico. Anche in Africa, con l´emergere di una borghesia nera e l´aumento dell´urbanizzazione, alcune città come la capitale del Mozambico Maputo, quella del Kenya Nairobi e Abidjan in Costa d´Avorio stanno seguendo lo stesso percorso di ineguaglianza sempre più evidente.Il rapporto sottolinea che «Le disuguaglianze urbane in questi campi sono molto diverse nelle varie regioni, ma non solo sono in aumento, stanno diventando più radicate, il che fa pensare che i fallimenti nella distribuzione della ricchezza sono in gran parte il risultato di natura strutturale o difetti sistemici». Il fenomeno sembra ancora non acuto in Asia, anche se l´ineguaglianza urbana sta crescendo ad Hong Kong, New Delhi in India, Ho Chi Minh City in Vietnam, Davao nelle Filippine e Colombo nello Sri Lanka.Nonostante la crescita rapidissima ed il fiorire di una nuova classe di ricchissimi capitalisti, le città cinesi sarebbero ancora tra le più egualitarie, «mai Shenzhen per esempio, ha raggiunto lo stato di Bangkok (Thailandia) e di Manila (Filippine) nella regione». Comunque, in Cina la nuova grande ineguaglianza è tra i redditi cittadini e quelli rurali. Le città di Bangladesh, India, Pakistan ed Indonesia presentano una ineguaglianza sociale interna meno vistosa, ma solo perché la forte povertà interessa quasi tutta la popolazione. Secondo il rapporto, le metropoli indiane sono però destinate a vedere estendere l´ineguaglianza urbana a causa delle liberalizzazioni, dell´industrializzazione e della mancanza di investimenti nei servizi pubblici destinati alle popolazioni più vulnerabili. Il documento prevede anche «una crescita della povertà nei Paesi industrializzati». Eduardo Lopez Moreno, che ha redatto il rapporto per Onu-Habitat, spiega che «In molte città del mondo, la ricchezza e la povertà coesistono in stretta prossimità: ricchi e ben serviti quartieri e agiate comunità residenziali sono spesso situati vicini ad inner-city o periferiche slum communities che mancano anche dei più elementari servizi». Un benessere ed un divario così marcato che, dice Lopez, i quartieri ricchi sono sempre più difeso «da recinzioni elettrificate e alte mura, spesso pattugliate pattugliato da società di sicurezza private armate e con cani killer».E´ l´ennesima dimostrazione che crescita economica, liberismo e industrializzazione spinta quasi sempre non vanno d´accordo con la giustizia sociale e la pianificazione urbanistica e dell´uso delle risorse. Fortunatamente qualche esempio positivo non manca: l´attuazione di politiche in favore dei più poveri hanno permesso alla non certo progressista Malaysia di far calare incessantemente, a partire dagli anni ´70, le ineguaglianze, garantendo comunque una crescita che l´ha fatta entrare nel club delle tigri economiche asiatiche. E secondo il rapporto anche lo sfortunato Rwanda, uscito da una devastante guerra civile, ha dimostrato che può essere ottenuta una crescita che dia benefici a tutti. «Questi Paesi - dice il rapporto - hanno dimostrato che è possibile crescere economicamente senza aumentare i livelli di disuguaglianza, e che la riduzione delle disuguaglianze è, in effetti, una strategia "pro-sviluppo" che favorisce la crescita». &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Greenreport&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-1625536810753694644?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/1625536810753694644/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=1625536810753694644' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1625536810753694644'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/1625536810753694644'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/03/nelle-citta-poco-armoniose-aumenta.html' title='Nelle città poco armoniose aumenta l´ineguaglianza'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-4700521641497060346</id><published>2009-03-21T17:47:00.001+01:00</published><updated>2009-03-21T17:49:08.741+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ecologia'/><title type='text'>L´informazione ambientale tra crisi economica ed autocensure</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;Il Premio Nobel per la pace Rajendra K Pachauri nonchè Presidente dell´Intergovernmental panel on climate change (Ipcc) ha partecipato alla recente assemblea della Society of environmental journalist Usa (Sej) ed ha detto che «i mass-media non sono sufficientemente in grado di affrontare la gravità dei cambiamenti climatici. Il tracollo finanziario è un "grave distrazione" che minaccia la volontà del mondo di affrontare il cambiamento climatico globale».Pachauri è evidentemente preoccupato della difficoltà di giornali e mezzi di comunicazione di massa nel far capire (e capire) quanto sia urgente approvare le politiche necessarie a mitigare le emissioni di gas serra, ed ha affermato che i cambiamenti climatici in corso nei prossimi anni si ripercuoteranno sul livello dei mari, con conseguenze disastrose. Pachauri ha esortato i giornalisti ambientali americani a comunicare meglio il pericolo del cambiamento climatico e a segnalare ai propri lettori il recente rapporto dell´Ipcc sugli effetti sulle comunità locali. «Nell´ultimo hanno e mezzo si è avuta una vera e propria esplosione di consapevolezza - ha detto il premio Nobel - tuttavia i media non hanno riferito in maniera sufficiente sull´emergenza e sulla profondità dell´azione necessaria». Intanto, i sondaggi dicono che solo la metà dei cittadini Usa sono convinti che il climate change sia soprattutto di origine umana, l´altra metà pensa che i giornali stanno ingigantendo la questione. Comunque le informazioni ambientali sono in aumento e la scorza dell´eco-scetticismo è sempre più scalfita dalle leggi ambientali comunque approvate dal governo federale e da quelli dei vari Stati e dalla risonanza che ha avuto il film di Al Gore, l´altro premio Nobel, "An inconvenient Truth", la cui credibilità è dovuta addirittura essere sancita dalla Corte suprema.Secondo Pachauri le grandi agenzie di stampa, per le loro notizie, puntano troppo sui rapporti scientifici di alto livello o su fenomeni climatici vastissimi, invece che sugli esempi di cambiamento climatico in corso: «Abbiamo bisogno di andare oltre la ciclica copertura del climate change per enfatizzarne la pertinenza giorno per giorno». Il presidente del Sej, Timothy Wheeler (Nella foto con Pachauri) ha ammesso che troppo spesso le notizie rispecchiano quelli che nei sondaggi di opinione sono i temi prioritari. Secondo il rapporto del gennaio 2008 Pew research center study, la preoccupazione per il riscaldamento globale era in fondo alla classifica di quelle degli elettori americani. «Quando l´economia è nello stato in cui è, e una guerra è in corso, sono queste le cose che occupano i titoli e le network news». Diversi giornalisti presenti alla conferenza hanno espresso il timore che l´instabilità finanziaria di molti giornali degli Stati Uniti possa limitare la quantità e la qualità delle redazioni ambientali. Inoltre, molte news organization hanno già tagliato il loro personale e ridimensionato le loro pubblicazioni a causa del calo dei profitti che registra la "Internet Age". Quasi un quarto dei redattori dei giornali ha detto di aver dedicato un numero minore di report alle notizie scientifiche e ambientali di quanto faceva 3 anni fa. Il Pew research center evidenzia che solo il 10% dei redattori dei più grandi giornali Usa considera le notizie scientifiche e tecnologiche "veramente essenziali" per la qualità del loro news product. Ma la tendenza sulla copertura delle notizie ambientali, sull´inquinamento a livello locale così come sui problemi ecologici planetari, è contraddittoria: il 17% dei redattori ha detto che il budget per le notizie ambientali è diminuito, il 22% che è aumentato. La tendenza sembra quella a dare maggiore importanza ai disastri ambientali locali, ma il rischio è quello di perdere la visione generale del Paese più inquinante del mondo, ad iniziare dalle sua centrali a carbone.Ad esempio, uno studio della Johns Hopkins Bloomberg school of public healt sulla copertura mediatica del cambiamento climatico, sottolinea che solo lo 0,5% degli articoli sul climate change menzionano il ruolo che l´allevamento del bestiame e la produzione di carne giocano nel riscaldamento planetario. Eppure, secondo uno studio della Public healt nutrition, la produzione di derrate alimentari è stata menzionata come una delle cause nel 2,4% degli articoli sul cambiamento climatico pubblicati dal 2005 al 2008. E´ evidentemente difficile dire in un Paese di cow-boys e mangiatori di carne che, secondo la Fao, l´allevamento di animali rilascia più gas serra del settore dei trasporti, soprattutto metano, che le mucche producono deforestazione ed un gas 23 volte più potente della CO2. In questo caso forse si può parlare di autocensura da stile di vita alimentare? Pachauri è preoccupato per i nuovi desideri che emergono nei Paesi in via di sviluppo: «sono alimentati da ciò che vedono nei paesi sviluppati. Sono sconvolto da quel che vogliono ottenere la Cina e l´India. Ognuno vuole una dannata auto per scorrazzare ovunque». Pachauri è ricorso all´umorismo nero per far capire la situazione: «Due pianeti passano nello spazio uno vicino all´altro e da li uno di loro osserva: «la Terra non sta facendo un granché bene» E l´altro risponde: «E´ stata infestata dall´uomo» . E l´altro pianeta: «vedrai: è una cosa che non durerà molto a lungo».&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Greenreport&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-4700521641497060346?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/4700521641497060346/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=4700521641497060346' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/4700521641497060346'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/4700521641497060346'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/03/linformazione-ambientale-tra-crisi.html' title='L´informazione ambientale tra crisi economica ed autocensure'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-3544543267140249724</id><published>2009-03-21T17:41:00.000+01:00</published><updated>2009-03-21T17:44:46.398+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Il green new deal, la ´combustione´ e la fine delle illusioni</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Se esistessero altre forme di vita nell’universo, è stato ipotizzato da vari scienziati, esse probabilmente condividerebbero con la vita terrestre alcune caratteristiche fondamentali. In particolare, molti hanno ipotizzato che una vita aliena dovrebbe basare le sue catene molecolari sullo stesso carbonio che costituisce le nostre, o perlomeno su elementi simili al carbonio. Per esempio, il silicio è nella lista dei potenziali indiziati, in quanto esso condivide con il carbonio una caratteristica distintiva: e cioè la tetravalenza, la capacità di legarsi a quattro molecole – o atomi – di altra natura. Carattere che conferisce al carbonio – e in misura minore al silicio – quella grande elasticità che ha causato il suo essere stato “scelto” dall’evoluzione come scheletro molecolare degli organismi viventi. Quindi, se esistessero forme di vita aliene, è possibile che esse avrebbero una loro struttura “organica” basata sul silicio, peraltro più diffuso del carbonio nell’universo.Ora, torniamo sulla terra: come noto, la combustione dei materiali organici altro non fa che rilasciare nell’atmosfera il carbonio “stoccato” sotto terra in conseguenza di fotosintesi avvenute milioni di anni fa (per il petrolio e il metano) o fuori terra tramite fotosintesi più recenti, come nel caso delle biomasse forestali.E’ stato detto da più parti che molta della diffidenza che circonda le energie rinnovabili (in particolare l’eolico e il solare fotovoltaico e termico) deriva dal fatto che non vi è una combustione percepibile, più che da un’effettiva sfiducia nei confronti dello sviluppo delle rinnovabili stesse in direzione di un migliore rendimento. Si tratta in realtà di un blocco ideologico, una forma di autismo del sistema economico e industriale che – nato insieme al motore a vapore prima e a quello a scoppio poi – sembra non riuscire a liberarsi di una concezione che prevede la produzione di energia come qualcosa di necessariamente sporco, fumoso, inquinante: vuoi energia? Devi rimetterci qualcosa, darling. Un po’ del tuo cielo, un po’ della tua salute, ma qualcosa devi rimetterci, e non poco, altrimenti niente energia e tutti al buio e al freddo, esposti alle intemperie e al rischio di essere predati dalle fiere.Ora, questa è a tutti gli effetti una drammatica illusione. L’energia solare (in cui, sia pure davanti ai nuovi materiali in via di sperimentazione, è il silicio e non il carbonio a costituire vettore di energia) e quella eolica in realtà sono anch’esse derivate da una combustione: solo che essa non avviene “a valle”, cioè sul pianeta terra, ma “a monte” e cioè direttamente nel sole. La combustione che avviene nel sole causa irradiazione sulla terra (sfruttabile tramite i pannelli e il solare termico e termodinamico) e causa anche l’esistenza del vento (e quindi l’energia eolica).E allora, che cosa ci impedisce di percepire le due principali energie rinnovabili come potenzialmente più utili rispetto alla combustione del carbonio? Proprio quell’autismo insito nel sistema produttivo, o forse quell’ideologia positivista che, più che accettare l’inquinamento e i danni alla salute associati alla combustione “a valle”, li venera come divinità e motori dell’industrializzazione stessa. Siamo come illusionisti che – ha già scritto in passato Umberto Mazzantini – mettono le mani della scienza nel cilindro e ne tirano fuori il coniglio più sporco, tra gli entusiasti battimani della folla, affascinata e inebriata dal carisma del ciarlatano travestito da mago.Questo fuoco che arde nello spazio ci riscalda da milioni di anni, ed è il vero motore immobile della vita sulla terra. Ed è solo questa ottusa ideologia che accompagna il sistema produttivo che impedisce di guardare ad esso direttamente, cioè attingere alla sua energia senza il filtro offuscato del fissaggio dell’energia solare nei legami molecolari, che poi sfruttiamo per la combustione. Il sole dà energia, le piante lo fissano, gli animali mangiano le piante, poi muoiono e diventano petrolio e metano. E, come sappiamo, ad ogni passaggio avviene uno spreco, una dissipazione di energia. E noi cosa facciamo? Risaliamo verso monte, cercando di attingere direttamente alla fonte per evitare gli sprechi? No, aspettiamo a valle, seduti sulla riva del fiume, che passino i cadaveri delle piante e degli animali fossilizzati, forse senza nemmeno immaginare tutta l’energia che è stata dissipata in precedenza. Energia che, se nelle prime fasi ha caratteristiche di minore dannosità (cioè è più pulita, meno inquinante e/o climalterante), successivamente diventa più nera, più scura, più dannosa e inquinante. Con più carbonio rilasciato, con più zolfo emesso rispetto ad un utilizzo fatto più “a monte”.Cosa fare, quindi? Semplicemente, risalire più a monte, avvicinarsi alla sorgente. E quindi uscire da questa perversa, dannosa ideologia dell’energia che se è pulita allora è percepita come una specie di miracolo a-scientifico. Il “Green new deal” recentemente lanciato dall’Unep, di cui vi abbiamo dato notizia la scorsa settimana, prevede essenzialmente questo: orientare l’utilizzo delle risorse (e quindi soprattutto l’allocazione delle facilitazioni fiscali) in modo da permettere al sistema produttivo di risalire a monte, dove l’acqua è più fresca e più blu, dove l’energia cioè è più intensa e più pulita.E il lavoro maggiore da fare, prima che nel sistema produttivo, è nella mente degli uomini e delle donne che brulicano sul pianeta: l’illusione produttivista, l’illusione capitalistico-finanziaria, l’illusione positivista sono semplicemente tre facce della stessa idra infernale; una idra che, per sputare fuoco dalle narici, sembra doverlo mangiare dal terreno, dove esso era stato nascosto. E invece, le scelte politiche dell’oggi devono necessariamente predisporre un futuro in cui l’idra potrà attingere direttamente alla fonte l’energia per produrre il fuoco che poi sputerà, senza inutili sprechi e senza ridurre l’occupazione, ma anzi aumentando la quantità di nicchie di lavorazione a disposizione del nostro sistema produttivo, ed evolvendone qualità e rendimento. Non perchè è “buono”, ma perchè è utile. Non perchè è giusto, ma perchè è necessario, soprattutto davanti alle sempre maggiori evidenze riguardo alla significatività del ruolo antropico nel surriscaldamento globale. Non perchè è “etico” o politicamente corretto, ma perchè è l’unico modo di continuare a riscaldarci e ad allontanare le fiere, prima che davvero la risalita del livello del mare a causa dello scioglimento delle calotte possa arrivare a spegnere i fuochi che abbiamo acceso, incauti, troppo vicino alla riva.&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Greenreport&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-3544543267140249724?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/3544543267140249724/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=3544543267140249724' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/3544543267140249724'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/3544543267140249724'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/03/il-green-new-deal-la-combustione-e-la.html' title='Il green new deal, la ´combustione´ e la fine delle illusioni'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-2102936688083416645</id><published>2009-03-21T17:38:00.000+01:00</published><updated>2009-03-21T17:39:24.655+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Tutta l´energia rinnovabile e l´innovazione tecnologica dell´Europa del futuro</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Secondo la pubblicazione della Commissione europea "L´Europa in movimento. La lotta contro i cambiamenti climatici. L´Ue apre la strada" (di cui parliamo anche in altri articoli del giornale di oggi) il futuro energetico dell´Ue vedrà un aumento del ricorso alle biomasse legnose, al biogas e ai rifiuti biodegradabili, ad esempio nelle centrali elettriche, ma anche della cogenerazione nei sistemi di riscaldamento urbano. «Le caldaie a biomassa saranno sempre più diffuse negli edifici, sostituendo gli impianti di riscaldamento elettrici ad acqua calda o a combustibile liquido». In Europa aumenterà anche la geotermia e l´energia solare, ma «L´aumento più marcato nella produzione di elettricità avverrà assai probabilmente nel campo dell´energia eolica, grazie alle turbine sempre più numerose ed efficaci». Ci sarà anche un maggiore utilizzo di carburanti rinnovabili nei trasporti che permetterà di ridurre le emissioni di CO2 in un settore in rapida crescita.Comunque, Il mezzo più semplice per assicurare l´approvvigionamento energetico e combattere il cambiamento climatico è quello di ridurre la domanda di energia, di utilizzarla in maniera più efficiente ed evitando sprechi. L’Europa potrà realizzare i suoi obiettivi di risparmio energetico grazie alle tecnologie e con una vera e propria rivoluzione dei consumi. «Ma il risparmio energetico - dice la Commissione Ue - è innanzitutto un intelligente comportamento economico: infatti l´obiettivo dell´Unione di usare il 20% di energia in meno entro il 2020 rispetto agli standard attuali permetterà di ridurre le spese energetiche di ben 100 miliardi di euro all´anno». Ed alla Prestigiacomo che lamenta danni per l´industria e l´economia la pubblicazione dell´Ue le risponde indirettamente: «Ridurre l´utilizzo dei combustibili fossili può significare che in futuro vivremo diversamente, ma non certo che dovremo sacrificare la qualità della nostra vita, né oggi né domani. Le tecnologie possono apportare un contributo essenziale a un utilizzo più efficace dell´energia nelle nostre vite quotidiane, nell´industria, nei trasporti e nel contesto dello sviluppo sostenibile. L´industria dell´Unione europea è la prima al mondo nel campo dell´ecoinnovazione e dell´energia sostenibile, e questo la pone in pole-position nella corsa alla crescita e alla creazione di posti di lavoro. L´industria europea è posizionata così bene perché un terzo circa del mercato mondiale delle eco-industrie e dei sistemi di energia sostenibile sono di suo appannaggio. Le imprese europee sono inoltre dominanti nel campo della sostenibilità in quasi tre quarti dei principali settori industriali, e le eco-industrie, così come i sistemi e i servizi energetici sostenibili, offrono centinaia di migliaia di posti di lavoro». Il programma Ue di azione per la tecnologia ambientale prevede un ventaglio di misure volte a favorire l´ecoinnovazione e le tecnologie ambientali. Esso promuove la ricerca e lo sviluppo, mobilita fondi e migliora le condizioni del mercato. Il settimo programma quadro di finanziamento a favore della ricerca e dello sviluppo tecnologico (2007-2013) dell´Unione europea stanzia notevoli sovvenzioni per la ricerca nelle tecnologie energetiche a tasso di carbonio basso o pari a zero. Il programma comunitario per la competitività e l´innovazione, che include un sottoprogramma intitolato "Energia intelligente – Europa", prevede anche finanziamenti per la ricerca in materia di energia e la promozione dei risparmi energetici. Un´ampia quota di questi finanziamenti andrà a progetti dedicati direttamente o indirettamente al cambiamento climatico. In particolare: sviluppo dell´idrogeno e delle celle a combustibile, per sopperire al minore utilizzo di combustibili fossili; cattura e stoccaggio di CO2; efficienza energetica; trasporti non inquinanti ed efficienti e materiali rispettosi dell´ambiente. Inoltre, l´Ue contribuisce alla diffusione delle buone pratiche e ha creato una piattaforma scientifica all´interno della quale esperti di alto livello possono scambiare le proprie conoscenze. Queste attività prevedono un piano strategico per le tecnologie energetiche che dovrebbe consentire all´Ue di fare da apripista verso una vera e propria rivoluzione energetica che spazia dall´approvvigionamento, alla produzione e alla distribuzione dell´energia. Inoltre sono previste piattaforme tecnologiche, come ad esempio la piattaforma europea per le tecnologie dell´idrogeno e delle celle a combustibile. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Da&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;strong&gt;&lt;em&gt;Greenreport&lt;/em&gt;&lt;/strong&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-2102936688083416645?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/2102936688083416645/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=2102936688083416645' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/2102936688083416645'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/2102936688083416645'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/03/tutta-lenergia-rinnovabile-e.html' title='Tutta l´energia rinnovabile e l´innovazione tecnologica dell´Europa del futuro'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-4647554784881408013</id><published>2009-03-21T17:27:00.000+01:00</published><updated>2009-03-21T17:35:56.673+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ecologia'/><title type='text'>L´eolico vola a livello mondiale grazie alle turbine made in Cina</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;«Abbiamo pochi anni per ridurre le emissioni mondiali di CO2 e l’eolico avrà un ruolo cruciale. Nessun’altra tecnologia è in grado di fornire un tale contributo su scala mondiale in tempi così ristretti». Lo ha detto stamani Steve Sawyer, segretario generale del Global wind energy council (Gwec) presentando, assieme a Greenpeace, il nuovo rapporto “Global wind energy outlook 2008”. L’eolico – secondo il rapporto - «potrà fornire il 12% dell’energia elettrica mondiale al 2020, permettendo di risparmiare in 12 anni circa 10 miliardi di tonnellate di CO2, pari al doppio di quanto emesso dalla Cina nel 2005». Il Global wind energy outlook 2008 è stato lanciato a Pechino perché la Cina è il mercato in maggiore espansione per l’eolico a livello mondiale, ed entro la fine del 2009 diventerà il primo Paese nella produzione di turbine e apparecchiature in grado di catturare l’energia del vento.«Oltre ai benefici per l’ambiente, l’eolico è un settore in grado di sostenere l’economia in un periodo di recessione – ha detto Giuseppe Onufrio, direttore delle campagne di Greenpeace Italia - Sono circa 350 mila i ‘colletti verdi’ che lavorano già oggi nell’industria eolica, e il dato sugli occupati salirà a oltre 2 milioni al 2020».«I governi hanno il dovere morale nei confronti delle future generazioni di avviare adesso una rivoluzione energetica pulita – sostiene Francesco Tedesco, responsabile campagna Energia e clima di Greenpeace – L’ostilità del governo italiano al pacchetto europeo ‘clima ed energia’ ci ridicolizza e mostra chiaramente che Berlusconi non è all’altezza degli altri premier europei».Il settore della produzione di energia elettrica è responsabile di circa il 40% delle emissioni mondiali di CO2 e senza il rapido dispiegamento di misure radicali per l’efficienza energetica e lo sviluppo delle rinnovabili, a partire dall’eolico, non sarà possibile mantenere l’aumento della temperatura terrestre entro i 2°C, con conseguenze irreversibili per il Pianeta.La situazione in Italia è paradossale – sostiene Greenpeace - se pensiamo che nel 2007 gli incentivi per le rinnovabili sono stati pari a 932 milioni di euro mentre i sussidi alle fonti fossili (fonti assimilate e rifiuti attraverso il meccanismo Cip6) sono ammontate a 5,3 miliardi, cinque volte tanto.Ma in Italia non c’è solo un problema di incentivi, ma anche di opposizioni sia a livello istituzionale sia a livello di comitati e personalità della cultura nostrana, che non aiutano affatto a far crescere le energie rinnovabili. Di esempi se ne trovano a decine nelle cronache dei giornali e greenreport se ne è occupato centinaia di volte. Quello che possiamo ancora dire è che negli ultimi anni, nonostante le evidenze degli impatti antropici sull’ambiente anche se c’è una maggiore apertura verso le fonti rinnovabili, ancora non si è capito almeno un aspetto fondamentale: tutto ha un impatto ambientale che sia anche solo visivo. Dunque inseguire lo zero da questo punto di vista è un’utopia, mentre avere una gerarchia di cosa sia necessario fare è un dovere. In una visione olistica dell’ambiente e delle battaglie contro la dissipazione delle risorse naturali non c’è un’energia rinnovabile migliore di un’altra, ma quante queste tutte insieme contribuiscono allo scopo. Il criterio deve essere solo e soltanto quello della sostenibilità ambientale e sociale, diversamente si andrà davvero poco lontano. &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;&lt;br /&gt;Approfondimenti:&lt;a href="http://www.greenpeace.org/italy/ufficiostampa/rapporti/eolico-2008" target="_blank"&gt;Il rapporto completo “Global Wind Energy Outlook 2008”&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Da&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Greenreport&lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/2469849932731551926-4647554784881408013?l=faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/feeds/4647554784881408013/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=2469849932731551926&amp;postID=4647554784881408013' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/4647554784881408013'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/2469849932731551926/posts/default/4647554784881408013'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://faetolibera-quattrocantoni.blogspot.com/2009/03/leolico-vola-livello-mondiale-grazie.html' title='L´eolico vola a livello mondiale grazie alle turbine made in Cina'/><author><name>faetolibera</name><uri>http://www.blogger.com/profile/05022624981466330416</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-2469849932731551926.post-7054718418481613371</id><published>2009-03-21T17:23:00.000+01:00</published><updated>2009-03-21T17:26:25.581+01:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='economia'/><title type='text'>Raccolti record per i cereali, ma i poveri avranno ancora fame</title><content type='html'>&lt;div align="justify"&gt; &lt;/div&gt;&lt;div align="justify"&gt;Secondo il rapporto semestrale "Food Outlook" della Fao sull´andamento dei mercati alimentari mondiali, la produzione cerealicola mondiale raggiungerà un nuovo livello record nel 2008 grazie l´incremento delle aree seminate seguito al rialzo dei prezzi alimentari e grazie a condizioni climatiche generalmente favorevoli. La produzione cerealicola mondiale nel 2008/2009 si prevede aumenterà del 5,3%, raggiungendo 2.24 miliardi di tonnellate. La produzione mondiale di grano, 2008/09 sarà di 677 milioni di tonnellate, grazie soprattutto ai record dei raccolti che si prevedono in Europa, Nord America ed Oceania. Per il riso nel 2008/09 si prevedono 450 milioni di tonnellate ed il calo dei prezzi dovrebbe migliorare la situazione fronteggiata dai consumatori l´anno scorso. La produzione mondiale di cereali secondari (prevista a 1.11 miliardi di tonnellate) riuscirà più che a soddisfare l´aumento del consumo. La ripresa della produzione cerealicola è in gran parte avvenuta nei Paesi industrializzati, dove gli agricoltori erano meglio attrezzati per rispondere ai prezzi sostenuti. La capacità di risposta dei paesi in via di sviluppo, al contrario, è stata molto limitata a causa della ristrettezza a livello dell´offerta. I paesi in via di sviluppo saranno quelli che quest´anno pagheranno il prezzo più alto dei maggiori costi delle importazioni alimentari. Il costo dell´acquisto di cibo sui mercati internazionali per i paesi maggiormente vulnerabili dal punto di vista economico è lievitato di circa un terzo rispetto allo scorso anno. Questo è il più grande incremento annuo mai registrato. A causa di prezzi alimentari più alti, il numero delle persone che soffrono la fame nel solo 2007 è aumentato di 75 milioni. La produzione ittica globale aumenterà solo dell´1% nel 2008, registrato nel settore dell´acquacoltura. «Le difficoltà di molte banche pesantemente coinvolte nel finanziamento della pesca da cattura e nello sviluppo di quella d´allevamento, sono fattori che limiteranno la disponibilità di credito al settore» spiega il rapporto Fao. La produzione cerealicola sarà in grado di soddisfare il consumo e riuscirà anche a ricostituire buona parte delle scorte mondiali esaurite, ma la Fao mette in guardia: «l´attuale crisi finanziaria influirà negativamente sul settore agricolo di molti paesi, in particolare in quelli in via di sviluppo». Secondo Concepcion Calpe, economista Fao ed una delle autrici principali del rapporto «Il raccolto cerealicolo record di quest´anno ed il recente calo dei prezzi alimentari non dovrebbero dunque creare troppo ottimismo. Se per ipotesi, nella stagione 2008/09 dovessero prevalere l´attuale volatilità dei prezzi e le odierne condizioni di liquidità, semine e produzione potrebbero risentirne e potrebbe verificarsi una nuova impennata dei prezzi nel 2009/10, con crisi alimentari perfino più gravi di quelle registrate finora. La crisi finanziaria degli ultimi mesi ha amplificato la tendenza al ribasso dei prezzi, ha contribuito a restringere i mercati creditizi ed ha introdotto una grande incertezza sulle prospettive per l´anno prossimo, e di conseguenza molti produttori stanno prendendo decisioni molto conservative rispetto alle semine. Il forte rialzo dei prezzi registrato nel 2007/2008 ha fatto aumentare il numero delle persone sottonutrite nel mondo che si attesta a 923 milioni. Nella maggior parte dei paesi a basso reddito, prezzi alimentari internazionali più bassi non si sono finora tradotti in prezzi più bassi a livello nazionale. "C´è il rischio reale che, come conseguenza della difficile situazione in cui versa l´economia mondiale, la gente sarà costretta a ridurre il proprio consumo alimentare ed il numero dei sottonutriti potrebbe così aumentare ulteriormente». I dati di "Food Outlook" evidenziano che l´agricoltura mondiale deve fare i conti con problemi e difficoltà di lungo periodo, che vanno affrontati con urgenza: scarsezza di terra e di risorse idriche, carenti investimenti nelle infrastrutture rurali e nella ricerca agricola, fattori produttivi agricoli costosi in relazione ai costi alla produzione, e mancanza di adattamento al cambiamento climatico. «Per riuscire a dar da mangiare ad una popolazione mondiale che per il 2050 sarà di oltre 9 miliardi di persone, rispetto ai sei miliardi attuali – si legge nel rapporto Fao - la produzione globale di cibo per quella data dovrà quasi raddoppiare. Questa crescita demografica avrà luogo principalmente nei paesi in via di sviluppo e per lo più nelle aree urbane. Di conseguenza una forza lavoro rurale diminuita dovrà riuscire ad essere molto più produttiva. Questo richiederà maggiori investimenti agricoli in attrezzature, trattori, pompe idrauliche, in macchine trebbiatrici etc, come pure manodopera più qualificata ed una filiera più corta ed efficiente». &lt;/div&gt;&lt;div a
